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Il mistero rivelato - Nosside di Locri, la sublime poetessa dell’Odissea Italica - Libro Terzo Nosside, la poetessa dai mille volti. E-book. Formato PDF Adriano Scarmozzino - Youcanprint, 2019 -
Nosside, l’antica poetessa dai mille voltiIl libro terzo dell’opera intitolata “Il mistero rivelato - Nosside di Locri, la sublime poetessa dell’Odissea italica” contiene uno studio relativo ai principali protagonisti del poema, con interessanti ipotesi che pongono al centro la poetessa Nosside e alcuni suoi familiari. Come ipotizzato in passato dallo scrittore inglese Samuel Butler, l’autore conferma che sotto i panni della principessa Nausicaa si nasconda in realtà l’autrice dell’opera. Si individua la poetessa Nosside come possibile scrittrice del poema, chiarendo che non si tratti dell’opera omerica originaria, ma di un’edizione successiva (Samuel Butler aveva parlato di una poetessa della Magna Grecia, forse vissuta in Sicilia, ma senza riuscire a individuarne l’identità).Nel libro si illustrano le possibili modalità con cui la poetessa scelse di celare alcuni tratti della propria personalità in diversi personaggi femminili del poema (oltre Nausicaa, anche Penelope, Elena, Circe, Calipso).L’analisi prosegue con lo studio delle principali divinità dell’Odissea italica, attraverso cui l'autore intende anche far comprendere la prevalenza della sensibilità e cultura femminile che pervade tutto il poema. A ricoprire un ruolo privilegiato è Atena, la dea che conduce l’azione narrativa, a cui si accompagnano le citazioni di altre divinità come Artemide, Afrodite, Persefone o Demetra. A tutte loro si aggiungono le ninfe che occupano ruoli rilevanti nel poema, come Circe o Calipso, affiancante da altre significative divinità marine e fluviali, tra cui spicca Ino Leucotea.L’autore rivela inoltre alcune possibili tecniche di creazione dei nomi dell’opera attraverso il procedimento di assonanza (come, ad esempio, dei personaggi Mentes e Mentore).Il poeta Stesicoro, le cui opere costituirono un modello culturale per i poeti della Magna Grecia e per la stessa poetessa Nosside, viene associato al cantore della reggia dei Feaci Demodoco. E dal momento che il vero nome del poeta era Tisia, viene anche abbinato all’indovino Tiresia.Sulla base di tale studio, l’autore formula inoltre delle ipotesi sulle motivazioni biografiche che potrebbero aver portato la poetessa della città di Locri Epizefiri a scrivere una versione più recente dell’antico poema dell’Odissea.Per questo motivo, si evidenzia la possibile corrispondenza tra la nutrice Euriclea e la nonna della poetessa di nome Cleoca, citata anche in uno degli epigrammi lirici di Nosside.Nel complesso si ha una lettura completamente nuova del poema omerico che viene staccato dalla fase arcaica e riletto come un documento successivo, fortemente legato a quanto realmente descritto nei versi dello stesso poema da cui si desume un contesto storico in cui avviene il passaggio da una tirannia ad una forma di democrazia assembleare, e in cui le donne assumono un ruolo più significativo e ssocialmente riconosciuto.La cultura della Magna Grecia, culla privilegiata di tale poema, viene messa in luce per la sua capacità di aver saputo proseguire l’antica tradizione letteraria eroica ed omerica.
