Angelo Poliziano eBooks
eBooks di Angelo Poliziano di Formato Pdf LETTERATURA E STUDI LETTERARI
La congiura della verità. E-book. Formato PDF Angelo Poliziano - La Scuola Di Pitagora, 2012 -
Domenica 26 aprile 1478, durante la messa post-pasquale celebrata nel Duomo di Firenze, Lorenzo e Giuliano de’ Medici furono aggrediti da due drappelli di assassini: mentre Lorenzo scampò miracolosamente all’assalto, Giuliano stramazzò sotto una scarica di colpi efferati. Poliziano, poeta e amico dei fratelli Medici, ne contò diciannove, contemplando con orrore il cadavere dello sventurato venticinquenne che giaceva immerso nel suo sangue, miserabilmente martoriato. Lasciando incompiute le Stanze per la giostra, iniziate per Giuliano nel 1475, compose di getto il Commentarium Pactianae coniurationis, una drammatica rievocazione del sanguinoso attentato. Ma qual era la verità di quella congiura? Poliziano raccontò soltanto metà della storia, ritraendo in gran dettaglio l’immoralità dei cospiratori, ma non rivelando chi erano i registi occulti del complotto. Tale compito fu assunto dal furioso Gentile Becchi, ex tutore di Lorenzo e Giuliano e vescovo di Arezzo. La fedeltà medicea di Becchi produsse un testo di straordinaria virulenza, la Florentina Synodus, che è una contro-scomunica diretta contro il vero artefice della congiura, papa Sisto IV, traditore di Cristo. Chiamandolo “Vicario del Diavolo” e “lenone della Chiesa” monsignor Gentile commette l’atto più irriverente che un prelato avrebbe mai potuto concepire: censura il Pastore e Censore Supremo e apre la strada alla violenta retorica antipapale che sfocerà qualche decennio dopo nella Riforma luterana. I due testi “pazzeschi” sono qui proposti con traduzioni italiane e un ricco apparato critico, storico e documentario.
Coniurationis commentarium / Commentario della congiura dei Pazzi. E-book. Formato PDF Poliziano Angelo - Firenze University Press, 2012 -
La Congiura dei Pazzi di Angelo Poliziano è la sola opera storica nella vasta produzione del celebre umanista. Fu testimone oculare della tragica vicenda fiorentina che portò nel 1478 all'uccisione di Giuliano de' Medici e al ferimento del fratello Lorenzo il Magnifico – episodio di un conflitto tra case bancarie rivali durante quella che Fernand Braudel definì una «prima crisi del capitalismo». Dietro al velame di una forma coltissima di appropriazione della tradizione classica (la De Catilinae coniuratione di Sallustio) si intravede uno spietato realismo che, in uno stile asciutto, anticipa i tratti della decima Musa cinematografica di un passato prossimo. Il Pactianae coniurationis commentarium contiene ben visibili le tracce di un'epoca né felice, né radiosa come invece le immagini illusorie del Rinascimento ci hanno trasmesso, che anzi schiumeggia di sangue, e per giunta lascia intravedere fenomeni, come il gioco d'azzardo, tipici delle epoche di crisi. Dopo l'edizione, ormai introvabile, di Alessandro Perosa, l'opera del Poliziano è presentata ora in una prospettiva storica aggiornata con le recenti ricostruzioni storiografiche, con una serie di appendici ed una cronologia adeguata che ne approfondiscono il significato e fanno emergere i caratteri dell'epoca nella loro tendenziale integrità. Leandro Perini, ordinario di Storia moderna nella Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Firenze. Allievo di Delio Cantimori, studioso di storia della cultura europea del Cinquecento (ha tradotto le Tischreden / Discorsi a tavola, di Lutero per Einaudi, 1969), ha dedicato numerosi saggi alla storia del libro e del commercio librario anche nei suoi rapporti col Rinascimento e con la Riforma culminati nella biografia del tipografo cinquecentesco di Basilea Pietro Perna (Storia e Letteratura, 2002). Amerigo Vespucci, Lorenzo il Magnifico (Bulzoni, 1997), Tommaso Campanella soni stati i temi trattati nella sua produzione scientifica. Recentemente ha rieditato il Libro di ricordi di Bernardo Machiavelli (Storia e Letteratura, 2007). Ha in preparazione una raccolta di studi sul Rinascimento.
Poesie italiane. E-book. Formato PDF Angelo Poliziano - Bur, 2011 -
Sintesi perfetta di latino e volgare, cultura e naturalezza, la poesia di Poliziano è il manifesto della Firenze medicea nel pieno della sua fioritura politica e culturale. Della più felice stagione artistica della nostra storia le rime polizianesche celebrano i protagonisti e cantano i temi e i miti: la vittoria nei tornei di Giuliano de' Medici, i cui fasti sono per sempre fissati nelle 171 ottave delle Stanze (1494); gli idilli di corte, sullo sfondo della rinascita primaverile o di una rituale battuta di caccia; la favola di Orfeo, prima opera di contenuto profano del nostro teatro (Mantova, 1480). Mai riducibili a un solo registro espressivo, i versi di Poliziano mescolano stili e insinuano ombre: sposano maniera e spontaneità, vestono la saggezza popolare di eleganze oraziane, cantano la trepidazione della giovinezza e il malinconico presentimento della fine. Simboli contraddittori e tradizioni a confronto: soprattutto in questo, Poliziano si fa testimone dello spirito del suo tempo.