Libri di narrativa classica prima del 1945
Opere di narrativa classica antecedenti al 1945
Senso. E-book. Formato Mobipocket Camillo Boito - Passerino Editore, 2015 -
"Senso", racconto breve pubblicato nel 1883, è la storia della relazione adulterina tra la contessa veneziana Livia e il bellissimo tenente austriaco Remigio Ruz, sullo sfondo della guerra italo-austriaca del 1866. Nel 1954 il regista Luchino Visconti ne trasse un film di successo. L'autore Camillo Boito (Roma, 30 ottobre 1836 – Milano, 28 giugno 1914) è stato un architetto e scrittore italiano.
Il collare di Budda e altri racconti. E-book. Formato Mobipocket Camillo Boito - Alphaville Edizioni Digitali, 2017 -
Architetto - e fratello maggiore del letterato e musicista Arrigo Boito - Camillo Boito (1836-1914) è noto tanto per la sua attività pratica di progettazione e di intervento, quanto per quella d'insegnamento, per i suoi numerosi saggi e articoli sull'architettura e sul restauro e per la sua occasionale produzione letteraria. Oltre che di numerosi scritti teorici, Boito è infatti anche autore di un discreto numero di racconti (raccolti in due volumi: "Storielle vane", pubblicato nel 1876, e "Senso. Nuove storielle vane", del 1883; a questi va aggiunto "Il maestro di setticlavio", apparso sulla rivista "Nuova Antologia" nel 1891) che, sia pur non molto numerosi, per il loro valore lo collocano di diritto tra i più significativi autori italiani di narrativa breve di fine Ottocento. Alla sua seconda raccolta di racconti, quella del 1883, appartengono le tre storie qui presentate: la prima, "Il collare di Budda", è il comico e scanzonato racconto di una storia d'innamoramento e di disillusione tra le calli di una pittoresca Venezia di fine Ottocento, mentre le altre due, "Santuario" e "Macchia grigia", due storie d'amore dall'esito tragico e dal tono decisamente drammatico, sono vicine come atmosfera alle tematiche del "maledettismo" della Scapigliatura lombarda.
Senso. E-book. Formato Mobipocket Camillo Boito - Infilaindiana Edizioni, 2014 -
In Senso, scritto in forma di diario e come una sorta di sottile operazione di autocoscienza, l'affascinante contessa veneziana Livia ripercorre la sua tormentata storia d'amore con il giovane e bellissimo tenente austriaco Remigio Ruz. Siamo nel 1866, all'epoca dunque della terza guerra d'indipendenza. Il nemico è quello di sempre: l'Austria. Lo Stato italiano spera, alleandosi con la Prussia di Bismarck di completare l'unità d'Italia. Le sconfitte per terra (Custoza) e per mare (Lissa) non ci impediscono di annettere il Veneto (per il Trentino occorrerà attendere fino alla prima guerra mondiale). In questo clima risorgimentale si sviluppa un dramma fatto di lussuria, codardia, vendetta e infine morte. Nel 1954 Luchino Visconti ne ha tratto, avvalendosi per l'adattamento di scrittori del calibro di Giorgio Bassani e Tennessee Williams, un film considerato uno dei suoi capolavori. Se dal punto di vista narrativo le due opere non sono speculari, lo sono invece senza dubbio da quello cromatico e visivo. Visconti riesce, infatti, in modo esemplare a rendere sullo schermo lo stile pittorico di Boito.Camillo Boito nasce a Roma il 30 ottobre 1836. Oltre che per l'attività di architetto è noto anche per la sua produzione letteraria. Se Storielle vane (1876), la raccolta con la quale debutta, è vicina per stile alla Scapigliatura milanese, al contrario ne Il maestro di setticlavio, insieme di racconti pubblicati nel 1891, si avvicina ai temi gotici e fantastici propri della letteratura anglosassone. Muore a Milano il 28 giugno 1914.