Marina Cvetaeva eBooks

eBooks di Marina Cvetaeva editi da Salani Editore

Marina Ivanovna Cvetaeva nasce il 26 settembre 1892 a Mosca, dove il padre fonda nel 1912 il Museo di arti figurative. La madre, brillante pianista, trasfonde nella figlia il culto della musica, dominante nella sonorità della sua poesia che si afferma presto come una delle più alte e originali del Novecento russo. Nel 1912 sposa Sergej Efron. Tra il 1917 e il 1920 patisce gli stenti della guerra civile, isolata a Mosca insieme alle figlie, Ariadna (Alja) e Irina, che morirà di fame in un asilo di Stato, mentre il marito milita nelle fila della Guardia Bianca. Tra il 1922 e il 1927 pubblica la maggior parte della sua opera, che comprende liriche, poemi, testi teatrali, prosa. Nel 1923 raggiunge il marito a Praga, dove nasce il terzo figlio, Georgij (Mur). Trasferitasi nel 1925 a Parigi con la famiglia, vi conosce isolamento e cupa povertà. Nel 1926 intreccia un vertiginoso rapporto epistolare con Pasternak, suo “pari” per forza poetica, e Rilke, “Orfeo germanico”. Nel 1937 marito e figlia rientrano in URSS, dove Cvetaeva li raggiunge nel 1939 con Mur. Sergej Efron viene arrestato e fucilato, Alja inviata al confino interno. Allo scoppio della guerra, ripara nella cittadina tatara di Elabuga. Qui, assediata da abbandono e somma indigenza, si toglie la vita il 31 agosto 1941.
EBOOK   9788831011839

L'amore è arco teso. E-book. Formato EPUB Marina Cvetaeva   -  Salani Editore, 2021  - 

«Con leggerezza pensami, con leggerezza dimenticami».«Quando ho letto per la prima volta i versi della Cvetaeva sono rimasto senza respiro per l'abisso di purezza e forza che si spalanca.»Boris Pasternak«Credo che la Cvetaeva sia il più grande poeta del XX secolo.»Iosif BrodskijIn questa scelta troviamo soprattutto la lirica d’amore. L’eros per la Cvetaeva è confronto fiero e ravvicinato con l’amato; rovello fisico e mentale. È dono e disperazione; delirio e lucidità. La parola  ?  parola tragica, esaltata, scarnificata  ?   cerca di arrivare il più rapidamente possibile al centro della pena, con immagini di fulminante sinteticità, che sfidano la logica eppure, una volta comprese, hanno lo splendore delle verità più incontestabili. Sono versi di grande potenza, quelli di una vittima volontaria e recalcitrante, indagatrice di sé e della realtà, artista di ritmi e metafore inediti, che la traduzione di Serena Vitale riesce a rendere in italiano con affascinante efficacia. Serena Vitale, nata a Brindisi, è scrittrice, traduttrice, docente universitaria. Ha tradotto e curato migliaia di pagine dal russo e dal ceco. Tra i suoi ultimi libri: A Mosca, a Mosca! (Mondadori) e Il defunto odiava i pettegolezzi (Adelphi). Tra le sue ultime traduzioni, Conversazione su Dante di Osip Mandel’štam. Per Salani ha pubblicato Gatti in crisi d’identità e tradotto Il Grande Inquisitore di Fëdor Dostoevskij.

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