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eBooks di Anonimo di Formato Mobipocket Chiese e denominazioni cristiane
Lettera a Diogneto. E-book. Formato Mobipocket Anonimo - Passerino, 2014 -
La Lettera a Diogneto è un'opera anonima risalente alla fine del II secolo, sopravvissuto alla distruzione di gran parte della letteratura cristiana pre-costantiniana. È importante per la sua testimonianza riguardo allo stile di vita e al senso di comunità coltivato dalle prime comunità cristiane. Lo scritto è stato scoperto nel XV secolo, quando un giovane chierico latino, Tommaso d'Arezzo, che si trovava a Costantinopoli per lo studio del greco, recuperò per caso dal banco di un pescivendolo un manoscritto greco, destinato a fornire carta per imballare il pesce. Il codice da lui acquistato passò in seguito al domenicano Giovanni Stojkovic di Ragusa il quale lo portò a Basilea. Pervenne poi all'umanista Giovanni Reuchlin; tra il 1560 e il 1580 arrivò all'abbazia di Marmoutier in Alasazia; mentre tra il 1793 e 1795 il manoscritto fu conservato presso la Biblioteca di Strasburgo. Durante la guerra franco-prussiana (1870) il fuoco incendiò la biblioteca distruggendo anche il manoscritto conservante la lettera. Nonostante la perdita del codice, il testo è noto in maniera abbastanza sicura, perché nel XVI secolo ne furono riprodotte tre copie. La lettera, indirizza ad un pagano greco (Diogneto) è suddivisa in dodici paragrafi: I. Esordio; II. L'idolatria; III. Il culto giudaico; IV. Il ritualismo giudaico; V. Il mistero cristiano; VI. L'anima del mondo; VII. Dio e il Verbo (Logos); VIII. L'incarnazione; IX. Il progetto divino; X. La carità; XI. Il Logos; XII. La vera scienza.Traduzione di Eugenio Vaina De Pava (1888-1915)
Racconti di un pellegrino russoCandidi racconti di un pellegrino al suo padre spirituale. E-book. Formato Mobipocket Anonimo - Kkien Publ. Int., 2015 -
La "pratica" spirituale che ci avvicina a DioI racconti sono uno dei testi più conosciuti e diffusi della spiritualità ortodossa e in essi vengono raccontate le riflessioni che un pellegrino, intanto che attraversa l'Ucraina e la Russia, svolge e che poi riporta al suo mentore. Il titolo originale dei racconti: "Candidi racconti di un pellegrino al suo padre spirituale" sottolineano il carattere semplice del pellegrino e la grande fiducia che ha nei confronti del suo padre spirituale al quale racconta in modo sincero e aperto quanto ha avuto modo di scoprire nel suo pellegrinaggio. La missione del pellegrino è di indagare sulle parole di san Paolo "Pregate senza intermissione" e proprio con questa esortazione si aprono i Racconti: pregate senza sosta perché così ci si avvicina a Dio. Il pellegrinaggio diventa una sorta di "luogo" spirituale privilegiato in quanto vi si trovano molti elementi favorevoli all'elevazione dell'anima a Dio. Il viaggio esige uno sforzo, è un dono, sacrificio delle proprie energie e del proprio tempo. In compenso, la marcia è una vittoria sul tempo e una liberazione dalle preoccupazioni di ogni giorno. Come ebbe a dire Dostoevskij: "La grande strada è qualcosa che sembra non avere fine; assomiglia a un sogno, è la nostalgia dell'infinito".