Andrea Puddu eBooks
eBooks di Andrea Puddu di Formato Epub
I cinque ragazzi di Cambridge. E-book. Formato EPUB Andrea Puddu - Publisher S20109, 2015 -
La vicenda dei 'Cinque di Cambridge', che sembra appartenere a un passato lontano, è una storia che parla del Novecento e attraversa il secolo forse più complicato della storia occidentale rappresentandone in modo esemplare gli estremi e le contraddizioni. Ma indipendentemente dalle convinzioni di parte, ciò che affascina nella storia di questi cinque uomini è la forza con cui sono riusciti a vivere una passione politica in modo così costante e disinteressato, una condotta e un trasporto che la politica del nuovo secolo sembra non conoscere. Se è vero che il Novecento è stato il secolo delle ideologie e degli estremismi, e la sua storia fatta anche o sopratutto di sangue ne costituisce il gigantesco risultato, ciò non toglie che le intenzioni di molti fossero animate dalla convinzione che davvero fosse possibile un mondo giusto e privo di diseguaglianze, destinato ad avere la meglio sullo sfruttamento e sull'ingiustizia. Che si voglia considerarli come biechi traditori dal sangue freddo, come successe in Inghilterra in seguito alle rivelazioni definitive delle loro attività, o come eroi capaci di rinunciare a sé stessi e rischiare la vita per il bene dell'umanità, ciò che contraddistingue la vicenda delle spie di Cambridge e ne caratterizza l'alone di nostalgica malinconia è la sincerità della loro dedizione; perché a prescindere dal fallimento del comunismo reale e dell'esperimento sovietico, lungo settant'anni e carico di crimini e violenze oltre che di difetti politici evidenti, questi uomini, che per posizione e capacità avrebbero potuto godere di una vita agiata e tranquilla in patria, avevano tutto da perdere e poco o nulla da guadagnare da ciò che facevano, e lo hanno fatto dunque per pura convinzione, mettendo la propria missione davanti alla famiglia e alla propria vita. Il disinteresse della condotta e la chiarezza della fede, sebbene in una dimensione politica e terrena, non può che destare interesse e un pizzico di nostalgia specie in chi, indipendentemente dalle proprie convinzioni politiche, è ormai abituato a un mondo dove le parti sembrano alternarsi senza sostanziali differenze e ammiccare tra loro in un teatro in cui sostanzialmente arrivano a confondersi senza dare risposte concrete. Se la logica del bianco contro il nero è senz'altro semplicistica e non adatta a spiegare la complessità del mondo politico e della società occidentali, ciò che sembra mancare al mondo odierno, in cui la dimensione mondiale del potere, anche per la causa storica del crollo del blocco sovietico, si è sostanzialmente appiattita su un'unica alternativa, è quella passione che spinge a lottare per portare un cambiamento futuro che il Novecento ha conosciuto spesso in forme funestamente estreme e violente, ma che innegabilmente rappresentano anche il fascino del secolo scorso.
Vita di Jean Jacques Rousseau. E-book. Formato EPUB Andrea Puddu - Andrea Puddu, 2015 -
"Voglio mostrare ai miei simili un uomo in tutta la verità della natura, e quest'uomo sarò io. Io solo. Sento il mio cuore e conosco gli uomini. Non sono fatto come nessuno di coloro che ho conosciuto; oso credere di non essere fatto come nessun altro vivente”. Così, con noncurante egocentrica presunzione, Jean Jacques Rousseau inizia la sue autobiografiche Confessions, nel 1764. L'attenzione agli eventi e agli episodi della propria vita, in questa come in altre opere, rivela la convinzione con la quale Rousseau intendeva sé stesso e il suo pensiero come tutt'uno organico e inscindibile; la sua concezione della natura e della società sono comprensibili, per lui e per chi si avvicina alla sua figura, solo in relazione alla sua storia personale e ai momenti che egli stesso individua come punti di svolta della sua riflessione e della sua maturazione culturale. La vita di Rousseau è anche uno spaccato significativo e affascinante di un periodo cruciale per la storia dell'Europa e della cultura occidentale; i suoi rapporti con l'ambiente parigino e con la cerchia dei philosophes, che nel cuore del XVIII secolo stanno dando vita all'epocale cambiamento culturale che sarà chiamato Illuminismo, rendono l'idea di una stagione di grandi innovazioni ma anche di contraddizioni e sfaccettature che contribuiscono a rendere il Settecento un secolo di profonda complessità. Se infatti Rousseau è considerato uno dei più importanti esponenti dell'Illuminismo di area francese, e ciò è senz'altro riscontrabile nella forza innovatrice e libera dai dogmi con cui egli conduce le sue argomentazioni sulla società e la politica, è anche vero che la sua diversità e il suo concreto distacco da personaggi emblematici come Diderot, Voltaire e altri testimoniano un modo alternativo, forse unico, di intendere i principi illuministici e la loro versione per così dire standardizzata. Se Rousseau è stato uno dei philosophes, lo è stato sempre a modo suo e in una maniera che sfuggiva ai suoi colleghi parigini. Negli scritti del filosofo svizzero è in particolare il mito del progresso, che costituiva una filone saldo nella nuova ragione del secolo, a essere indebolito e criticato; un mito che Rousseau attacca con forza distanziandosi in modo inequivocabile dai suoi contemporanei e anticipando temi e principi che confluiranno nello spirito del Romanticismo decenni più tardi. È spiegabile anche in base a questa peculiarità l'importanza che a Rousseau attribuiscono gli interpreti della Rivoluzione, che porteranno le sue idee, sebbene a volte forzate o interpretate, a manifesto della nuova epoca e lo considereranno l'anticipatore del moto di capovolgimento dell'Ancien Régime a opera della volontà generale dei cittadini, scoprendo termini come Nazione e Popolo che saranno così cari al secolo successivo e al suo clima culturale e storico. Un personaggio dunque che definire particolare sarebbe certamente riduttivo, che appare inquadrabile, o meglio più facilmente comprensibile, solo nella..