Lucia Capuzzi eBooks
eBooks di Lucia Capuzzi di Formato Pdf SOCIETÀ E SCIENZE SOCIALI
Donne per la pace: Voci che hanno cambiato la storia. E-book. Formato PDF Lucia Capuzzi - Vita E Pensiero, 2024 -
Le donne rappresentano metà della popolazione del pianeta: la loro mediazione è essenziale per una pace giusta e duratura, ma non sono quasi mai presenti ai tavoli dei negoziati. Quando e dove è stato loro permesso, però, le trattative sono andate diversamente e al centro è tornato l'umano. Raccontano di un'altra Storia possibile le voci di Miriam, Alganesh, Nadia, Shirin, Monica, Magda… donne che hanno deciso di rispondere alla logica della guerra con il dialogo e l'impegno, non con la violenza e le armi. Premi Nobel, attiviste, mediatrici, negoziatrici. Sono alcune delle oltre venti donne che «Avvenire» ha intervistato in occasione della campagna #donneperlapace. Storie e testimonianze intense, raccolte per la prima volta in questo libro, accompagnate dagli interventi di diplomatici, intellettuali, analisti ed esperti di politica internazionale e dalle illustrazioni a colori a cura di dodici studentesse dello Ied.Interviste a: Awfa al-Naami, Lea Baroudi, Ouided Bouchamaoui, Gemma Calabresi, Miriam Coronel-Ferrer, Nora Morales Cortiñas, Robi Damelin e Layla al-Sheikh, Yael Deckelbaum, Shirin Ebadi, Alganesh Fessaha, Beatrice Fihn, Nataša Kandic, Olga Karach, Amy Lasu, Shelly Lowe, Daniela Marcone, Monica McWilliams, Eva Merkacheva, Alessandra Morelli, Godeliève Mukasarasi, Nadia Murad, Maria Ressa, Mahbouba Seraj, Anne-Marie Salomon, Theresa Solomon, Ganna Yudkivska, Magda Zenon.Interventi di: Kim Aris, Loredana Teodorescu, Marco Impagliazzo, Elena L. Pasquini, Luca Fratini, Susanna Vezzadini, Francesco Cajani, Arianna Briganti.
Un continente in rivolta: L'America Latina tra protesta e speranza. E-book. Formato PDF Lucia Capuzzi - Vita E Pensiero, 2020 -
Dopo un decennio di relativa stabilità, l’America Latina è oggi scossa da un’ondata di rivolte che nemmeno la pandemia è riuscita a disinnescare. Dal Cile alla Bolivia, dalla Colombia al Nicaragua, al Brasile, l’equilibrio precario scricchiola e il malcontento occupa le piazze. È un movimento inarrestabile, che si inquadra nel tormentato contesto globale, ma le cui radici profonde affondano nel passato recente della regione e nei suoi nodi irrisolti. Chiusa la cruenta stagione delle dittature, l’America Latina ha costruito sistemi istituzionali basati sull’alternanza, ha messo in ordine i principali indicatori macroeconomici, ha attuato strategie nazionali per ridurre, almeno un po’, la feroce diseguaglianza. Nonostante ciò, resta ancora intrappolata nella dipendenza dall’esportazione di materie prime. Ed è questo sistema, eredità del passato coloniale, ad assoggettarla ancora in modo drammatico alle brusche oscillazioni dei mercati internazionali. La rivolta può davvero segnare una svolta? La risposta rimane incerta, ma di sicuro le giovani democrazie latinoamericane sono alle prese con la loro prima effettiva crisi di crescita. Un percorso non lineare, difficile, estenuante, rischioso. Ma inesorabilmente in atto. Il cui esito, ancora non scritto, si gioca sul filo tra cronaca e storia.