Enzo Barnaba eBooks
eBooks di Enzo Barnaba di Formato Mobipocket SCIENZE UMANE
Aigues-Mortes, il massacro degli italiani. E-book. Formato Mobipocket Enzo Barnabà - Infinito Edizioni, 2015 -
Aigues-Mortes, 17 agosto 1893. La folla inferocita, aizzata ad arte, attacca gli italiani recatisi a svolgere l’infame lavoro estivo nelle locali saline. Dieci operai italiani vengono linciati, centinaia di altri si salvano per miracolo. Episodi di razzismo che ci colpivano quando i migranti eravamo noi.“Il libro di Enzo Barnabà è una boccata d’ossigeno. Perché solo ricordando che siamo stati un popolo di emigranti vittime di odio razzista si può evitare che oggi, domani o dopodomani si ripetano altre cacce all’uomo. Mai più Aigues-Mortes. Mai più”. (Gian Antonio Stella)“Leggendo questo libro vedrete il massacro di Aigues-Mortes con altri occhi, come prodotto non solo della crudeltà di quegli anni e della guerra tra poveri che si consumava nelle saline francesi, ma anche come la conseguenza drammatica di una visione distorta e semplificata degli emigrati italiani. Capirete quanto può essere devastante uno stereotipo e l’uso politico che ne viene fatto, come la cronaca possa essere manipolata a beneficio delle politiche di un Paese, di un governo o di una parte politica”. (Stefania Parmeggiani)“Barnabà restituisce appieno alla memoria, tramite un encomiabile lavoro di ricerca, quel che fu in Francia, ad Aigues-Mortes, il 17 agosto 1893, una sorta di pogrom, più propriamente un massacro”. (Giuseppe Carlo Marino)
Il sogno babiloneseLo Château Grimaldi, la Belle Époque, la Riviera. E-book. Formato Mobipocket Enzo Barnabà - Infinito Edizioni, 2020 -
Durante la Belle Époque, il “sogno babilonese” dei milionari inglesi (e non solo) era quello di creare in Riviera e in Costa Azzurra delle ville, dette château, circondate da giardini a strapiombo sul mare; questi ultimi, che sostituivano le coltivazioni tradizionali, facevano pensare ai giardini pensili realizzati da Semiramide a Babilonia.Lo Château Grimaldi è una magnifica enclave internazionale di tre ettari in territorio italiano ma attaccata alla frontiera francese, dove hanno abitato il ginecologo inglese James Bennet (che vi ospitò la regina Vittoria), Romaine Brooks, la pittrice amata da D'Annunzio, e altri, fino al chirurgo Serge Voronoff, noto per i trapianti di testicoli di scimmia sull’uomo. Impreziosiscono il libro decine di immagini rare o inedite.“Barnabà ricostruisce una pagina internazionale vissuta nella Belle Époque dalla Riviera italiana”. (Daniela Gandolfi)“Passione è la parola che meglio si adatta a quest’opera di Barnabà: per il suo paese d’adozione, per gli esseri umani in movimento e per la storia”. (Yvan Gastaut)“Barnabà racconta con rigore storico e ricchezza di aneddoti biografici una storia che sottende a un’esigenza quanto mai profonda e insopprimibile: la ricerca della bellezza”. (Marco Devecchi)
Il Partigiano di Piazza dei MartiriStoria del siciliano che combatté i nazisti e finì appeso a un lampione. E-book. Formato Mobipocket Enzo Barnabà - Infinito, 2013 -
La Jugoslavia e i Paesi nati dalla sua frammentazione, la seconda guerra mondiale, la memoria e la lotta partigiana per la liberazione dell’Italia dal nazifascismo sono i temi centrali di questo fine lavoro di ricerca raccontato in veste di romanzo storico. Al centro della vicenda c’è la figura del partigiano Salvatore Cacciatore, nome di battaglia “Ciro”, giovane siciliano che lasciò il seminario poco prima di prendere i voti per andare a combattere in Africa, poi a Pordenone. Dato per disperso in Russia, tra il 1943 e il 1945 combatte invece nelle file partigiane e viene impiccato ai lampioni della piazza centrale di Belluno con tre compagni di lotta. È il 17 marzo 1945 e da allora quel luogo ha preso il nome di Piazza dei Martiri. In questo libro c’è la sua storia, quella del movimento di liberazione nel Nord Italia e le vicende di un figlio alla ricerca del padre. “È la nostra storia, quella narrata in questo ottimo libro. Da Milano a Dubrovnik, dalla Sicilia a Roma, dalla Carnia alle Dolomiti. Per finire sui lampioni di Piazza dei Martiri a Belluno. Quella storia in cui uno dei capi della Resistenza, le cui fila in montagna s’ingrossavano di giovani smossi dall’appello di Concetto Marchesi all’Università di Padova, aveva il volto di un ragazzo siciliano”. (Luca Barbieri)