Luciano Bianciardi eBooks
eBooks di Luciano Bianciardi editi da Feltrinelli Editore
L'integrazione. E-book. Formato EPUB Luciano Bianciardi - Feltrinelli Editore, 2014 -
“Cosa mi credevo? Che la grande città fosse quel luogo di meraviglie e di godurie che credono certi?” L’integrazione è un romanzo del 1960. Narra la storia di due fratelli intellettuali, Marcello e Luciano, che si trasferiscono da Grosseto a Milano, con l’obiettivo di compiere una “mediazione” tra l’Italia centrale e l’Italia del Nord. è una critica aspra e amara, ma anche divertente, dell’industria culturale ed editoriale milanese nel periodo del Boom economico. Le nevrosi quotidiane del mondo editoriale sono qui satireggiate in modo spietato, tra riunioni e discussioni senza senso e il ticchettio incessante dei tacchi a spillo di segretarie tanto volenterose quanto inutili. Il romanzo può essere visto come il secondo tassello di una “Trilogia della rabbia” avviata con Il lavoro culturale e culminata con La vita agra. Con una scrittura corrosiva, Bianciardi ha modo di prendere di mira anche il comportamento quotidiano dei milanesi: “Guardali in faccia: stirati, con gli occhi della febbre, dimentichi di tutto tranne che dei soldi che ci vogliono ogni giorno [...]. Sgobbano, corrono come allucinati dalla mattina alla sera, per comprarsi ciò che credono di desiderare; in realtà quello che al padrone piace che si desideri.” Una descrizione di ieri, ma tanto attuale ancora oggi.
La vita agra. E-book. Formato EPUB Luciano Bianciardi - Feltrinelli Editore, 2013 -
“Occorre che la gente impari a non muoversi, a non collaborare, a non produrre.” Il boom economico, la febbre dei consumi, la produzione spinta sempre un po’ più in là. E intanto la cultura si sfalda, Milano diventa una prigione di nebbia e squallore per chi vende la propria immaginazione per quattro soldi, mentre la classe operaia sconta sulla pelle le conseguenze del capitalismo sfrenato. Con ironia divertita e grottesca, Bianciardi punta il dito contro l’abbrutimento della società che abitiamo. Milano, fine anni cinquanta. Un intellettuale di provincia lascia la moglie e il figlioletto per andare a vivere in città. L’intento è sovversivo: far saltare in aria il “Torracchione”, il palazzo di una compagnia chimico-mineraria, per vendicare i quaranta minatori morti in un incidente causato dalla scarsa sicurezza sul lavoro. Su questo presupposto incendiario – ispirato dal disastro di Ribolla del 1954 – prende avvio il romanzo di Bianciardi, in larga parte autobiografico. Ma la città fa presto a fagocitare il giovane intellettuale che, per mantenersi, si trova a lavorare come redattore per pochi soldi, battendo a macchina tutto il giorno e consumandosi i nervi un caffè alla volta. Intanto osserva con frustrazione crescente il labirinto di cemento in cui è finito, avvolto da una nebbia che è semmai una fumigazione rabbiosa, una flatulenza di uomini, motori, camini; è sudore, polverone sollevato dal taccheggiare degli opportunisti, fiato di denti guasti. E così l’intento iniziale del protagonista si dissolve in una rincorsa costante alla prossima consegna, tra l’assillo di tafanatori e rompiscatole e un vortice di annunci pubblicitari, abbonamenti e telefonate a ogni ora del giorno e della notte. Pubblicato nel 1962 e subito diventato un libro di culto, La vita agra rimane un incomparabile sguardo sulle conseguenze umane e sociali del boom economico. Con lingua irrequieta, grottesca, che però si apre sempre a una comicità abrasiva, Bianciardi ci consegna uno dei romanzi più rappresentativi dell’Italia del secolo scorso. Una scrittura impossibile da imbrigliare, capace di cogliere con lucidità inimmaginabile i tic linguistici e il progressivo disarmo delle idee che ancora oggi caratterizzano gran parte del mondo culturale.
Trilogia della rabbia: Il lavoro culturale, L'integrazione, La vita agra. E-book. Formato EPUB Luciano Bianciardi - Feltrinelli Editore, 2022 -
La guerra è finita da poco e tutte le possibilità sembrano aperte per un ragazzo di provincia brillante e desideroso di dedicarsi al "Lavoro culturale": il suo apprendistato è un vagabondaggio scapigliato fra cineclub e circoli culturali scalcagnati, dove si sviscerano problemi, si pongono istanze, si progettano saggi imprescindibili. Si creano, insomma, le basi per un futuro migliore. Ma per realizzarlo, quel futuro, tocca andare a costruirlo là dove tutto succede, dove le cose si fanno. Ecco quindi, nell’"Integrazione", il provinciale giungere a Milano insieme al fratello. È il momento dell’incontro con la cultura che si fa industria, e con la sua tutt’altro che splendida realtà: riunioni, discussioni, nevrosi, “un lavorìo continuo, intorcinato, che sembra tornare sempre al punto di partenza”, rappresentazione plastica, spiega Francesco Piccolo, “della vita (sprecata) degli intellettuali”. E allora dell’entusiasmo iniziale non restano che frustrazione e risentimento, una delusione rabbiosa che si vorrebbe manifestare con un gesto distruttivo ed eclatante: un atto di ribellione vera, come quello progettato dall’io narrante della "Vita agra", estremo tentativo di non rinunciare alla purezza dei propri ideali. Ruvida, a tratti profondamente amara, ma sempre sostenuta da una giocosità irresistibile e da una fulminante ironia che mette alla berlina tutte le contraddizioni del miracolo economico in chiave culturale, la "Trilogia della rabbia" è il capolavoro di Luciano Bianciardi.