Antonia Piva eBooks

eBooks di Antonia Piva di Formato Mobipocket

EBOOK   9788881674237

L'adozione rovesciata: Pedagogia e didattica dei classici. E-book. Formato Mobipocket Piva Antonia   -  Osanna Edizioni, 2013  - 

La classicità è un luogo della memoria, ma indica anche quanto, trasformandosi, continua a parlare nel tempo le parole del greco e del latino hanno creato poemi, libri, storie, si sono impregnate dell’esperienza di tutti i giorni; hanno generato teorie e codici non ancora esauriti, in un tessuto connettivo altamente funzionale. Eppure, la perdita della dimensione storica avanza nel contesto scolastico: l’appiattimento sul presente si traduce in scarsa consapevolezza personale da parte dei giovani, e non semplicemente nel crollo degli apprendimenti. Per questo, c’è un insistito bisogno di filtri didattici sagaci, perché l’antico sia riconoscibile e, soprattutto, fruibile da parte dei ragazzi. In tal modo, la pedagogia e la didattica dei classici sono concepiti come una “adozione rovesciata”: non sono i padri ad accogliere i figli, ma i figli che vanno a ricercare nel passato i loro padri, come interlocutori a pieno titolo dei problemi del nostro tempo. L'AUTORE Antonia Piva è dirigente scolastico negli istituti d’istruzione superiore, insegna Didattica del Latino nella SSIS Interateneo di Verona. Dal 1990 collabora con la Direzione generale e regionale del Ministero a progetti di ricerca e sperimentazione. Ha scritto saggi a carattere filologico e metodologico, tra cui Il sistema Latino. Ricerca didattica e formazione degli insegnanti (Armando, 2004), oltre che volumi antologici per l’insegnamanto liceale della letteratura classica. Per Osanna ha pubblicato Alla ricerca del maestro. Occasioni di pedagogia e di letteratura, (2010)

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EBOOK   9788881674008

Orazio: la ricetta della felicitàCome la gastronomia può insegnare a vivere. E-book. Formato Mobipocket Antonia Piva   -  Osanna Edizioni, 2013  - 

La scoperta di un nuovo piatto rende l’uomo molto più felice della scoperta di una stella: questa frase scritta da Brillat-Savarin nel 1825 esprime una intuizione estrosa eppure saggia. Che la felicità, cioè, transita per la tavola, e che scegliere un menu costituisce la prova di saper indirizzare la propria vita. Ma già Orazio ha fatto transitare per il palato, con garbo ironico, la metafora del vivere. Egli ama scrivere di cucina, magari sorseggiando una coppa di vinello imbottigliato in casa. E quando vuole elogiare il sereno rapporto vita / morte, ricorre a un’immagine gastronomica: et exacto contentus tempore vita / cedat uti conviva satur, terminato il tempo della vita, lasciarla come un convitato sazio (Sat. I, 1, 118-119). La ricerca di armonia esistenziale prende le mosse nel 65 a. C., tra i vigneti e le distese di grano della Basilicata, scartabellando i taccuini di cucina ora-ziani, per sperimentare la sua ‘ricetta della felicità’.

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