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eBooks di Agostino Carrino di Formato Mobipocket

Agostino Carrino è Professore Ordinario di Istituzioni di diritto pubblico nell’Università di Napoli Federico II, dove insegna Diritto costituzionale e Diritto regionale. In passato ha ricoperto le cattedre di Filosofia del diritto, Diritto amministrativo e Dottrina dello Stato. Ha insegnato in varie università straniere, tra cui Parigi e Vienna. Tra le sue più recenti pubblicazioni: Oltre l’Occidente. Critica della Costituzione europea (Bari, 2005); Stato di diritto e democrazia nella Costituzione del Liechtenstein (Torino, 2008); La destra e le libertà (Napoli, 2010); Das Recht zwischen Reinheit und Wirklichkeit (Baden-Baden, 2011).
EBOOK   9788870007176

Il suicidio dell'EuropaSovranità, Stati nazionali e "grandi spazi". E-book. Formato Mobipocket Agostino Carrino   -  Mucchi Editore, 2016  - 

La crisi attuale dell’Unione europea viene da lontano, essendo inscritta negli atti fondatori delle prime comunità. Il rifiuto pregiudiziale di un’Europa politica, pur comprensibile all’epoca – in un continente che era stato dilaniato e impoverito da una guerra diventata presto un conflitto di ideologie –, si è trasformato negli anni in un micidiale fattore di impotenza. Terra ‘liquida’ di conquista per interessi di natura finanziaria al servizio della volontà di potenza di altre entità, dagli Usa ai paesi arabi alla Cina,l’Europa si avvia verso il suo ineluttabile tramonto.L’egemonia tedesca – legittimata dalle sentenze ‘sovraniste’ della Corte costituzionale federale – si sta rivelando essa stessa, per la sua mancanza di visione strategica complessiva, un ulteriore elemento di divisione e di scontento. L’Europa vive da sempre “sotto gli occhi dei Russi” (Carl Schmitt), ma si agita scompostamente tra la sua incapacità di fare fronte alle crisi migratorie, il culto della concorrenza economica e le retoriche dei diritti dell’uomo, sanzionando commercialmente la Russia, ma dando spazio alle mire politiche della Turchia neoottomana.Si stanno formando nuovi “grandi spazi” politici in Europa e intorno ad essa, ma il nucleo duro della vecchia Europa resta sordo ai cambiamenti epocali che la scuotono. La sua agonia sarà lunga, ma allo stato il suo suicidio certo.AGOSTINO CARRINO è Professore ordinario di Istituzioni di diritto pubblico nel Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Napoli Federico II. Ha insegnato Sociologia del diritto nell’Università di Cagliari, Filosofia del diritto e Diritto costituzionale nello stesso Ateneo Federico II e Staatslehre nella Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Vienna. È stato Professore invitato e ha tenuto conferenze e lezioni in varie Università italiane e straniere: Paris-Ouest, Paris Panthéon Assas, Paris Sceaux, Caen, Würzburg, Barcelona, Saarbrücken, Hamburg, Washington University (St. Louis), San Diego SU, Humboldt Universität, Edge Hill, Colorado Springs.Ha curato vari convegni internazionali, di cui sono stati pubblicati gli atti: Legalità e legittimità in Carl Schmitt (Esi, 1999); L’Europa e il futuro della politica (Società Libera, 2002); I diritti umani tra politica, filosofia, storia (Guida, 2003); Stato di diritto e democrazia nella Costituzione del Liechtenstein (Giappichelli, 2009). Ha curato le edizioni italiane di opere di Kelsen, Schmitt, Hoffmann, Oakeshott.Tra le sue opere: Stato e filosofia nel marxismo occidentale (Jovene, 1981); L’irrazionale nel concetto (Esi, 1983); L’ordine delle norme (1984, Esi, III ed. 1992; versione tedesca: Die Normenordnung, (Springer, 1998); Scienza e politica nella crisi della modernità (Edizioni Lavoro, 1989); Sovranità e Costituzione nella crisi dello Stato moderno (Giappichelli, 1998); Democrazia e governo del futuro (Edizioni Lavoro, 2000); Oltre l’Occidente. Critica della Costituzione europea (Dedalo, 2005); La destra e le libertà (Guida, 2010); Das Recht zwischen Reinheit und Realität (Nomos, 2011); Il problema della sovranità (Rubbettino, 2013); German Legal Philosophy (1900-1945), in Treatise of Jurisprudence and Legal Philosophy, vol. 12 (2016). Per Mucchi, La dottrina dello stato e la sua crisi. Problemi e prospettive (Piccole Conferenze, 12); Il suicidio dell'Europa (2016). Dirige, con Aljs Vignudelli, LO STATO, rivista semestrale di Scienza Costituzionale e Teoria del diritto (Mucchi) e la collana I Quaderni de "Lo Stato" (Mucchi).Lavora, con Hasso Hofmann, sulla filosofia del diritto di lingua tedesca nel Novecento per il Treatise of Jurisprudence and Legal Theory (vol. 12, Springer).

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EBOOK   9788870006780

La dottrina dello Stato e la sua crisi: Problemi e prospettive. E-book. Formato Mobipocket Agostino Carrino   -  Mucchi Editore, 2015  - 

Introdotta nelle Facoltà di Scienze Politiche in epoca fascista, la Dottrina dello Stato ha poi subito l’affronto di essere definita una disciplina politicamente segnata. In realtà, le sue origini riportano alla statistica del Settecento e, specialmente, al dibattito che nella Germania bismarckiana esplose dopo la fondazione dell’Impero. Cosa è ‘Stato’ nel momento in cui gli antichi regni cedono il passo alla Prussia che si fa Impero? Può esistere uno Stato senza sovranità? E qual è il rapporto tra Stato e diritto? Subisce anche lo Stato gli effetti delle trasformazioni sociali in un’epoca di conflitti di classe? Come influisce la tecnica sui rapporti di potere tradizionali? La centralità di questi interrogativi è evidente; non è un caso che tra le più significative dottrine dello Stato debbano essere ricordate quelle di tre tra i più importanti giuristi della Germania tra Kaiserreich e Weimarer Reichsverfassung: Jellinek, Kelsen, Heller. Ma la dottrina dello Stato richiamava due altre tematiche, quella del rapporto tra centro e periferie (così nella concezione municipalista di Preuß, seguace liberale di Gierke) e quella della costituzione e del suo significato, tanto che non a caso, talvolta, essa poteva apparire nelle vesti di una ‘dottrina della costituzione’, come nel caso di Schmitt, Fraenkel, Smend, Leibholz, Thoma. Su quest’orizzonte, la Dottrina dello Stato è centrale. Lo è anche oggi, nell’epoca della ‘morte dello Stato’, della globalizzazione, delle unioni sovranazionali? Questo saggio vuol accennare una risposta, rappresentando al tempo stesso un pladoyer per la disciplina. Lo Stato non solo non è morto, pur dovendosene rivisitare le funzioni, ma non è morta nemmeno la sovranità, se interpretata come relativa e non assoluta. Ancor più: solo uno Stato ‘forte’ (ed un conseguente senso dello Stato) può garantire una vita democratica non effimera, una libertà non astratta e una garanzia concreta dei diritti dei singoli.

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