Mariano Croce eBooks

eBooks di Mariano Croce editi da Quodlibet

EBOOK   9788822911629

L'indecisionista: Carl Schmitt oltre l'eccezione. E-book. Formato PDF Mariano Croce   -  Quodlibet, 2021  - 

Carl Schmitt è forse la figura intellettuale più controversa del Novecento, ilcui spettro torna immancabilmente a palesarsi ogniqualvolta gli ordinamenti costituzionali vengano messi sotto pressione e pongano limiti alle libertà fondamentali da essi stessi sancite. Campi di prigionia, populismi d’ognicolore, decretazione d’urgenza, misure restrittive a fronte di un’emergenzapandemica e molti altri esempi recenti di provvedimenti che limitano i diritti di libertà: ad ogni minimo cedimento degli Stati democratici, si invoca Schmitt come nume tutelare o ispiratore dannato. Ma questo uso del pensiero schmittiano è davvero fedele alla teoria del giurista tedesco?L’indecisionista offre una risposta netta, ed è un no. Al di là delle letturesclerotizzate che schiacciano Schmitt sulla triade eccezione, decisione e opposizione amico-nemico, il libro mostra come egli abbia sostenuto il “decisionismo eccezionalista” per un periodo assai breve, circoscritto ai primianni Venti, e come presto vi pose mano per emendarne le debolezze. Lateoria istituzionalista schmittiana – conservatrice, certo, e con chiare puntedi illiberalità – mostra ben più e meglio del decisionismo eccezionalistacome il cuore della politica, per il giurista tedesco, non stia nella creazionedi condizioni emergenziali, ma nella selezione dei modelli e delle pratichesu cui si impernia la normalità della vita di tutti i giorni.

€ 9.60
download immediato
ACQUISTA
EBOOK   9788822910721

Postcritica: Asignificanza, materia, affetti. E-book. Formato EPUB Mariano Croce   -  Quodlibet, 2020  - 

Scrivere un libro contro la critica non avrebbe alcuna importanza, perché solo importa ciò che crea concetti capaci di tracciare nuove linee. Queste pagine segnano invece il primo gesto postcritico della postcritica, ovvero la rivendicazione del "post": essa reagisce all'inflazione di un suffisso con un esercizio deflattivo. E se la deflazione è la diminuzione del livello generale dei prezzi, la postcritica svaluta sé stessa senza clamore. Essa guarda infatti al minuto, all'interstizio, ai legami che intessono la trama della vita ordinaria, e rifiuta la "proiezione strutturale" delle teorie generali. Ma non è certo una propensione all'agone con la più blasonata delle creature filosofiche, la critica, che fa caricare la postcritica di un suffisso così compromettente. Il "post" non evoca un prima e un dopo, né calca il congedo da una genitrice indesiderata; è piuttosto un "segno", un "cenno", un "signpost", che richiama l'attenzione sul "dove si sta". Siamo in un mondo che certo non abbisogna dell'addio alla critica, ma che alla critica richiede di fermarsi un istante, di accorciare le distanze tra teoria e pratica, di collocarsi sulla superficie dove le cose accadono e si compongono. La postcritica di cui questo libro parla vuole inaugurare un maggese del pensiero filosofico, fatto di contaminazioni disciplinari con l'antropologia, la sociologia, la letteratura, la fisica, la botanica e tante altre, che possano indicare alla filosofia, plenipotenziaria della teoresi, come ascoltare, leccare, odorare e toccare. It would be pointless to write a book against critique, because the only thing that matters is creating concepts that draw new lines. This is why these pages emphasize postcritique's first postcritical gesture, that is, laying claim to the "post": it reacts to the inflation of this suffix with a deflated exercise. And while deflation is the decrease in the general level of prices, postcritique devalues itself without any clamour. For it pays heed to the minute, to the interstice, to the ties that weave the texture of ordinary life. It rejects the "structural projection" of general theories. Yet it is not the aversion to the noblestof the philosophical creatures—critique—that leads postcritique to take up such a compromising suffix. The "post" does not conjure any before and after. It does not mark any break with an unbeloved parent. Rather, it is a "sign," a "beckon," a "signpost" drawing attention to "where we are." Although we live in a world that certainly cannot afford to dispose of critique, the latter is called upon to stand still for a moment, to reduce the distance between theory and practice, to find position on the surface where things happen and give life to compositions. The kind of postcritique this book dwells on inaugurates a fallow period for philosophical thought with an eye to producing disciplinary contaminations with anthropology, sociology, literature, physics, botany, and many others. Only in this way can philosophy—mighty lord of theoretical thinking—become able to listen, lick, smell and touch.

€ 5.99
download immediato
ACQUISTA