Luigi Martellini eBooks
eBooks di Luigi Martellini di Formato Mobipocket LETTERATURA E STUDI LETTERARI
Altri labirinti: Percorsi negli spazi letterari. E-book. Formato Mobipocket Luigi Martellini - Sette Città, 2015 -
La religiosità di Vincenzo Monti, la filosofia di Giacomo Leopardi, la poesia-chimera del visionario Dino Campana, l’archetipo di Vincenzo Cardarelli, l’importanza di un Tommaseo per Pier Paolo Pasolini, il fuoco notturno di Cesare Pavese, le specificità letterarie di Italo Calvino, la mortale solitudine di Giani Stuparich, il futurismo di Giuseppe Ungaretti, l’antica rimembranza perduta di Bonaventura Tecchi, il mondo arcaico-mitico di Corrado Alvaro, i “vinti” dimenticati di Carlo Alianello… accanto ai viaggi di carta di un Montale “fuori di casa”, le visioni di Matilde Serao, le dimore e i luoghi di morte di Curzio Malaparte, il deserto e la sabbia di Ungaretti, l’Italia marina di Pasolini… fino alle briciole (in prosa e in poesia) sul magico surrealismo di Antonio Delfini, il “tarlo” fantasma di Primo Levi, la fragile felicità di Eugenio Montale, la vuota indifferenza di Vittorio Sereni, rappresentano lo spazio letterario, nei cui labirinti, tra parti minime e percorsi inaccessibili, si muove colui che legge, perché quello della letteratura è sempre un discorso su un destino che ci riguarda, in quanto “lo scrittore è colui che scrive per poter morire ed è colui che trae il suo potere di scrivere da una relazione anticipata con la morte”.
Bonaventura Tecchi - Identità di una terra antica. E-book. Formato Mobipocket Luigi Martellini - Edizioni Sette Città, 2011 -
Bonaventura Tecchi ha lasciato un vuoto nella letteratura che la cosiddetta contemporaneità non ha colmato, distratta da altre mode e da altri valori, quanto mai – mode e valori – fragili, inutili e fuorvianti, privi di salde basi e di sofferte rinunce, e di quella che può essere definita “fede” nei contenuti. Ci limitiamo, perciò, a dire che Tecchi è stato uno scrittore raro, uno di quelli che non esistono più e che la produzione letteraria, nelle acque in cui naviga oggi, non riuscirà mai a sostituire per stile e argomenti. Perché? Perché la sua opera, tra inquietudine e angoscia, sogno e realtà, ha seguito semplicemente un’idea di bene e l’annotazione autografa (“nascere non per partecipare all’odio, ma per partecipare all’amore”) tratta dal suo Diario inedito lo conferma e perché è riuscito a percepire la dimensione dell’essere e a mantenere saldo quel legame con la tradizione e con la classicità, le quali hanno geologicamente rafforzato nel tempo la stratificazione della scrittura, per lasciarci qualcosa che restasse nella precarietà degli accadimenti e dell’umano sconforto. Tecchi si apre al mondo perché il mondo è in lui, come in lui convivono quell’antico sogno e quell’antica realtà, vale a dire la lezione della vita, con le sue voci popolari, le sue verità, i suoi fantasmi. Si tratta di un uomo-poeta che oscilla tra l’affetto e la serenità, il disordine e la contraddizione, la semplicità e la chiarezza, l’armonia e l’oscurità, ovvero il complesso groviglio dentro di noi. In questa officina segreta Tecchi ha lavorato in silenzio, criticamente, narrativamente, col senso antico della misura delle cose e la consapevolezza dell’avventura dell’uomo (e di tutte quelle sue cose) sulla terra. (L.M.)