Silvana La Spina eBooks

eBooks di Silvana La Spina di Formato Epub Giallo e mistery

Silvana La Spina è nata a Padova da madre veneta e padre siciliano. Ha pubblicato il volume di racconti Scirocco (La Tartaruga 1992, premio Chiara) e i romanzi: Morte a Palermo (La Tartaruga 1987, Baldini Castoldi 1999; premio Mondello), L’ultimo treno da Catania (Bompiani 1992), Quando Marte è in Capricorno (Bompiani 1994), Un inganno dei sensi malizioso (Mondadori 1995), L’amante del paradiso (Mondadori 1997), Penelope (La Tartaruga 1998), La creata Antonia (Mondadori 2001). Sempre per Mondadori sono usciti i tre romanzi dedicati alle indagini del commissario Maria Laura Gangemi: Uno sbirro femmina (2007), La bambina pericolosa (2008) e Un cadavere eccellente (2011).
EBOOK   9788854535565

Le avvelenatrici. E-book. Formato EPUB Silvana La Spina   -  Neri Pozza, 2026  - 

È una mattina di fine dicembre del 1783, l’aria odora di neve, anche se i palermitani sanno che è solo un’impressione: a Palermo non nevica mai. Tra le mura del convento di San Francesco, accade qualcosa di insolito: la cella di fra’ Gerlando è rimasta chiusa, nessuno l’ha visto nemmeno al Mattutino. Dietro quella porta, l’orribile scoperta: il corpo esanime del frate, gli occhi strabuzzati dal terrore, il viso gonfio, una schiuma biancastra agli angoli della bocca. Per lo speziale non ci sono dubbi: è veleno. Anche se quell’uomo di Dio non pareva avere un nemico al mondo. A parte forse l’anziana donna con cui, il giorno prima, c’era stato un misterioso incontro, alla fine del quale il frate era apparso turbato. «Quella vecchia è la Morte» aveva commentato. Ma non è l’unico mistero, perché il nome del frate compare in una lista insieme a quello di un barone morto lo stesso giorno, con gli stessi sintomi. Lista che ora si trova nelle mani di Maurizio Belmonte, uomo di fiducia del Viceré, che non crede alle coincidenze e teme che anche altri siano in pericolo. Per le strade si sussurra di preghiere speciali. Preghiere che si pagano a peso d’oro e che, dicono, possono far ammalare. Possono uccidere. Ma Belmonte non crede nemmeno alle fatture, è uomo dei Lumi. Eppure i morti sono reali e ora anche la donna che ama, Sofia Schulz, la pittrice che ritrae i defunti dell’aristocrazia, sembra affetta da un morbo incurabile. Il veleno è l’arma di chi conosce la pazienza, e non richiede coraggio né la violenza di un attimo di follia. Belmonte dovrà immergersi nell’oscurità di un rancore coltivato nel silenzio, cercare la verità lì dove il sacro e il profano si confondono e un maleficio si paga come una messa. «Sappiate allora che l’odio è un sentimento, ma la morte un vizio. E che, una volta preso, quel vizio non si dimentica». «Nei suoi gialli storici, Silvana La Spina ha la capacità di ricreare un grande affresco isolano». la Repubblica «La Spina è scrittrice sapiente, dotata di un’acuta sensibilità per le dimensioni sociali e il valore dei personaggi femminili». Il Sole 24 Ore

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EBOOK   9788829793907

Un rebus per Leonardo Sciascia. E-book. Formato EPUB Silvana La Spina   -  Marsilio, 2025  - 

