Aniello De Vita eBooks
eBooks di Aniello De Vita di Formato Epub
Nuovo falso in bilancio e reati fiscali. E-book. Formato EPUB Aniello De Vita - Fisco, 2016 -
Tutte le novità sul falso in bilancio e i reati fiscali in 142 pagine. Solo in un riconosciuto “clima di fiducia” e con un diffuso “senso di sicurezza” si può assicurare una reale capacità del sistema produttivo di sostenere la crescita economica, di attrarre investimenti e, più in generale, di garantire un effettivo esercizio della libera concorrenza. A tal fine, gli interventi riformatori devono necessariamente muovere in una duplice direzione: da un lato nel determinare un cambiamento “culturale” ed “organizzativo”, che persegua gli obiettivi di semplificazione, flessibilità, trasparenza ed efficienza del sistema3; dall’altro lato, nel realizzare azioni e strumenti adeguati a contrastare i più pericolosi fattori di “insicurezza” e “distorsione” del mercato, quali sono, in generale, tutti i fenomeni di illegalità e, in particolare, le diverse forme di mala gestio e corruzione nonché le più gravi manifestazioni di criminalità con le sue peculiari connotazioni e conseguenze economiche. Ciò nella piena consapevolezza che “corruzione e criminalità organizzata generano distorsioni nell’allocazione delle risorse, riducono l’efficacia dell’azione pubblica e ostacolano lo sviluppo”. In quest’ottica si è posto il Legislatore nell’emanazione sia della l. 27 maggio 2015, n. 69 (contenente disposizioni in materia dei delitti contro la pubblica amministrazione, di associazione di tipo mafioso e di falso in bilancio), con cui ha reintrodotto il delitto di false comunicazioni sociali, sia del d.lgs. 24 settembre 2015, n. 158, con cui ha riformato il sistema dei reati tributari, in attuazione della delega conferita con l’art. 8 co. 1 della legge 11 marzo 2014, n. 235.
Dagli studi di settore ai nuovi indici sintetici di affidabilità fiscale. E-book. Formato EPUB Aniello De Vita - Fisco E Tasse Srl, 2017 -
A seguito delle novità apportate dalla legge 21 giugno 2017 n. 96, norma di conversione del d.l. 24 aprile 2017, n. 50, gli indici sintetici di affidabilità fiscale (ISAF) sono ormai una realtà, destinati a sostituirsi ai parametri e, soprattutto, agli studi di settore. Con l’art. 9-bis del d.l. 24 aprile 2017, n. 50 ha, infatti, trovato spazio nell’ordinamento giuridico la disposizione volta a garantire il graduale passaggio dagli studi di settore e dai parametri agli ISAF. Ciò con un’inversione netta rispetto al passato, atteso che “dai parametri e studi di settore con metodo punitivo si passa agli indici di affidabilità fiscale, più congrui e comprensibili, con un approccio premiale”. Gli studi di settore (ed i parametri) misuravano, infatti, un ricavo presunto legittimante l’accertamento in caso di scostamento significativo rispetto al dato comunicato dalla singola impresa o dal professionista. In buona sostanza, essi rappresentavano – come sancito autorevolmente dalla Corte di Cassazione a Sezioni Unite, con sentenze nn. 26635, 26636, 26637 e 26638 del 18 dicembre 2009 – una procedura di accertamento standardizzato fondato su presunzioni semplici, il cui valore inferenziale non era predeterminato ex lege sulla base dei soli studi/parametri e dello scostamento del reddito rispetto ad essi, ma si originava in ragione del contradditorio, da attivare obbligatoriamente nell’ambito del procedimento amministrativo pena la nullità del conseguente avviso di accertamento. In tal modo si otteneva il duplice effetto di tarare in concreto, sulla realtà economica effettivamente considerata, le stime statistiche effettuate automaticamente in via informatizzata, garantendo altresì al soggetto interessato la tutela di poter sconfessare l’esito ottenuto dalle elaborazioni (ovvero il computo dei ricavi/compensi presuntivamente conseguiti dall’impresa o dal professionista) fornendo a tal’uopo ogni possibile elemento di prova contraria, anche mediante presunzioni semplici.