James Stephen eBooks
eBooks di James Stephen editi da Adelphi
I semidei. E-book. Formato EPUB James Stephens - Adelphi, 2026 -
Questo romanzo ha inizio «poco lontano dal luogo dove gli angeli si posarono per la prima volta sulla terra». Era una collina deserta, senza movimenti, se non talvolta quello di uno «scarabeo che passava lento come una pallottola esausta». E lì si incontrarono tre angeli, belli e maestosi, con due esseri sperduti e poco raccomandabili dell’Irlanda, Patsy Mac Cann e sua figlia Mary, circondata da «ciarpame e carabattole». Presto li troveremo che vagabondano insieme, e il loro vagare attira le avventure che compongono «I semidei». Forse nessuno scrittore del nostro secolo ha avuto in dono una naturalezza paragonabile a quella di James Stephens nel trattare il prodigioso. Stephens sembra raccontare sempre una piccola cronaca di tutti i giorni: e poi il lettore si accorge che si trova in mezzo a creature variamente sovrannaturali, sospeso fra cieli e inferni, provvisoriamente calcando il suolo della terra, «bella come il suono di acque scroscianti». Ma tutto questo ci appare, nella sua stranezza, del tutto familiare. Così gli angeli, dopo aver riposto in un fagotto le loro ali e le loro vesti sontuose, per non dar troppo nell’occhio, entrano subito nelle vene della realtà terrestre, finché quella realtà tornerà a essere «più esasperante e incomprensibile di qualsiasi prodigio». Un lieve soffio di comicità percorre ogni anfratto di questo libro, si mescola ai numerosi apologhi, alle avventure intrecciate dei protagonisti. Ma non è una comicità irridente. C’è in essa qualcosa di affettuoso e saggio, come volesse soprattutto avvertirci che tutto quello che accade qui da noi non è che l’ultima variante di una vecchissima vicenda cosmica di amore, odio, disprezzo, bramosia, avarizia, tenerezza e inganno. Ancor più delle storie, che tendono a essere sempre le stesse, conta l’arte del raccontarle. Accade così a Stephens di venire a somigliare a un certo vecchio del Connaught di cui qui si parla: «imbastiva una storia con niente, e tu stavi lì ad ascoltarlo a bocca aperta con la paura che tra poco sarebbe finita, e magari era soltanto la storia di una gallina bianca che aveva fatto un uovo scuro! Ti raccontava una cosa che sapevi da tutta la vita, e tu credevi che fosse nuova di zecca. Nel cervello di quest’uomo non c’era vecchiaia: è questo il segreto».
La pentola dell'oro. E-book. Formato EPUB James Stephens - Adelphi, 2017 -
James Joyce sosteneva di formare con James Stephens una coppia di gemelli celesti «nati alla stessa ora dello stesso giorno dello stesso anno nella stessa città». E Stephens aggiungeva: «Ma in due letti diversi, e questo fu il solo neo nei nostri rapporti». Tanto forte doveva essere questa convinzione in Joyce che, in una lettera scritta mentre disperava di poter mai finire "Finnegans Wake", egli indicava in James Stephens l’unico scrittore che eventualmente avrebbe potuto portare a termine il suo lavoro. E ciò non solo perché questi disponeva in maniera prestigiosa di tutta la tastiera mitica e fantastica dell’Irlanda, ma perché Stephens era anche lui dotato di una formidabile abilità stilistica, di un orecchio rigoroso per il ritmo. Solo che la forma dei suoi scritti è quanto di più diverso dall’ultimo Joyce; una semplicità apparente, una sviante elementarità del linguaggio e dei temi si ritrovano in tutte le sue opere – poesie, racconti e memorabili conversazioni alla radio – e così anche nel suo capolavoro "La pentola dell’oro" (1912). Questo libro, che fin dal suo apparire si guadagnò dei fanatici ammiratori, è pressoché indefinibile, ma di questa sua natura elusiva e polivalente il lettore si rende pienamente conto alla fine, dopo essere passato attraverso una complicata storia che è insieme un conte philosophique, un romanzo fiabesco dove compaiono dèi di varia origine – come Pan e Angus Óg – un libro per bambini, un libro pieno di humour per gli adulti, un’allegoria del difficile matrimonio fra intelletto e istinto. Certo è che da questo strano impasto di elementi è nato un libro che il tempo ha reso sempre più attuale. Walter de la Mare è riuscito felicemente a condensare in poche parole il suo fascino: «Come almeno metà dei libri migliori è più che un po’ pazzo, e colmo fino all’orlo di vita e di bellezza. È un inno al nonsense, e il vero nonsense è solo saggezza rovesciata, che perciò è al di là della comprensione solo per un intelletto non saggio».