Michel Bitbol eBooks

eBooks di Michel Bitbol editi da Mimesis Edizioni

Michel Bitbol è Direttore di ricerca emerito presso il CNRS e Archives Husserl a Parigi. Laureato in medicina, con un dottorato in fisica e una “Habilitation” in filosofia, ha curato i testi di Erwin Schrödinger ricevendo nel 1997 il premio dall’Académie des sciences morales et politiques, per il suo lavoro sulla filosofia della meccanica quantistica. In seguito ha approfondito lo studio delle relazioni tra fisica e filosofia della mente. Tra le sue pubblicazioni recenti: La conscience a-t-elle une origine? (2014); Maintenant la finitude (2019). Ha curato la raccolta di lavori di Francisco Varela Le cercle créateur (2017).
EBOOK   9791222324920

La coscienza artificiale: Una critica vissuta. E-book. Formato EPUB Michel Bitbol   -  Mimesis Edizioni, 2025  - 

Una scienza cognitiva che si ritiene in grado di definire la coscienza e le sue condizioni materiali annuncia la futura produzione di artefatti coscienti. Ma, definendo dei tratti della coscienza riproducibili nei sistemi di Intelligenza Artificiale, non trascura forse il suo aspetto indefinibile, ovvero l’esperienza vissuta? Potremo mai affermare di aver clonato la coscienza in un robot se l’unica prova diretta fosse mettersi “nei suoi panni” per vivere ciò che vive in prima persona? In pratica, l’argomento a nostra disposizione viene enunciato alla seconda persona ed è indiretto: “Noi, esseri umani, tendiamo a riconoscerti, ‘tu’, artefatto come cosciente”. Così, lungi dall’essere un’ipotesi verificabile, l’idea di coscienza artificiale evidenzia il nostro oblio che la coscienza non è un oggetto della conoscenza, ma la sua origine vissuta. La coscienza artificiale è anche sintomo di un desiderio di sfuggire a noi stessi, delegando il nostro essere alle opere tecno-scientifiche.

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EBOOK   9788857590769

Cambiare stato di coscienza: Fenomenologia e meditazione. E-book. Formato EPUB Michel Bitbol   -  Mimesis Edizioni, 2022  - 

Questo libro intende comparare fenomenologia e meditazione. Si potrebbe dire che propone un approccio fenomenologico alla meditazione, ma questo non farebbe giustizia a ciò che è la fenomenologia. La fenomenologia non è un mezzo per accedere a qualche cosa, e ancor meno un punto di vista su qualche cosa (neanche un punto di vista sull’interiorità), perché tende ad abolire ogni distanza tra il ricercatore e il suo dominio di ricerca. In questo, la fenomenologia assomiglia alla meditazione, che si mette in ricerca di uno stato non-duale nel quale l’opposizione tradizionale tra conoscente e conosciuto è sospesa. Per la fenomenologia, la meditazione è dunque ben più che un oggetto di studio interiore o esteriore: la meditazione rappresenta una variante del proprio metodo; è, forse, la sua disciplina sorella. Per valutare il grado di questa somiglianza, occorre installarsi nel cuore delle pratiche del fenomenologo e del meditante. In che cosa l’épochè (sospensione) si avvicina alla nirodha (cessazione) del meditante? Quale rapporto esiste tra riduzione fenomenologica, questo sguardo riflessivo portato sulla via della conoscenza pura, e la meditazione Vipassana, che proietta la sua luce analitica su ogni avvenimento mentale? Come la meditazione e la fenomenologia ci conducono in definitiva a vedere le cose come esse sono, cioè in modo nudo, innocente, ininterpretato?

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