Luca Fezzi eBooks
eBooks di Luca Fezzi editi da Editori Laterza
Luca Fezzi, professore associato di Storia romana presso l'Università degli Studi di Padova, è autore delle monografie: Falsificazione di documenti pubblici nella Roma tardorepubblicana (133-31 a.C.) (Le Monnier 2003); Il rimpianto di Roma. Res publica, libertà 'neoromane' e Benjamin Constant, agli inizi del terzo millennio (Le Monnier 2012); Catilina. La guerra dentro Roma (EdiSES 2013); Modelli politici di Roma antica (Carocci 2015); Pompeo (Salerno Editrice 2019). Il dado è tratto. Cesare e la resa di Roma, edito con Laterza, è stato tradotto in francese e in inglese.
Il dado è tratto: Cesare e la resa di Roma. E-book. Formato EPUB Luca Fezzi - Editori Laterza, 2019 -
Un giorno può avere il respiro di un'epoca: forse lo pensava anche Giulio Cesare, quando decise di varcare il Rubicone. Andrea Giardina Uno sguardo nuovo su uno degli episodi più noti della storia antica: il punto prospettico non è infatti l'avanzata inarrestabile di Cesare, ma la decisione inaudita di Pompeo, sull'altro fronte, che pochi giorni dopo ordina a tutti i senatori di abbandonare Roma. Luciano Bossina, "La Stampa" Nel gennaio 49 a.C., Cesare varcò il Rubicone alla testa di alcune coorti legionarie, pronunziando una celebre frase. Nello stesso giorno occupò Rimini, presidio strategico della terra Italia. Si spinse poi verso sud, minacciando la stessa Roma. Pompeo, incaricato di fermarlo, rispose con una mossa meno celebre ma altrettanto fatidica. Ordinò all'intera classe politica di abbandonare la città e di seguirlo, per contrattaccare dal meridione della Penisola o, addirittura, dai Balcani. Il panico fu inenarrabile. Mai i romani si erano trovati di fronte a una situazione del genere. L'Urbe, nella sua secolare storia, era stata sempre difesa. Che cosa avvenne in quei terribili giorni? Roma era davvero indifendibile? Quali furono le conseguenze della fuga pompeiana?
Il tribuno Clodio. E-book. Formato EPUB Luca Fezzi - Editori Laterza, 2012 -
Corrotto, sovversivo, assetato di potere. È Publio Clodio Pulcro. Nelle pagine di Luca Fezzi, la realtà storica depurata dalla faziosità del ritratto siglato dal nemico Cicerone.Publio Clodio Pulcro (93-52 a.C.) nasce da una famiglia di antichissima nobiltà. Fratello (e forse amante) della spregiudicata Clodia, la ‘Lesbia’ cantata da Catullo, sin dagli inizi della carriera politica si rende protagonista di gravi scandali, uscendone miracolosamente indenne. Nel 60 a.C. abiura le proprie origini patrizie divenendo plebeo; due anni dopo si fa eleggere tribuno e inizia una folgorante ascesa politica sorretto dal favore del popolo. Spregiudicato e audace, gestisce un potere inedito e lo fa in modo particolarmente radicale e violento: combatte i suoi nemici con le bande armate di piazza, si assicura l'impunità grazie alla connivenza dei ‘triumviri’ Cesare, Pompeo e Crasso, blinda il proprio successo popolare a colpi di demagogia. Muore per mano dell'avversario Milone, a pochi giorni dalle elezioni alla carica di pretore. Se in vita Clodio non aveva certo goduto di buona fama, dopo la sua scomparsa Cicerone – che proprio da lui era stato condannato all'esilio durante gli anni del tribunato – si premura di suggellarla delineandone un'immagine di corruzione, ambizione e violenza destinata a tramandarsi ai posteri come proverbiale. In queste pagine Luca Fezzi dipana i molti fili della biografia di Clodio, dalle malefatte giovanili in Oriente e in Gallia sino alla morte violenta, proponendo un ritratto complesso, calato nel tormentato contesto della Roma a tinte forti della fine della Repubblica.
Il corrotto: Un'inchiesta di Marco Tullio Cicerone. E-book. Formato EPUB Luca Fezzi - Editori Laterza, 2018 -
Da più di duemila anni leVerrine, cioè le orazioni con cui Cicerone riuscì a inchiodare Gaio Verre alle sue malversazioni in Sicilia, sono state presentate come un modello in tutte le storie della letteratura latina. Da quel 70 a.C. mai si è avuta una denuncia per casi di corruzione in cui l'accusatore non abbia provato a riprodurne argomenti e stile incalzante. L'imputato fu descritto come un maiale incapace di porre limiti alla propria voracità. Ma adesso Luca Fezzi in questo straordinario libro cambia registro e in merito a quella vicenda esprime espliciti dubbi. Paolo Mieli, "Corriere della Sera" Concussione, peculato, appropriazione indebita, furto, vendita di sentenze, manipolazione di appalti, corruzione elettorale, sequestro di persona, frode, intimidazione, tortura, omicidio: l'accusatore Marco Tullio Cicerone lancia una fulminante requisitoria, seguita da una tempesta di testimonianze e prove contro l'imputato, Gaio Verre, ex governatore della Sicilia. Di fronte, una giuria sempre più attonita. Attorno, un pubblico sempre più infiammato. Cicerone attacca Verre. Quale lavoro d'inchiesta aveva reso possibile un'accusa così spettacolare da intrattenere il popolo romano per giorni? Seguiamo passo dopo passo Cicerone, tenace ma non certo candido raccoglitore di prove e orchestratore di testimonianze.