Emiliano Brancaccio eBooks
eBooks di Emiliano Brancaccio di Formato Epub Economia
Libercomunismo: Scienza dell'utopia. E-book. Formato EPUB Emiliano Brancaccio - Feltrinelli Editore, 2026 -
Ormai concentrato nelle mani di pochi barbari, il capitale sta trasformando la libertà, la democrazia e la pace in scorie da eliminare. Contro una tale catastrofe c’è una sola alternativa razionale. E non può venire dal passato. Lo spirito di questo tempo alberga in una tendenza: è la centralizzazione del capitale, un moto inarrestabile che sta concentrando tutto il potere nelle mani di pochi giganti. L’ecologia, la scienza, la politica internazionale sono ormai catturate dall’esocapitale, la “materia oscura” dell’odierno capitalismo centralizzato. Una forza che sfrutta in modi sempre più sofisticati il lavoro e la natura e, al contempo, genera sprechi e inefficienze, trasforma gli individui in capitali umani isolati, consuma dall’interno le istituzioni della democrazia liberale e prepara il terreno a una nuova minaccia: un oltrefascismo transnazionale, in cui la libertà del capitale è destinata a divorare tutte le altre libertà. Contro questo scenario, Libercomunismo apre a una prospettiva inedita: la grande tendenza va affrontata sfidando il più grande tabù politico moderno. Pianificazione collettiva e libertà individuale, finora contrapposte, vanno intese come poli di un unico obiettivo: una lunga lotta per espropriare il grande capitale, democratizzare il controllo delle forze produttive e, al tempo stesso, liberare le energie creative dei singoli individui. Un esercizio scientifico che sfida le ideologie dominanti e invita a concepire una politica all’altezza di questo tempo catastrofico.
Il discorso del potere: Il premio Nobel per l'Economia tra scienza, ideologia e politica. E-book. Formato EPUB Emiliano Brancaccio - Il Saggiatore, 2019 -
Il prestigioso premio Nobel è universalmente riconosciuto come la più alta onorificenza scientifica e culturale del nostro tempo. Ma il «premio per l'Economia in memoria di Alfred Nobel», nato successivamente su iniziativa della Banca di Svezia, fin dall'inizio ha suscitato polemiche e contestazioni, persino tra gli stessi vincitori. Con questo premio aggiuntivo, infatti, la scienza economica è stata collocata sullo stesso piano della fisica, della chimica e della medicina, ossia di quegli ambiti della ricerca che Alfred Nobel reputava «i maggiori servizi resi all'umanità». È lecita questa equiparazione? E soprattutto: perché nella scelta dei vincitori l'Accademia delle scienze di Svezia finora ha premiato quasi soltanto la teoria neoclassica dominante, che da decenni plasma il linguaggio della politica e orienta le scelte economiche dei governi? Emiliano Brancaccio e Giacomo Bracci si pongono un obiettivo ambizioso: analizzare e smontare questo «discorso del potere». Ripercorrendo la storia dei vincitori del Nobel per l'Economia dall'inizio del secolo a oggi, portano alla luce tutti i limiti di un premio che sembra orientato a sostenere un unico paradigma teorico e politico anche quando viene seccamente smentito dalla realtà dei fatti. Alla fine di questo percorso gli autori sollevano una domanda maliziosa: per il bene del progresso scientifico e umano, sarà forse il caso di abolire il premio Nobel per l'Economia? Il discorso del potere è una critica documentata dei rapporti tra la scienza, l'ideologia e la politica economica che dominano il nostro tempo, e ci insegna che un approccio più rigoroso e più realistico ai problemi economici è possibile. Anzi, necessario.
L'austerità è di destra. E-book. Formato EPUB Emiliano Brancaccio - Il Saggiatore, 2012 -
Personaggi come Tremonti, Merkel e Trichet ripetono lo stesso mantra: austerità, pareggio di bilancio, taglio alla spesa. E intanto la Grande Recessione ci rituffa nell'incertezza del 2008. Dopo Grecia e Irlanda, Spagna e Italia sono a un passo dal baratro, mentre la politica monetaria appare impotente a impedire la frantumazione dell'Europa. Così ci insegnò Keynes e così ci spiega Brancaccio: di fronte a una crisi di domanda come questa, la linea dell'austerità va sconfitta, perché conservatrice, antisociale e quindi antidemocratica.