Luca Porqueddu eBooks
eBooks di Luca Porqueddu editi da Quodlibet
Dalla Grande Dimensione alla Bigness: Il progetto delle relazioni tra architettura, città e territorio globale. E-book. Formato PDF Luca Porqueddu - Quodlibet, 2019 -
Due diverse concezioni della dimensione si sono, nel secolo scorso, contese il campo del pensiero architettonico e urbanistico, nel confronto con le grandi trasformazioni della città moderna e contemporanea: l'idea della Grande Dimensione e quella della Bigness. Dietro questi due paradigmi – di cui vengono qui ricostruite le decisive tappe teoriche e progettuali – si fronteggiano, in realtà, due diversi modi di concepire il ruolo del progetto e di intendere la responsabilità, da parte di architetti e urbanisti, nella costruzione del mondo urbano. Dove la Bigness ha rappresentato il ripiegamento dell'architettura su un metro puramente quantitativo, operando di fatto la segregazione e la lobotomia dei fatti architettonici, delle esperienze e delle scale della progettazione, la Grande Dimensione è stato invece il tentativo di intendere le dimensioni urbane non più in termini semplicemente quantitativi, ma qualitativi, ossia in termini di relazione: dimensione vuol dire innanzitutto rapporto e misura, capacità di creare relazioni immateriali, piuttosto che egemonia. Con l'intento di chiarire quale sia il valore teorico e strumentale di tali attitudini del progetto, il libro apre una riflessione sulla città contemporanea, sulle sue relazioni all'interno di un territorio globale – quello che Immanuel Kant, nel 1784, intuì nella definizione di "mondo senza limiti ma limitato" – e sugli strumenti che il progetto possiede per affrontare la complessità delle trasformazioni antropiche. Il tutto trova sintesi in una domanda: il progetto è ancora mosso dalla volontà di indirizzare l'evoluzione urbana o è chiamato ad assecondare le trasformazioni in assenza di pensiero critico?
Urbs urbis: Una spontanea e inevitabile alleanza tra idea e realtà. E-book. Formato PDF Luca Porqueddu - Quodlibet, 2020 -
Esiste una città nella quale convivono la pianificazione utopico-progressista e la complessità di accadimenti disorganizzati, in cui il concatenarsi di progetti ed eventi produce tracce antropiche sconnesse e apparentemente prive di valore. Tale città appartiene da sempre alla cultura umana, tuttavia fatichiamo a riconoscerla e a darle un nome. Si tratta della città che nasce e trova sviluppo dal confronto dialettico tra realtà e idea, nella quale i bisogni stimolano la costruzione del pensiero pianificatore e il progetto è chiamato a adattarsi alla storia di un territorio reso più o meno fecondo dall'economia, dalle dinamiche sociali, dai vincoli normativi. «La successione delle città ideali – sostiene l'autore – trascrive la storia umana, saturando come un calco lo spazio potenziale trascurato dalla realtà. La loro forma testimonia la necessità di evasione che ogni cultura e ogni tempo maturano nei confronti della propria condizione». Estranea a questa separazione fra idealizzazione e spontaneità, fra ordine e disordine, la città si dispiega quindi su un orizzonte dilatato e sintetico, capace di raccordare ritmi e obiettivi – funzionali, sociali, estetici e culturali – diversificati. Urbs urbis intende restituire alla città la sua identità teorico-pragmatica. Un'identità multiforme e sintetica, esplorata attraverso immagini dialettiche che interrogano e interpretano i significati attuali e originari del costruire collettivo secondo cinque categorie: esodo, città, ideale, reale, attesa. Nel constatare una condizione abitativa che associa l'ostilità della natura all'imprevedibilità delle strutture finanziarie, i materiali organizzati nel volume raccontano la capacità urbana di edificare e riedificare nuove e antiche alleanze tra princìpi di ordine e pulsioni irrazionali, affidando al progetto e al destino la scrittura di traiettorie solo parzialmente orientabili.