Giuseppe Cognetti eBooks
eBooks di Giuseppe Cognetti di Formato Epub Filosofia
Con un altro sguardo: Piccola introduzione alla filosofia interculturale. E-book. Formato EPUB Giuseppe Cognetti - Donzelli Editore, 2015 -
Per far fronte ai terribili mali del presente (violenza, guerre, terrorismo, fame e povertà per un miliardo e mezzo di esseri umani) è fondamentale superare l’ideologia coloniale, cioè la convinzione che la cultura occidentale sia superiore in tutto e per tutto alle altre culture che abitano il pianeta. Occorre aprirsi a un mutamento di paradigma basato su un autentico dialogo con popoli, civiltà, religioni e tradizioni diverse, che la globalizzazione oggi fa entrare in contatto come mai nel passato. Sul piano filosofico, il vecchio modello monoculturale di ragione e di sviluppo è in crisi, e il pluralismo, chiave di volta di una nuova filosofia declinata in senso interculturale, rifiuta ogni arroganza eurocentrica e la credenza che una sola cultura possa dar conto con i suoi parametri e categorie dell’infinita complessità del reale. Senza il dialogo, senza il superamento dell’individualismo, senza l’ascolto «imparativo», come lo ha chiamato Raimon Panikkar, degli «altri», dei loro valori e delle loro idee, spesso incompatibili coi nostri attuali miti (Mercato, Sviluppo, Tecnologia), non solo non costruiremo mai pace e giustizia, ma rischiamo la distruzione violenta dell’homo sapiens. Non si tratta di rinunciare ai nostri valori, né alla necessaria fermezza nel difenderli contro attacchi brutali e disumani: si tratta invece di non ricercare più un’illusoria universalità transculturale (fondata nella nostra ragione) e di mettersi in gioco in quella che Michael Oakeshott ha definito la «conversazione del genere umano».
L'età oscura: Attualità di René Guénon. E-book. Formato EPUB Giuseppe Cognetti - Mimesis Edizioni, 2014 -
Violenza, guerre, ingiustizie, fame e povertà per un miliardo e mezzo di esseri umani, devastanti malattie psichiche, disoccupazione, precarietà generalizzata, crisi economica planetaria sono sintomi e segni del tempo in cui viviamo e che nel corso del Novecento si sono esasperati e intensificati: di essi R. Guénon (1886-1951) tenta di mettere a fuoco le premesse nell’oblio progressivo della Tradizione e nell’avvento finale della Modernità.Guénon, grande pioniere di quel nuovo modo di fare filosofia che da un paio di decenni si propone come “filosofi a interculturale” e rappresenta lo sforzo di superare una volta per tutte l’ideologia coloniale, cioè la convinzione che la cultura occidentale non solo sia superiore alle altre innumerevoli culture che hanno abitato e abitano il pianeta, ma anche sia depositaria della vera filosofia, della vera religione, della vera scienza etc.,interpreta questo tempo come l’ultima fase del Kali-yuga, l’“età oscura” prevista dalle scritture tradizionali hindu. Eppure non c’è nulla di conservatore o “reazionario” nella sua critica del Moderno, persino più radicale della critica di Marx alla società capitalistica e della critica di Nietzsche alla “decadenza” occidentale. La modernità, nello scenario di quell’immenso processo alchemico che è la “storia”, fuori da ogni illusione “progressista”, è epoca cruciale da attraversare necessariamente e integrare perché, oltre la sua stessa dissoluzione post-moderna, si rimanifesti in pienezza la Sapienza originaria, perenne novità,nell’evento di “nuova terra e nuovo cielo”.
Un altro mondo è possibile?: Pace, dialogo, nuovo umanesimo. E-book. Formato EPUB Giuseppe Cognetti - Rubbettino Editore, 2023 -
La guerra russo-ucraina, scatenata da Putin con l’aggressione di uno stato sovrano in aperta violazione del diritto internazionale, ha enormemente acutizzato le negatività del tempo che viviamo. Diventa più che mai necessario “puntare sull’improbabile”, come ha affermato Edgar Morin, e aprirsi al “principio speranza”, di cui scrisse nel Novecento Ernst Bloch. Il libro, che deve molto all’opera di Raimon Panikkar, muove dall’urgenza di lavorare per un nuovo umanesimo dialogico e interculturale e cerca di mettere a fuoco correttamente come operare in concreto per un mondo migliore, fuori da astratte utopie e posizioni ideologiche lontane dalla realtà. La domanda di fondo è: è ancora possibile praticare un atteggiamento di pace e di dialogo e operare per la giustizia? Che vuol dire propriamente la parola “dialogo”, e perché oggi non può che essere “interculturale”, e quindi accogliere culture diverse da quella occidentale senza minimamente abdicare ai nostri valori (ragione critica, diritti umani, democrazia, libertà) ma relativizzandoli? Nel contesto drammatico aperto dalla guerra, ci può aiutare riflettere su una celebre “parola” di Gesù, “Chi è senza peccato scagli la prima pietra”?