Roberto Gigliucci eBooks
eBooks di Roberto Gigliucci editi da Pelago
Pavese. E-book. Formato EPUB Roberto Gigliucci - Pelago, 2023 -
Cesare Pavese ha condotto, in tutta la sua brevissima vita, una lotta impari tra l'uomo virile, solido e sobrio, tranquillo e forte, che anelava a essere e l'incapacità di fare parte di questo tipo di esistenza, di assumersene il peso. Nelle sue opere ha messo in gioco grandi questioni, come il rapporto fra razionale e irrazionale, fra logos e mito, fra chiarezza e oscurità, fra azione e contemplazione, cui ha dedicato soprattutto il suo capolavoro, i Dialoghi con Leucò. Come in prosa, anche in poesia ha ricercato un "classicismo selvaggio", un prosciugamento del linguaggio, fino ad arrivare, negli ultimi versi di Verrà la morte e avrà i tuoi occhi, a una danza macabra nella quale la donna – che pervade tutta la sua opera come simbolo dell'irraggiungibile ma anche dell'inconscio, della minaccia primordiale – è insieme realtà e disperazione: sintesi severissima di un auto-sacrificio che si nutre di consapevolezza spietata. Da qui anche la passione per quella seconda, angosciante realtà sottesa alle apparenze che è presente nelle opere di grandi scrittori americani, da Melville a Steinbeck, dei quali ha tradotto i più importanti romanzi.
Pirandello. E-book. Formato EPUB Roberto Gigliucci - Pelago, 2021 -
Agli inizi del Novecento, l'epoca dell'ansia e dell'incertezza, Pirandello ha rifondato il teatro spostandolo dalla classica, didascalica rappresentazione del mondo a un "teatro nel teatro" in cui drammaturgo, attori e perfino spettatori abbandonano ruoli e significato tradizionali trasformandosi in entità fluide, sfocate, in un relativismo che muta anch'esso indefinitamente. È un gioco di molteplici specchi che mostrano una realtà sempre diversa di sé, degli altri e del riflesso di sé negli altri: il teatro torna a essere una rappresentazione della vita ma solo in quanto la vita stessa è "una, nessuna e centomila", un palcoscenico in cui ogni personaggio cerca un autore, dove si recita a soggetto e nulla è definito, una «mascherata, continua, d'ogni minuto, di cui siamo i pagliacci involontarii». Pirandellianamente, così, la scena torna a essere per paradosso il theatrum mundi, ma solo in quanto "teatro" e "mondo" sono due facce indissolubili: ciascuna è l'illusione di se stessa e dell'altra; si torna al passato, ma solo come estrema, diabolica finzione.