Fulvio Delle Donne eBooks
eBooks di Fulvio Delle Donne di Formato Pdf Storia: dal 500 d.C. al 1450-1500 d.C.
Fulvio Delle Donne è professore ordinario di Letteratura latina medievale e umanistica all’Università di Napoli Federico II. Ha curato edizioni critiche di testi di Nicola da Rocca, Domenico da Gravina, Poggio Bracciolini, Biondo Flavio, Antonio Panormita e altri. Tra le sue pubblicazioni, La porta del sapere. Cultura alla corte di Federico II di Svevia (Carocci 2019), Tredici contro tredici. La Disfida di Barletta tra storia e mito nazionale (Salerno Editrice 2020) e Federico II e la crociata della pace (Carocci 2022).
Federico II: la condanna della memoria: Metamorfosi di un mito. E-book. Formato PDF Fulvio Delle Donne - Viella Libreria Editrice, 2013 -
Federico II di Svevia (1194-1250) è un personaggio dotato di un fascino imperituro, che lo ha portato a godere di una doppia vita: una nel mondo, contingente, l'altra nel mito, immortale. Essere ricordati è il desiderio di tutti i grandi, ma per Federico II - l'eccelso imperatore, l'unico degno di quel nome vissuto nel XIII secolo - è quasi una damnatio, una condanna, ancora maggiore dell'oblio, perché la sua esistenza reale ha finito con l'essere sepolta sotto le concrezioni della memoria trasfigurata. Nel libro si segue il percorso che ha portato Federico II dalla storia al mito, e che, viceversa, ha ricondotto nella storia il protagonista dell'anonimo Itinerarium, il poeta-imperatore capace di improvvisare i motti in versi che ancora oggi identificano molte città pugliesi. Se la figura storica è ricostruibile con l'attenta lettura delle fonti, accanto ad essa si è venuta costantemente a collocare quella mitizzata, che lo stesso Svevo ha ampiamente contribuito a creare, ma che l'ha spesso reso indistinguibile nei tratti autentici. Affrontare l'immagine di Federico II attraverso le attestazioni del suo mito serve a definirne i contorni, ma impone, al tempo stesso, un termine perentorio alle invenzioni fantastiche che l'hanno immersa in una strumentale dimensione atemporale, trasformando tutto ciò che le è correlato - e innanzitutto Castel del Monte - in oscuri e irrazionali simboli esoterici.