Paolo Conti eBooks
eBooks di Paolo Conti editi da Editori Laterza
Paolo Conti è editorialista del "Corriere della Sera", dove lavora dal 1980. Si occupa di beni culturali, attualità e costume. Per Rizzoli ha scritto Caos sublime (2001), dialogo con Massimiliano Fuksas sul ruolo e le prospettive dell'architettura contemporanea, e Batticuore. Viaggio nei sentimenti, l'amore e l'eros degli «over 50» italiani(2015). Per Laterza ha curato Intervista su privacy e libertà di Stefano Rodotà (2005) e Il nuovo dell'Italia è nel passato di Andrea Carandini (2012).
1969: Tutto in un anno. E-book. Formato EPUB Paolo Conti - Editori Laterza, 2019 -
L'anno in cui l'uomo andò sulla luna e in cui i ragazzi americani si diedero convegno a Woodstock per tre giorni di 'pace e musica'. L'anno di Lavorini e Jan Palach, quello della strage di Piazza Fontana e quello in cui i Rolling Stones tuonavano contro la guerra in Vietnam con Gimme Shelter. L'anno del Satyricon di Fellini e della strage di Bel Air ad opera dei seguaci di Charles Manson. Si parla sempre del 1968 come anno chiave del cambiamento. E lo è stato. Ma il 1968 è il simbolo di qualcosa iniziata nel 1967 e proseguita nel 1969, senza soste, come se si trattasse di un unico lunghissimo anno rivoluzionario. Conti mette insieme le tessere, componendo un mosaico affascinante, romantico, drammatico al tempo stesso. E lo fa con una prosa semplice e avvincente, facendoci viaggiare indietro nel tempo tra musiche, film, spettacoli, cronaca, politica e costume. Provando così anche a farci capire meglio chi siamo oggi. Ernesto Assante, "la Repubblica" Il racconto di un anno straordinario in cui il mondo è cambiato: i film, i dischi, i libri, la cronaca, la politica, il calcio, i concerti, la rivolta, i sogni, la rabbia, la vita di ogni giorno.
Il nuovo dell'Italia è nel passato. E-book. Formato EPUB Paolo Conti - Editori Laterza, 2012 -
Come si può progettare un futuro, anche il più audace e tecnologicamente spregiudicato, se non si è consapevoli del passato che ci ha preceduto ma che tuttavia perdura in noi? I beni culturali sono, con l'istruzione e la ricerca, non la ciliegina sulla torta, bensì la torta stessa dell'Italia futura.«Il nostro paesaggio sono gli avi, siamo noi, è il futuro dei nostri figli. Soltanto 83 generazioni ci separano dalla fondazione di Roma: sono queste generazioni le simboliche autrici delle nostre campagne e città. Non possiamo annientarle distruggendo in poco tempo millenni di fatiche e di ingegno».