Valeria Arnaldi eBooks
eBooks di Valeria Arnaldi editi da Olmata
Cupole e graffiti: Le chiese “pop” di Roma. E-book. Formato EPUB Valeria Arnaldi - Olmata, 2025 -
Le “vele” di Richard Meier per la chiesa Dives in Misericordia a Tor Tre Teste. La monumentale vetrata di Carla Accardi per la Chiesa del Santo Volto di Gesù alla Magliana, che custodisce anche opere di Jannis Kounellis, Mimmo Paladino, Giuseppe Uncini e molti altri. Le opere di Mario Ceroli, veri e propri orizzonti lignei, nella Chiesa di Santa Maria Madre del Redentore a Tor Bella Monaca. Nella città di croci e cupole, tra secoli di storia e fede, sono numerose anche le chiese firmate da archistar contemporanei e con capolavori di artisti pop. Le nuove chiese, costruite o solo ammodernate, sono un modo per portare “avanti”, letteralmente, la comunicazione del Sacro e per aprirla a ulteriori riflessioni, ad arricchire anche il patrimonio di storia della fede nell’Urbe. Così Santa Chiara, in piazza Giuochi Delfici, con i suoi affreschi color pastello e San Massimiliano Kolbe, nella zona Prato Fiorito, con la grande vetrata che, sapientemente illuminata, consente di vedere anche da lontano le monumentali opere pittoriche. E non sono solo le nuove chiese ad attirare gli sguardi, anche le antiche si ripensano. Una per tutte, la chiesa degli artisti, che per vocazione naturale, si anima con opere contemporanee e anche installazioni multimediali d’autore. Per raccontare anche la sacralità “pop” dell’Urbe.
Roma gattara: I luoghi della passione romana per i felini. E-book. Formato EPUB Valeria Arnaldi - Olmata, 2024 -
Una micia scolpita a grandezza naturale, che dall’alto sembra sorvegliare la strada, con la bocca aperta quasi a voler “soffiare” contro eventuali pericoli. Roma ha un vero e proprio monumento all’amore per i piccoli felini: l’antica scultura è sul cornicione di Palazzo Grazioli, all’angolo con via della Gatta, appunto, che prende il nome proprio dalla piccola opera. D’altronde, la città vanta una lunga tradizione “gattara”. I mici arrivarono in città dall’Egitto. I soldati romani li sceglievano come compagni di viaggio. E al loro ritorno, introdussero così animale e “usanza” nell’Urbe. Dunque, i mici fanno il loro ingresso in città già come animali d’affezione. Ben accolti, i gatti affollarono rapidamente strade e case dei romani. La loro bellezza, perfino i loro giochi, furono raffigurati su mosaici e comparvero in alcune iscrizioni, bassorilievi, steli funerarie. Da allora, i mici non hanno più abbandonato la città e, nel tempo, sono diventati “signori” di più luoghi, dalle molte colonie feline, le cui immagini si moltiplicano perfino nelle cartoline per turisti, agli omaggi della street art. Un viaggio alla scoperta di luoghi e tradizioni, storie di ieri e fascini di oggi dei mici che hanno “stregato” il cuore dei romani nei secoli.