Paolo D Angelo eBooks
eBooks di Paolo D Angelo editi da Quodlibet
Attraverso la storia dell’estetica: Vol. I: dal Settecento al Romanticismo. E-book. Formato PDF Paolo D’Angelo - Quodlibet, 2019 -
Si apre con il presente titolo una Storia dell’estetica moderna che proseguirà con altri due volumi: Da Kant a Hegel e Dall’Ottocento a oggi. Non si pensi però ad una storia di impronta manualistica, che si limiti a enumerare pedissequamente tutti gli autori e tutte le correnti. L’opera è infatti costruita per singoli saggi, e non mira quindi a unaimpossibile completezza, quanto piuttosto all’approfondimento di alcune questioni rilevanti, in grado però di far luce sull’intero campo delle idee estetiche di un’epoca. Così Dal Settecento al Romanticismo comincia – dopo una necessaria premessa metodologica sulla storia dell’estetica che è anche un piccolo periplo attraverso le altre storie della disciplina – con la ricostruzione genealogica di tre temi centrali dell’estetica illuministica: il tema del gusto (inseguito a ritroso fino alle sue origini), quello del Je ne sais quoi (riscattato da facili irrisioni e liquidazioni) e quello del caratteristico (nella sua dialettica con la bellezza ideale). Tale approccio consente di recuperare autori appartati ma tutt’altro che secondari, come Spalletti o Arteaga – dietro i quali, comunque, si intravede un gigante come Winckelmann – e permette di collocare nella giusta luce figure talora fraintese, come Moritz, troppo spesso appiattito sui suoi ingombranti contemporanei, Kant e Goethe. La seconda parte del volume è dedicata ad alcuni problemi fondamentali dell’estetica romantica, quali il primato della pittura rispetto alla scultura, l’esaltazione dell’immaginazione, la teoria del romanzo e l’enigmatico statuto dell’ironia.
Attraverso la storia dell’estetica<br> Vol. III: dall’Ottocento a oggi. E-book. Formato PDF Paolo D’Angelo - Quodlibet, 2022 -
Questo è il terzo e ultimo volume di una Storia dell’estetica modernainiziata con un primo volume, Dal Settecento al Romanticismo, eproseguita con un secondo, Da Kant a Hegel. Anche in questo caso,come nei precedenti, non si tratta di una storia concepita come unmanuale, ma come una serie di saggi, che, se non hanno la pretesa dicoprire tutti gli autori che si sono occupati di estetica dalla secondametà dell’Ottocento a oggi (cosa del resto pressoché impossibile anche in un manuale), in compenso offrono un approfondito sguardosu molti autori e problemi centrali degli ultimi centocinquant’anni.Si inizia con due ampi saggi dedicati all’idea di genio e all’estetica di un’arte di solito abbastanza trascurata dai teorici, la scultura.Si passa poi ad autori importanti in un contesto internazionale maspesso poco discussi nelle storie dell’estetica: il grande conoscitored’arte Giovanni Morelli e il suo “metodo”; l’influsso di John Ruskinsull’estetica italiana; le teorie di un filosofo dimenticato ma ai suoitempi notevole come Eduard von Hartmann o la curiosa Estetica delDiritto del giurista Heinrich Triepel. Vengono poi gli italiani: Benedetto Croce e Giovanni Gentile, e i grandi protagonisti dell’esteticapost-crociana: Luigi Pareyson, Luciano Anceschi, Cesare Brandi, maanche Jean-Paul Sartre, W.J.T. Mitchell e le discussioni sul Postmoderno. Per concludere con una serie di saggi sull’estetica analiticaanglo-americana dell’ultimo cinquantennio.
Attraverso la storia dell’estetica<br>Vol. 2: da Kant a Hegel. E-book. Formato PDF Paolo D'angelo - Quodlibet, 2019 -
Questo è il secondo tomo di una storia dell’estetica moderna in tre volumi (Attraverso la storia dell’estetica), che, iniziata con Dal Settecento al Romanticismo, si concluderà con Dalla fine dell’Ottocento a oggi. Non si tratta di una storia di taglio manualistico, che aspiri ad una irraggiungibile completezza, dedicando un pur piccolo spazio a quanti più autori possibile. Al contrario, essa si concentra su poche figure salienti, consacrando loro un’ampia trattazione. In questo volume i protagonisti sono i grandi filosofi tedeschi operanti tra la fine del Settecento e la prima metà dell’Ottocento. Si inizia con Kant, con una lettura genetica della Critica del Giudizio che è anche una guida all’interpretazione di quest’opera fondamentale, e si prosegue con un’analisi puntuale deiparagrafi dell’Analitica del Sublime (sempre dalla terza Critica). Dopo un rapido richiamo a Schiller, molte pagine sono dedicate all’Estetica di Hegel, ricostruita grazie alle testimonianze dirette relative ai corsi tenutidal filosofo tra il 1821 e il 1829, e resesi disponibili soltanto negli ultimi anni. Il tema hegeliano della «morte dell’arte» è ripreso nel capitolo dedicato a Carl Gustav Jochmann, un autore ancora poco conosciuto in Italia, mentre il punto di arrivo è rappresentato da un filosofo la cui estetica, pur altamente originale, ha raramente ottenuto l’attenzione cheavrebbe meritato: Friedrich Schleiermacher.