Massimo Natale eBooks
eBooks di Massimo Natale editi da Pelago
Tasso. E-book. Formato EPUB Massimo Natale - Pelago, 2022 -
Con la Gerusalemme liberata Torquato Tasso reinventa la narrazione eroico-cavalleresca inserendovi un continuo conflitto tra opposti, calcolate disarmonie tra esteriorità e psicologia, tra civiltà e ragione: ciò che chiamava una «discorde concordia». Pur mostrandosi come un'opera di stampo controriformistico, il poema è non meno aperto ad ospitare – e valorizzare – il punto di vista dei vinti. Sia nel modo in cui viene gestito il rapporto fra codice cavalleresco e codice epico, sia nella rappresentazione delle vicende amorose, un termine fondamentale della Gerusalemme liberata (e più in generale dell'arte tassiana), sembra essere proprio ambivalenza, o irresoluzione: un'"opera aperta" insomma, come si vede anche in altri grandi luoghi della poesia tassiana, quali l'Aminta. Con i suoi tormenti e le sue oscillazioni, già lontani dall'immaginario ariostesco, Tasso disegna così la fine del classicismo cinquecentesco, inserendovi un'inclinazione al dubbio e uno spessore conoscitivo ormai drammaticamente moderni.
Montale. E-book. Formato EPUB Massimo Natale - Pelago, 2021 -
Con il suo atteggiamento antiretorico, con un timbro «scabro ed essenziale», Eugenio Montale già nel primo Novecento ha fatto della poesia lo strumento per raccontare l’esperienza della perdita e la fine di ogni certezza sul senso della vita umana, collocando la propria scrittura in versi sulla soglia ultima fra la costanza della tradizione e il suo inabissarsi. La poesia di Montale ha perennemente tentato di avvicinare l’inesprimibile alla concretezza del reale, con un linguaggio nuovo, antiestetizzante, centrato sugli oggetti e sulle «cose», teso ad esprimere la profonda «disarmonia» dell’individuo davanti alla realtà, la sua angoscia nei confronti del mondo. Con Satura – raccolta pubblicata nel 1971 e considerata un punto di svolta nella storia della lirica novecentesca – Montale ha fatto poesia sulla crisi della poesia, sempre più lontana dal Sublime e sempre più invasa dal Nulla: un canto ormai in bilico tra forza evocativa e ironia, eppure ancora capace di inoltrarsi nelle contraddizioni del reale, di continuare a cercare la «vita» proprio là dove più insistono «l’arsura e la desolazione».