Vincenzo Donativi eBooks
eBooks di Vincenzo Donativi editi da Giappichelli Editore
Golden Powers: Profili di diritto societario. E-book. Formato PDF Vincenzo Donativi - Giappichelli Editore, 2019 -
Il volume è dedicato all’approfondimento dei risvolti societari della disciplina sui c.d. 'golden powers', ovverosia i poteri speciali che il Governo può esercitare per porre il veto o per imporre condizioni a fronte di determinate deliberazioni o operazioni o di acquisti di partecipazioni o di assets rilevanti per la tutela della difesa o della sicurezza nazionale o in settori strategici per gli interessi nazionali.Il tema è in continua evoluzione ed è sempre più alla ribalta del dibattito anche politico, in ragione della intensificazione di investimenti esteri diretti (soprattutto, ma non solo, da parte di 'fondi sovrani') che postulano una articolata valutazione dell’impatto sugli interessi strategici nazionali. La crescente attenzione dedicata al tema dei poteri speciali è testimoniata, tra l’altro, dal fatto che nel solo 2019 sono stati predisposti ben tre decreti legge, di cui uno convertito in legge (un altro non convertito e il terzo ancora in fase di conversione quando il presente lavoro era già in bozze), con lo scopo di rafforzare i poteri speciali e di perfezionare la disciplina in argomento. Sul piano dell’esercizio in concreto dei poteri, poi, è sufficiente rammentare l’enfasi che è stata attribuita, anche da parte della stampa generalista, agli interventi (attuati o anche solo ventilati) del Governo relativamente ad operazioni, contratti e acquisizioni nel campo dei servizi di comunicazione elettronica a banda larga basati sulla tecnologia 5G e alle prospettate possibili acquisizioni del controllo di gestori di mercati finanziari regolamentati, con i connessi rischi sul piano della sicurezza delle 'infrastrutture finanziarie'.
Patti parasociali - e-Book. E-book. Formato PDF Vincenzo Donativi - Giappichelli Editore, 2022 -
I patti parasociali sono così diffusi nella prassi societaria da costituire strumento abituale di regolamentazione negoziale dei rapporti tra i soci, pur con la tipica valenza personale e obbligatoria che li distingue dai patti propriamente sociali. E lo sono nelle più diverse società: dalle quotate, il cui governo è pressoché sempre condizionato dagli accordi parasociali, tanto di maggioranza quanto di minoranza, fino alle società chiuse e a compagine sociale anche molto ristretta. L’accordo parasociale è imprescindibile nelle operazioni di private equity, così come nelle joint ventures o, ancora, nelle società “miste” pubblico-privato, ma costituisce anche uno degli strumenti principali di esercizio del c.d. “controllo analogo” nelle società in house ed è il cuore degli accordi di famiglia nelle società a partecipazione familiare, specie allorquando esse assumano quei caratteri di complessità che tipicamente si presentano al secondo o al terzo passaggio generazionale. Ma l’utilità del ricorso al patto parasociale si manifesta tutte le volte in cui si presenti l’esigenza di una regolamentazione pattizia ritagliata su misura in ragione della composizione della compagine sociale e degli interessi e delle aspirazioni dei singoli soci sul piano della partecipazione al governo o della chiusura/apertura della compagine sociale o ancora dell’interesse a una possibile way-out e alla predeterminazione di presupposti e condizioni di un futuro disinvestimento. Anche per questo, quindi, dopo anni di tendenziale agnosticismo normativo, i patti parasociali sono divenuti sempre più frequentemente oggetto di attenzione espressa da parte del legislatore, tanto che la prima parte del volume è dedicata proprio all’obiettivo di estrarre dal sistema una fattispecie generale e, così, di ricavarne una nozione altrettanto generale: fattispecie e nozione che, seppure non coincidenti in modo integrale con le fattispecie speciali delineate nel codice civile e nel testo unico della finanza, ne costituiscono tuttavia una sorta di pre-condizione implicita su base sistematica. In quel contesto ricostruttivo, vengono quindi segnalate ed esaminate una serie di fattispecie di confine e viene elaborata una articolazione schematica che consente, allo studioso così come all’operatore pratico, di aver chiara la distinzione tra patti propriamente parasociali e patti semplicemente extrasociali, non sottoponibili alla medesima disciplina. Nel volume sono poi trattati i temi della rilevanza giuridica e dell’efficacia dei patti parasociali, della validità o meno di determinate tipologie di patti o di determinate clausole, con particolare riguardo a quelle volte al rafforzamento del vincolo (i c.d. “patti ad efficacia reale”), dei rimedi giudiziari esperibili contro l’inadempimento o quale strumento di prevenzione, anche cautelare, dell’inadempimento. E sono, quindi, affrontate diffusamente tutte le questioni che si pongono in punto di interpretazione della fattispecie e della disciplina dei patti parasociali nelle società azionarie chiuse, nelle società azionarie aperte, nelle quotate e nelle società che le controllano, con ampia analisi della disciplina dettata nel codice civile e nel testo unico della finanza.
Cassa Depositi e Prestiti. Profili giuridici - e-Book: I rapporti con il MEF - Le proteiformi qualificazioni - Il "Patrimonio Rilancio". E-book. Formato PDF Vincenzo Donativi - Giappichelli Editore, 2021 -
Diversi studi hanno approfondito l’origine e l’evoluzione storica di Cassa Depositi e Prestiti sin dalla sua costituzione e fino alla più recente trasformazione in società per azioni. Pochi sono stati quelli che ne hanno, invece, indagato i profili giuridici. L’assegnazione a Cassa Depositi e Prestiti di una pluralità di compiti prima sconosciuti, è andata di pari passo con l’intestazione allo Stato di funzioni, quali il finanziamento alle imprese, l’acquisto di partecipazioni in società, la prestazione di garanzie a favore delle imprese, la protezione delle imprese nazionali da investimenti esteri “predatori” in settori strategici e, per effetto della emergenza sanitaria, il salvataggio di imprese prossime alla crisi. La convivenza tra pubblico e privato all’interno di un ente societario tanto complesso ha determinato la necessità di attuare accorgimenti sul piano della governance societaria e di rendere compatibili differenti regimi, tenuto conto che la disciplina singolare ha attribuito al socio pubblico un potere di indirizzo, nonché ha sottoposto CDP al controllo dell’apposita Commissione parlamentare di vigilanza, della Corte dei conti e della Banca d’Italia. Ciò rende arduo ogni tentativo qualificatorio. Senza contare la (ulteriore) complicazione dovuta all’assunzione della posizione di holding e, all’indomani della crisi pandemica (e per fronteggiare le conseguenze economiche della stessa), di quella di soggetto gestore degli interventi del c.d. Patrimonio Rilancio. Insomma, Cassa Depositi e Prestiti è divenuta una società proteiforme, la cui fisionomia appare sempre mutevole, essendo sottoposta ad un continuo rimodellamento.