Serge Latouche eBooks
eBooks di Serge Latouche di Formato Epub Crisi e disastri finanziari
Fine corsa: Intervista su crisi e decrescita. E-book. Formato EPUB Serge Latouche - Edizioni Gruppo Abele, 2016 -
Siamo alla chiusura di un ciclo. La società dei consumi di massa, fondata sull’illusione dell’esistenza di risorse illimitate e della crescita senza fine, è in crisi ovunque, mentre il sistema economico prosegue la sua corsa sul binario morto dello sviluppo a tutti i costi. Occorre tirare il freno d’emergenza. Ma cosa ci attende a fine corsa? Il dilagare della miseria imposta dal declino delle garanzie sociali, dalla concorrenza spietata, dalla guerra tra (e contro) i poveri? Oppure un nuovo modello di vita e di convivenza all’insegna di una decrescita e di una “frugalità” vissute come scelta e non come condanna? Come si potrà comporre il trauma che il crollo della civiltà dell’abbondanza mercantile inevitabilmente rappresenta, con le opportunità che questo stesso crollo può dispiegare? Nell’incalzare della crisi si intrecciano squarci di barbarie e segnali di rinnovamento. È un bivio storico di fronte al quale è urgente, perlomeno, fermarsi a riflettere e cercare di comprendere.
Dove va il mondo?: Un decennio sull’orlo della catastrofe. E-book. Formato EPUB Serge Latouche - Bollati Boringhieri, 2013 -
Difficile sbagliare le previsioni a brevissimo termine, perché il futuro immediato è già qui. Meno coinvolgente il vaticinio su ciò che capiterà nel lungo periodo, quando non ci saremo più. Così la vera sfida è centrare i pronostici a medio termine. L'hanno persa con disonore coloro che appena l'altro ieri facevano a gara a rassicurarci sulla ripresa dell'economia mondiale. È da tutt'altra prospettiva che muovono quattro tra i maggiori "obiettori di crescita" nel ragionare sul decennio che ci aspetta. Serge Latouche, Yves Cochet, Jean-Pierre Dupuy e Susan George giudicano ineluttabile il declino dell'ordine economico neoliberale e non distolgono lo sguardo dal baratro che si sta spalancando. Anzi, tra loro c'è chi rivendica il "catastrofismo illuminato" come l'unico esercizio previsionale all'altezza della situazione. L'idea è che non si possa sfuggire all'alternativa: decrescita o barbarie.