Valeria Palumbo eBooks

eBooks di Valeria Palumbo editi da Neri Pozza

Valeria Palumbo, giornalista, storica delle donne, lavora nell'ufficio centrale di "Oggi", scrive per il "Corriere della Sera" e altre testate e siti web, è corrispondente per la Radio Svizzera e docente a contratto presso l'Università Statale di Milano. Al centro della sua ricerca i temi della libertà, della ribellione e della relazione delle donne con il potere. Tra le sue numerose pubblicazioni: Prestami il volto (Selene 2003); Svestite da uomo (BUR 2007); Le figlie di Lilith (Odradek 2008); L'ora delle ragazze Alfa (Fermento 2009); Piuttosto m'affogherei. Storia vertiginosa delle zitelle (Enciclopedia delle donne 2018); L'epopea delle lunatiche. Storie di astronome ribelli (Hoepli 2018); Veronica Franco. Cortigiana e poeta del Rinascimento veneziano (Enciclopedia delle donne 2019).


EBOOK   9788854524392

La donna che osò amare sé stessa. E-book. Formato EPUB Valeria Palumbo   -  Neri Pozza, 2021  - 

Virginia Oldoini, contessa di Castiglione, è una delle donne più fotografate, ritratte, adulate e criticate dell’Ottocento. In vita è stata raccontata, di volta in volta, come la più bella e la più spregiudicata delle dame alla corte di Napoleone III, perversa fin da ragazza, agente di Cavour, amica dei potenti, avida, passionale, la belle dame sans merci, speculatrice in Borsa, alleata dei Rothschild, presto appassita, pazza… Proclamava di aver fatto l’Italia e salvato il papato, però non ha trovato posto nel Pantheon dei fondatori della patria, peraltro tutti maschi fino a tempi recentissimi. Le corti europee, all’epoca, pullulavano di giovani donne belle, intelligenti, colte, disinvolte che servivano interessi vari, economici e politici, alimentando una diplomazia parallela; diplomazia, sia inteso, affidata anche agli uomini, solo che a loro poi toccavano onori, cariche e gloria, come al bel Costantino Nigra, spedito da Cavour ad adulare l’imperatrice Eugenia. Alle donne no: scaduto il tempo di una breve giovinezza restava solo (come accadde a Virginia) la possibilità di muovere le fila di relazioni pazientemente costruite. Ma nell’ombra. Senza titoli. E, cosa che spesso si dimentica, in un quadro giuridico terrificante: l’Italia si fece senza rendere le donne cittadine. Anzi, seguendo proprio il codice napoleonico, rendendole schiave dei loro mariti. Virginia non fu una intellettuale da campi di battaglia o da salotti militanti. Non conobbe il significato della parola solidarietà. Provò a farcela da sola. Quale donna avrebbe potuto vincere in un gioco così impari, le cui regole erano stabilite dagli uomini? Rivendicando regole proprie, è stata travolta dalla macchina del fango: raccontarla come una “peccatrice” è stato un abile stratagemma per giustificare l’esclusione di tutte le donne da quell’agone. Valeria Palumbo è tornata nei luoghi dove Virginia ha vissuto i suoi splendori e le sue miserie, ne ha ricalcato le orme e riletto i documenti che la riguardano, facendo nuova luce su una storia raccontata solo a metà. «La particolarità di Virginia è che la costruzione della sua “favola” è iniziata subito… è evidente da tempo che la visione tutta maschile di Gozzano, secondo cui per una donna è impossibile vivere per sè, tranne che non sia una perfetta e rapace egoista, ha dominato il racconto della sua vicenda».

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