Luigi Chiarella eBooks

eBooks di Luigi Chiarella editi da Edizioni Alegre

EBOOK   9791255600497

Risto Reich: Il lavoro del cameriere. E-book. Formato EPUB Luigi Chiarella   -  Edizioni Alegre, 2025  - 

Il protagonista di questa storia si chiama Luigi, ma il suo nome potrebbe essere Emilia, Valeria, Marco, Francesca. Il trasferimento a Vienna lo costringe, per sopravvivere, a reinventarsi cameriere nella capitale austriaca. Lavora tra le persone, ascolta, osserva, cammina tanto. Subisce pressioni continue e aggressioni a ogni errore, cercando sempre di lavorare al meglio. Quando torna a casa, esausto e con pochi amici con cui uscire, scrive. Da questi appunti buttati giù in modo meticoloso e brillante nasce un corrosivo romanzo working class, con cui l'autore ci fa vivere i suoi dieci anni come cameriere immigrato in Austria. Anni in cui cambia luogo di lavoro più volte: in alcuni casi viene licenziato, in altri si licenzia per uscire dal ricatto dell'eccessiva responsabilità scaricata sulle sue spalle. Un racconto ironico e drammatico al tempo stesso, scritto con il ritmo incessante della vita lavorativa nei ristoranti – dai dai dai… veloce veloce veloce… – dove la fatica dei turni in sala si intreccia con la ricerca di un senso di stabilità e con i tentativi, necessariamente spuri e contraddittori, di esprimere il conflitto di classe in un contesto lavorativo individualizzato e con poche tutele. Tanto che quando il conflitto viene svelato sembra una magia. Da anni nei mezzi di comunicazione di massa l'attenzione è focalizzata sul cibo e su chi lo prepara, non su chi lo porta al tavolo. Luigi Chiarella capovolge il punto di vista, apparecchiando una tavola vivida e complessa su un tema esplorato da poche voci critiche, nonostante ogni giorno milioni di persone attraversino gli spazi dei ristoranti, ignorando lo sfruttamento sottostante a ogni singolo ordine che viene mandato nelle cucine.

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EBOOK   9788898841349

Diario di zona. E-book. Formato EPUB Luigi Chiarella   -  Edizioni Alegre, 2016  - 

Raccontare Torino e l'Italia dei nuovi anni 10 dal basso delle strade, coi piedi sui pedali, e da più in basso ancora, dai seminterrati, dal buio delle cantine, dalle spelonche sotto l'asfalto dove si annidano loro. Loro. I contatori dell'acqua. Rotelline girano, lancette indicano numeri, quadranti dicono qualcosa. L'acqua che corre nei tubi costa e va pagata. Arrivare ai contatori è più difficile di quel che sembra: bisogna parlare, convincere, superare barriere, fare lo slalom tra diffidenze e clichés razzisti, sviluppare un nuovo senso di orientamento nella frantumaglia sociale, nella collisione di mondi. Torino è l'Italia. Aggredita, confusa, mugugnante, pronta a distribuire colpe a casaccio e quindi attraversata da guerre tra poveri... ma anche da resistenze tenaci, molecolari, spesso poco visibili ma vive. Luigi Chiarella ha fatto di necessità virtù, trasformando un lavoro precario, potenzialmente avvilente, in un'occasione per fare inchiesta e raccontare. Diario di zona dimostra, per chi ancora non l'ha capito, che oggi il "centro" è cieco, o almeno ipovedente. Guardando dal "centro" – il centro del discorso dominante, il centro della Torino "olimpica", chiampariniana, fassiniana e sì-Tav – non si capisce più nulla. All'inverso, i punti di vista dal margine sono preziosi, sono già contronarrazioni della città e della realtà. Il margine vissuto da Chiarella è quello di una precarietà misfit, girovaga, costretta a "invadere" ogni giorno le vite e le case altrui. Wu Ming 1 e Alegre sono fieri di inaugurare la nuova collana "Quinto Tipo" con una versione rivista e aggiornata del Diario di zona, apparso a puntate in rete, dove l'autore è noto e apprezzato con lo pseudonimo di yamunin. Dopo un'ora di lavoro ho imparato a tirare su dischi di ghisa da venticinque chili usando il palanchino e il cacciavite e la giusta dose di bestemmie. Continuiamo a lavorare a ritmo serrato fino alle quattro e mezzo. - Va bene, è ora – mi dice – sessanta letture sono un po' poco ma vista l'ora in cui abbiamo iniziato non è male. Come va? - Bene – dico stravolto e sporco di terra. Recuperiamo la macchina e imbocchiamo la tangenziale che ci porta a Torino. In azienda recupero i miei vestiti, la borsa e il resto degli indumenti per lavorare. Prendo la metropolitana in direzione del centro. Sono stanco ma sollevato: avrò uno stipendio e ho un contratto con su scritto "Operaio letturista". Tiro fuori dalla borsa il libro di poesie: compagno Majakovskij, ho un lavoro da operaio!

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