Nel settembre del 1985, a Leonardo Sciascia capitano due cose: la morte di Italo Calvino nell’Ospedale di Siena, e la morte di Aurelio Arriva, giudice, in casa sua. Una pistolettata: suicidio, dicono. Il giudice e lo scrittore siciliano, amici fin dall’infanzia, avevano litigato e non si parlavano da tempo. Qualcuno, in paese, continuava a dire per invidia; qualcun altro insinuava che l’invidia non c’entrava niente, era Sciascia che non avrebbe dovuto mettere l’amico in un libro – anzi, continuava quel qualcuno, Sciascia della Sicilia non avrebbe dovuto proprio parlare. Leonardo Sciascia, dal canto suo, sosteneva che le grandi amicizie, come i grandi amori, sono come le piante: a un certo punto si seccano, e nessuno può farci niente. Era successo con Guttuso, e forse stava succedendo pure con Vincenzo Consolo. Tuttavia, nonostante, in paese, gli inquirenti pensino che la morte del giudice Arriva sia dovuta a un suicidio e nonostante il tutto sia accaduto, come una disgrazia, un malaugurio, durante la festa della Madonna Bambina, Elena Arriva, la figlia del giudice morto, bella e bionda come certe madonne lombarde, si presenta a casa dello scrittore – la gloria, il vanto del luogo, l’uomo che passeggia a braccetto con Claudia Cardinale – per chiedergli di indagare sulla morte del padre. Elena non crede all’ipotesi del suicidio, e Sciascia è l’unico che di suo padre sa tutto. In una sarabanda di dicerie, malevolenze, lettere anonime che ricordano le righe minatorie di A ciascuno il suo, in un turbine di fatti di corna, disgrazie passate, presenti e future, donne vecchie e donne fatali, scrittori benevoli e altri invidiosi, cause perse e altre fatte perdere, un circolo di gentiluomini che non sempre lo sono e un pubblico ministero che torna a indagare là dove è stato bambino, Silvana La Spina, con una lingua pastosa e spinosa quanto un fico d’India, racconta Leonardo Sciascia e il suo mondo, facendone un investigatore acuto, curioso e pieno di pietà per le miserie degli uomini. Un romanzo avvincente e scuro.

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EBOOK   9788854524606

L'uomo del Vicerè. E-book. Formato EPUB Silvana La Spina   -  Neri Pozza, 2021  - 

Ci sono indagini e indagini. Alcune obbediscono alla logica e al distacco. Altre sono figlie di un grumo di peccati, attraversano il dolore, rendono inspiegabili le cose del mondo. Siamo nel 1783, in una Palermo rancorosa e fetida. La nobilta è in lotta contro il nuovo Vicerè: l’illuminista e intellettuale marchese Caracciolo. Ma mentre accade questo vengono ritrovati i cadaveri di alcune bambine: martirizzate, torturate, uccise e poi abbandonate per strada. Atrocità macabre che sembrano arrivare da un mondo buio e feroce. Così il Vicerè manda a chiamare Maurizio di Belmonte, un nobile fuggito da Palermo e da lui incontrato a Londra. Maurizio torna di malavoglia a Palermo. Alle sue spalle c’è uno scandalo familiare e soprattutto il lungo amore con Viola Inzerillo, ora sposata con un francese. Le sue indagini si rivelano subito difficili: la società palermitana gli sbarra la strada, si mette di traverso e persino il Vicerè viene visto come il diavolo che porta il male. Ma presto con l’aiuto dell’avvocato illuminista Francesco Di Blasi qualcosa si muove. Le bambine uccise portano strane medagliette e tutte andavano a «parlare con i morti» da un barone seguace di Cagliostro. E le torture dicono una cosa chiara: sono assai simili a quelle dei monaci dell’Inquisizione. Ma chi applica ancora quelle torture alle povere disgraziate? Anche Sofia Schulz, «la pittora dei morti» come la chiamano in città, dà una mano alle indagini, non solo per umanità, ma anche per una passione improvvisa per il giovane barone di Belmonte. Ma per risolvere questo caso non basteranno i libri e la limpida ragione del Vicerè Caracciolo. Neppure l’arguzia e il fascino di Maurizio Belmonte. Si tratterà di affondare le mani nel male. In un male che una città intera si porta sulle spalle come fosse un antico supplizio. «“Acqua, per favore”, supplicò. Ma l’uomo fece finta di non sentirla. Nessuno l’avrebbe sentita in quella cantina e in quella casa. Nessuno avrebbe accolto i suoi ultimi sospiri».

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