Il mistero rivelato - Nosside di Locri, la sublime poetessa dell’Odissea Italica - Libro primo - Locri Epizefiri, l’antica città della poetessa Nosside. E-book. Formato PDF Adriano Scarmozzino - Youcanprint, 2019 -
“E’ possibile oggi dire qualcosa di nuovo sull’Odissea?” L’autore Adriano Scarmozzino è convinto che ci sia ancora molto da scoprire e formula una serie di ipotesi capaci di rivelarci qualcosa di assolutamente inedito: l’opera immortale da noi conosciuta sarebbe in verità una versione successiva a quella di Omero, forse scritta dalla sublime poetessa Nosside, la quale con i suoi versi emulò non solo quelli di Saffo, ma probabilmente anche quelli del più grande dei cantori antichi.La città in cui probabilmente il poema prese vita fu l’antica colonia greca di Locri Epizefiri, una città splendida e ricca di capolavori architettonici e artistici, che si trovava sulla costa ionica della Calabria, nel territorio dell’attuale provincia di Reggio Calabria. L’autore Adriano Scarmozzino, attraverso i quattro libri in cui è suddivisa la sua approfondita ricerca, riesce a far superare al lettore ogni scetticismo iniziale svelando una moltitudine di indizi capaci di aprire scenari completamente inesplorati rispetto ai tradizionali studi omerici.Grazie a tale studio, l’antica produzione letteraria dell’antica Magna Grecia assume una luce tutta nuova, in quanto viene evidenziato come seppe ereditare la grande tradizione omerica ed eroica innovandola e arricchendola, grazie a poeti di straordinario valore come Stesicoro e la poetessa Nosside.Il primo dei quattro libri è dedicato alla colonia di Locri Epizefiri, alla sua storia e ai rapporti con le città del mar Mediterraneo, alla sua tradizione culturale, alla scuola letteraria e musicale e e contiene alcuni iniziali riferimenti biografici relativi alla poetessa Nosside, tutte premesse necessarie per poter poi approfondire le tesi innovative sul poema dell’Odissea italica.La scrittura è semplice e scorrevole al fine di rendere accessibile a tutti un argomento culturale dal valore universale.I quattro volumi, nel loro complesso, costituiscono un viaggio affascinante nella conoscenza e nel mito, un’occasione imperdibile per giungere finalmente a una possibile verità sulle origini del poema dell’Odissea, i cui versi risuonano immortali nella storia dell’umanità.
Il mistero rivelato - Nosside di Locri, la sublime poetessa dell’Odissea Italica - Libro Secondo - Il viaggio "immobile" della poetessa Nosside. E-book. Formato PDF Adriano Scarmozzino - Youcanprint, 2019 -
"Il viaggio di Ulisse descritto nell'Odissea è in realtà un viaggio immobile". L'autore ci svela la sua intuizione ricordando la particolare struttura del poema omerico dell'Odissea in cui è certamente descritto il viaggio dell'eroe omerico, ma in soli quattro canti su un totale di ventiquattro. La narrazione del viaggio è affidata poi alla voce dello stesso Ulisse, il quale racconta le proprie peripezie al re dei Feaci. Tutto il resto della vicenda si svolge soprattutto nel territorio del regno dei Feaci e presso la città di Itaca.Adriano Scarmozzino effettua un'analisi accurata dei versi del poema e rivela la similitudine esistente tra le descrizioni del regno dei Feaci (privato del suo alone mitico) e la terra di Itaca: le indagini sembrano riportare ad una stessa località che ispirò la composizione poetica, probabilmente coincidente proprio con il territorio di Locri Epizefiri, la patria della poetessa Nosside.Partendo da precedenti ricerche di illustri studiosi come Samuel Butler (il primo a formulare l'ipotesi che l'Odissea sia stata scritta da una donna) e i fratelli Armin e Hans Helmut Wolf (i quali hanno teorizzato una corrispondenza tra la terra dei Feaci e una porzione di territorio dell'antica Calabria), viene ipotizzata la possibile identificazione tra la figura di Nausicaa con la poetessa Nosside, ribadendo le possibili analogie tra la terra dei Feaci e il territorio della Calabria, più precisamente focalizzato nella zona della Locride. Lo studio estende il parallelismo analizzato tra la reggia dei Feaci e la reggia di Penelope e Ulisse a Itaca anche alle descrizioni della casa di Nestore e la reggia di Menelao contenute nel poema. Dai risultati complessivi, l'autore cerca di far emergere una teoria che vede nella cosiddetta Casa dei Leoni di Locri Epizefiri il possibile e principale luogo di ispirazione preso a riferimento dalla poetessa per molte descrizioni contenute nel poema. inoltre, attraverso i contenuti del secondo libro, vengono messe in luce le attività femminili descritte all’interno del poema per essere associate a quelle che si svolgevano nella stessa Casa dei Leoni di Locri Epizefiri, dagli archeologi identificata come la possibile residenza della tìaso della poetessa Locrese, il luogo cioè in cui la poetessa e le giovani allieve locresi si riunivano per lo svolgimento delle loro attività quotidiane, culturali e religiose.Grazie alla frequentazione della Casa dei Leoni, in cui trascorreva la maggior parte del suo tempo, la poetessa Nosside avrebbe quindi elaborato una versione più recente del tradizionale poema omerico del viaggio di Ulisse, trovando continuamente ispirazione nelle caratteristiche territoriali e urbanistiche della propria città.Riletta alla luce della nuova ricerca, l'Odissea italica si presenterebbe quindi come un viaggio “immobile” in cui gli spazi vissuti dalla poetessa si presentano come i principali punti di riferimento del poema.