Niccolo Capponi eBooks
eBooks di Niccolo Capponi editi da Il Saggiatore
La battaglia di Anghiari. Il giorno che salvò il Rinascimento. E-book. Formato EPUB Niccolò Capponi - Il Saggiatore, 2011 -
Universalmente nota, la battaglia di Anghiari vive tuttavia nella memoria collettiva solo grazie al celebre affresco perduto di Leonardo, non attraverso i libri di storia, che spesso la ignorano. Eppure l'importanza decisiva di questa battaglia non era sfuggita ai contemporanei e ai capi della Repubblica fiorentina in primis, che proprio a Leonardo, nel 1502, affidarono il compito di celebrarla con un affresco di grandi dimensioni, dipinto su una parete di Palazzo Vecchio a Firenze. In un caldissimo giugno del 1440, l'esercito fiorentino, dopo mesi di scontri con l'esercito milanese, conseguì una sorprendente vittoria sulle pendici della collina d'Anghiari. La battaglia segnò la fine dei piani espansionistici dei Visconti, signori di Milano. Fu il giorno che salvò il Rinascimento. Niccolo Capponi affida a La battaglia di Anghiari una sua autentica riscoperta storiografica, offrendo ai lettori una descrizione avvincente e irrinunciabile non solo delle ore cruente e drammatiche del conflitto, ma di tutti i risvolti politici, diplomatici, culturali di questo memorabile evento. E, nello sfondo del racconto storico, ricorre costantemente la somma figura di Leonardo, con l'enigma impenetrabile del suo affresco perduto.
Al traditor s'uccida. La congiura de' Pazzi, un dramma italiano. E-book. Formato EPUB Niccolò Capponi - Il Saggiatore, 2014 -
La mattina del 26 aprile 1478, nel palazzo Medici a Firenze, famigli e inservienti sono impegnati nei preparativi per il sontuoso banchetto in onore del giovane cardinale Raffaele Sansoni Riario, pronipote del pontefice Sisto iv. Nel frattempo, a poca distanza, nel palazzo Pazzi si svolgono traffici ben più loschi: i congiurati definiscono gli ultimi dettagli dell’attentato ai danni dei fratelli Lorenzo e Giuliano de’ Medici, temuti e spesso odiati dominatori della scena politica fiorentina. Poche ore dopo, al termine della messa nel duomo, al grido di «ahi, traditore!» Franceschino de’ Pazzi e Bernardo Bandini aggrediscono Giuliano e lo pugnalano a morte vicino all’altare maggiore. Ferito al collo da due preti sicari, Lorenzo si rifugia coi suoi nella sagrestia serrando la porta. La città piomba nel caos. Le radici della cospirazione si spingono oltre le mura di Firenze. Mani invisibili a Roma, Napoli e Urbino tessevano da tempo una trama sinistra, con l’obiettivo di provocare un drammatico e radicale mutamento di regime nella Repubblica fiorentina. I nomi implicati nella congiura sono molti e di prima grandezza, da Federico da Montefeltro al re di Napoli Ferrante d’Aragona. In cima alla lista, papa Sisto iv. Nel suo Al traditor s’uccida, lo storico Niccolò Capponi ripercorre i cinque lustri di storia italiana culminati nella celebre congiura de’ Pazzi, un affresco in cui figurano i principali protagonisti della scena politica italiana ed europea del secondo Quattrocento. Un dramma rinascimentale, del quale per la prima volta conosciamo compiutamente la trama fatta di intrighi, omicidi, guerre e colpi di scena. Sullo sfondo la storia di Cecco d’Andrea, detto il Veggia, un contadino toscano suo malgrado comprimario in un gioco di potere più grande di lui.