Marc eBooks
eBooks di Marc editi da Diogene Edizioni
Gli affreschi della basilica di San Gennaro extra moenia : un enigma da sciogliere . E-book. Formato PDF Marco Liberato - Diogene Edizioni, 2015 -
Gli affreschi di "san Gennaro extra moenia" costituiscono un unicum, dal punto di vista storico e artistico, sulla diffusione della cultura centro italica nel regno di Napoli. Descritti a più riprese a partire dal ’700, sono stati oggetto dello studio di Leone de Castris e Paola Giusti, e oggi, a seguito di un attento restauro da parte della soprintendenza di Napoli, meritano una rilettura complessiva che metta in luce ulteriori punti di riflessione, soprattutto sugli artisti e le botteghe che lavorarono a Napoli nella prima metà del Cinquecento, in particolar modo sulle figure, protagoniste in questo saggio, di Andrea Sabatini e di Giovan Filippo Criscuolo.
Da Luci del varietà ad 8 e ½. Le tappe della difficile consacrazione simbolica di Federico Fellini . E-book. Formato PDF Marco Bianciardi - Diogene Edizioni, 2012 -
Questo breve saggio, in gran parte ispirato alle teorie sui campi artistici del sociologo francese Pierre Bourdieu, tratta del cinema di Federico Fellini negli anni Cinquanta. Gli esordi di Fellini ed il suo percorso di consacrazione come autore vengono infatti riletti alla luce del concetto di Storia interna ad un campo artistico applicato alla storia del cinema. Attraverso la ricostruzione dei primi dieci anni di attività cinematografica di Fellini, viene analizzata la parallela formazione di un concetto come quello di “autore cinematografico” nell’ambito della cultura europea ed occidentale, la costituzione tra anni Quaranta e Cinquanta della bipartizione tra cinema “a dominante intellettuale” e cinema “a dominante commerciale” destinata ad influenzare a lungo i modi della percezione e della fruizione dello spettacolo cinematografico, la formazione di un campo specificamente cinematografico con le sue lotte di legittimazione e le sue pratiche di egemonizzazione. Il saggio si propone essenzialmente due obiettivi. Il primo è quello di verificare come, lungi dal costituirsi quali pacifici luoghi di espressione delle manifestazioni dello Spirito e dell’Estetica, i vari campi artistici siano al contrario luoghi di scontro e di lotta per l’egemonia, in cui si intersecano due tipi di storicità, quella che è loro propria e che agisce secondo particolari logiche e conflitti di campo e quella ad essi esterna che può contribuire a determinarne esiti, fisionomie, successi ed insuccessi. Il secondo è quello di sottrarre il concetto di valore artistico di un’opera al regime della genialità insondabile per riconsegnarlo ad un concreto orizzonte relazionale e differenziale, capace di ricostruirne ragioni e genealogia. Marco Bianciardi è docente di ruolo di Materie Letterarie all’ITIS Sarrocchi di Siena. È laureato in Storia e Critica del Cinema con una tesi di Laurea sui film di Federico Fellini negli anni Cinquanta. A lungo si è occupato dei rapporti tra cinema e filosofia e tra cinema e sociologia. Ha tenuto alcuni corsi di Storia del Cinema all’Università per Stranieri, all’Università Popolare e nelle Scuole medie superiori di Siena. Ha collaborato a lungo con Carte di Cinema, rivista ufficiale della FEDIC, al tempo in cui era diretta da Sergio Micheli, docente di Storia e Critica del Cinema all’Università per stranieri di Siena, pubblicandovi alcuni saggi sul cinema italiano degli anni Trenta e degli anni Cinquanta e su Federico Fellini. Su Allegoria, rivista di italianistica diretta da Romano Luperini, ha pubblicato un saggio cinematografico sulla tipologia dell’anti-eroe nei film del neorealismo cinematografico italiano. Ha pubblicato inoltre alcuni saggi su Fellini-Amarcord, rivista ufficiale di studi felliniani della Fondazione Federico Fellini di Rimini.
Le parole della crisi: Etica della comunicazione, percorsi di riconoscimento, partecipazione politica. E-book. Formato PDF Marco Castagna (A Cura Di) - Diogene Edizioni, 2013 -
Cosa resta di una soggettività divisa tra il rumore dello scontro e il silenzio della distanza dalle istituzioni? Quale lessico la riflessione può offrire alla partecipazione? Qual è il senso da attribuire alla parola “crisi”? La progressiva sostituzione del lessico economico a quello politico, l’assottigliamento del vocabolario che articola le relazioni umane ed istituzionali trasformando i cittadini in utenti, sono i dati più evidenti di una condizione storica e sociale che da tempo emerge dalle riflessioni della filosofia del linguaggio e della filosofia politica. A fronte di tale condizione, si delinea un’allarmante conclusione: la popolazione che non rientra nelle élites economiche, politiche o amministrative, non dispone più di un lessico attraverso cui autorappresentarsi. Eppure, una parola sembra essere condivisa da tutti. Così, a partire dalla comune convinzione che la relazione, il riconoscimento e la partecipazione politica costituiscono gli elementi per la costruzione di un senso politico condiviso e di una comune appartenenza sociale, i partecipanti al volume dialogano intorno al termine “crisi”, domandandosi se la sua rapida elevazione a categoria storica e concettuale (in discorsi e luoghi differenti: dall’economico al politico, dalla finanza globale alle amministrazioni locali) nasconda la volontà di evitare il momento risolutivo che ogni vera crisi comporta. In questa prospettiva, attribuire alla crisi un carattere epocale – ovvero di un’inevitabile irreversibilità – equivarrebbe a nascondere l’estremo, e irresponsabile, tentativo di mantenimento dello status quo: con la grave conseguenza di un incontrollato dilagare di rassegnazione, sfiducia e disperazione, che trovano il proprio sfogo in allarmanti derive qualunquistiche e populistiche. Interventi di: Alessandro Arienzo, Louis Begioni, Gianfranco Borrelli, Marco Castagna, Fabio Ciaramelli, Giuseppe Di Marco, Antonio Gentile, Ugo Maria Olivieri, Rocco Pititto, Giulio Querques, Giovanni Semeraro, Marica Spalletta, Simona Venezia, Zhang Xiaoyong.