Salvatore Lupo eBooks
eBooks di Salvatore Lupo editi da Treccani
Salvatore Lupo insegna Storia contemporanea all'Università di Palermo. Autore di numerosi studi sulla storia della società meridionale tra Otto e Novecento, ha pubblicato, tra l'altro: per Donzelli, Andreotti, la mafia, la storia d'Italia (1996); Partito e antipartito. Una storia politica della prima Repubblica (2004); Storia della mafia. Dalle origini ai giorni nostri (n.e., 2004); Il fascismo. La politica in un regime totalitario (2005); Che cos'è la mafia. Sciascia e Andreotti, l'antimafia e la politica (2007); per Einaudi, Quando la mafia trovò l'America (2008).
Mafia. E-book. Formato EPUB Lupo Salvatore - Treccani, 2022 -
La parola “mafia” ricorre con motivata insistenza, e ormai da molti anni, nelle discussioni politiche, nelle inchieste giudiziarie, nella fiction televisiva, nei soggetti cinematografici; e l’argomento non compare solo al centro di studi a carattere giuridico o storico ma anche in ricerche antropologiche e sociologiche in Italia, negli Stati Uniti e in diversi altri paesi. In particolare da queste ultime, che analizzano il termine più come comportamento che come organizzazione, prende avvio questo saggio che ripercorre la storia e le mutazioni del fenomeno mafioso a partire dal periodo dell’unificazione italiana, indagandone le molteplici specificità: in quale congiuntura storica ha preso corpo, come si è manifestato all’inizio e quale evoluzione ha subìto fino ai nostri giorni, quali la delimitazione geografica e il radicamento nella società e nell’economia, gli intrecci tra potere politico, impresa e criminalità, i protagonisti, le ramificazioni, il ruolo e l’“ideologia” dei pentiti. Pagine importanti sono dedicate alla sanguinosa escalation verificatasi in Sicilia e nel Mezzogiorno tra gli anni Settanta e Ottanta del secolo scorso e al lavoro della magistratura palermitana, svolto col determinante contributo di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e culminato nella sentenza del maxiprocesso (1987), che sancì le responsabilità e la stessa esistenza (da tanti allora negata) di “Cosa nostra”, gettando le basi di un nuovo corso