Roman eBooks

eBooks di Roman editi da Cairo

EBOOK   9788830900653

Bugatti & Lotus Thriller: La costruzione di un sogno. E-book. Formato EPUB Romano Artioli   -  Cairo, 2019  - 

Ci sono imprenditori che si sforzano di trovare un’idea geniale per cambiare le sorti di un settore, ma ci sono anche uomini che, giovanissimi, s’innamorano di un sogno e fanno di tutto per realizzarlo. Romano Artioli, fondatore di Autexpò, è un imprenditore che ha inseguito il desiderio di far rinascere una delle più prestigiose marche automobilistiche del mondo, la Bugatti. E, con passione e dedizione, ha raggiunto questo obiettivo. Mantovano per nascita, bolzanino d’adozione, l’autore, poco più che diciottenne, apre il suo primo centro d’assistenza auto, acquista un banco prova idraulico e inizia a revisionare i motori dimostrando da subito una grande abilità. Crea concessionarie, importa auto, diventa presidente dell’Automobile club locale. Capisce che le macchine si vendono se c’è assistenza adeguata, così convince Enzo Ferrari a lasciargli la gestione del marchio non solo nel Triveneto, ma in Germania meridionale. Dopo anni di esperienze in giro per il mondo, arriva il momento di realizzare il suo sogno da bambino: incanta il governo francese e si fa cedere il marchio Bugatti. Poi, per potenziare l’attività, acquisisce anche il gruppo Lotus. Siamo a metà anni Novanta e, mentre la Bugatti EB 112 viene nominata «la berlina più bella del mondo», quando tutto sembra aver preso la giusta «curva», come nel più classico dei thriller arriva il colpo di scena, subdolo e inatteso, che cambia tutto. Tra peripezie a non finire, trappole di banchieri, truffe di avvocati e famelici affaristi, Bugatti & Lotus thriller racconta l’inizio di un grande sogno tutto italiano di genio e creatività. E la sua presunta fine.

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EBOOK   9788830904576

Il partigiano della breakdance: Dalla Russia ad Amici, dalle strade ai grandi palchi. E-book. Formato EPUB Roman Froz   -  Cairo, 2024  - 

«Dove vuoi arrivare pulendo il pavimento con la schiena? La breakdance non ha futuro.» Molto prima di vedere i breaker alle Olimpiadi di Parigi 2024, Roman non sentiva altro. Arrivato a otto anni dalla Russia, ha iniziato a ballare per le strade di Conversano prima e di Milano poi, inseguendo un sogno irrealizzabile perché in Italia, allora, non esistevano strutture, non esistevano competizioni ufficiali. Non esisteva, semplicemente, la breakdance. Non era niente. Non aveva futuro, per molti, ma il futuro è quella fionda che ti spedisce tanto più avanti quando più indietro va lo slancio del passato e quello di Roman arriva fino alla Seconda guerra mondiale, evocato dal suo nonno ispiratore: «Abbiamo liberato Vienna dai nazisti» gli racconta «ma il nostro compito non è finito. Combattiamo tutti i giorni, per tutti coloro che non possono farlo, per ogni uomo, donna e bambino che sogna la libertà». La libertà che sognava da ragazzino, Roman l’ha trovata nella breakdance, con cui ha battagliato contro una lingua nuova, una cultura lontana, il giudizio di chi lo additava come il «russo», quello «diverso». Il russo italiano, però, ha fatto strada e l’Italia l’ha fatta con lui, arrivando ai vertici delle classifiche mondiali, fiera di essere la bandiera sul petto di un vincitore, salvo poi radiarlo per essersi esibito a Mosca senza autorizzazione. Del resto le sfide in questa disciplina si chiamano «battle», forse perché bisogna sempre lottare contro qualcosa. Contro il tempo, la gravità, la fatica, il talento degli avversari, le istituzioni e il passato, indicato nel luogo di nascita, che non ti lascia mai e diventa storia. Quella di Roman Froz, il partigiano della breakdance.

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