Carlo Iannello eBooks

eBooks di Carlo Iannello di Formato Pdf

Carlo Iannello è professore di Diritto costituzionale presso l’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, dove insegna Diritto pubblico dell’economia, Diritto dell’ambiente e Biodiritto. È stato Visiting Professor in diverse università francesi. È direttore del Master di II livello in Management dei servizi pubblici locali e condirettore del Laboratoire Méditerranéen de Droit Public. È autore di numerosi saggi e monografie sui più attuali temi del diritto pubblico. È stato consigliere di amministrazione della Gesac S.p.a. (Gestione Servizi Aeroporti Campani) e consigliere comunale della città di Napoli.
EBOOK   9788849536652

Le autorità indipendenti tra funzione regolativa e judical review. E-book. Formato PDF Carlo Iannello   -  Edizioni Scientifiche Italiane - Esi, 2019  - 

Il volume raccoglie gli atti di un convegno che si è tenuto il 4 dicembre 2015 presso l’Università della Campania Luigi Vanvitelli, svoltosi nell’ambito di un progetto di ricerca nazionale su «Giurisdizione e pluralismi». Gli studi che si pubblicano affrontano, da prospettive diverse (costituzionalistica, amministrativistica, privatistica, processualistica), il tema del rapporto tra queste autorità indipendenti, le funzioni da esse svolte (regolativa e paragiurisdizionale) e il successivo controllo giurisdizionale sui loro atti. Dall’insieme dei contributi emerge un quadro problematico: il concreto funzionamento di queste nuove istituzioni e l’estensione dei loro compiti non hanno contribuito a risolvere i problemi della loro compatibilità con il sistema costituzionale, perché questi nuovi poteri contribuiscono a realizzare una «nuova» forma di intervento pubblico nell’economia per garantire la massima espansione possibile del principio concorrenziale, in modo del tutto ‘indipendente’ rispetto ai valori costituzionali.

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EBOOK   9788865421765

Il diritto all'acqua. L'appartenenza collettiva della risorsa idrica. E-book. Formato PDF Carlo Iannello   -  La Scuola Di Pitagora, 2012  - 

L’interrogativo cui il saggio cerca di rispondere è se l’accesso all’acqua sia un vero e proprio «diritto» dei cittadini, configurabile come un diritto di libertà, come un diritto sociale oppure se sia un «nuovo» diritto. Lo studio dei beni pubblici («tutte» le acque sono pubbliche, secondo la legge), anche attraverso l’aiuto dei classici - dei «vecchi maestri» del diritto pubblico - svela il senso più antico e autentico del legame tra comunità e territorio: legame così profondo che fonda, allo stesso tempo, la comunità e le cose comuni. Tutto ciò che serve alla comunità per garantire la sopravvivenza propria e dei singoli diventa oggetto di un «diritto collettivo» di proprietà. Questi beni ad appartenenza collettiva sono così considerati «cose pubbliche», per consentire alla comunità di sottrarli all’arbitrarietà delle volontà individuali e per garantirne l’accesso universale. Il senso della pubblicità delle acque è quindi proprio quello dell’appartenenza collettiva della risorsa. Il «diritto all’acqua» si configura, dunque, come un diritto «antico», di cui la civiltà moderna ha bisogno per evitare di annullarsi risucchiata nel vortice planetario della «tecno-economia».

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EBOOK   9788865420416

I lavori pubblici tra etica e diritto. E-book. Formato PDF Carlo Iannello   -  La Scuola Di Pitagora, 2012  - 

La rete dei rapporti che nel Mezzogiorno oggi intercorrono tra emergenza continua di molteplici bisogni sociali, controllo politico sulla gestione di risorse pubbliche e interessi delle imprese a vario titolo dipendenti da tale gestione sembra configurare un blocco sociale, molto più radicato e diffuso, e quindi molto più forte, del vecchio «blocco agrario», che fu fino agli anni Cinquanta di questo secolo il bersaglio del meridionalismo classico. È all’azione di questo nuovo blocco sociale che possono in ultima analisi ricondursi l’esaurimento di fatto, cui si è assistito in questi anni, della politica meridionalistica, e la sua sostituzione con interventi parziali di breve periodo, destinati a far fronte a questa o a quella emergenza con il ricorso sempre più frequente a procedure e strumenti speciali e derogatori, che hanno di fatto sottratto quegli interventi ai normali controlli di efficacia e di efficienza. Ritornare ad una politica per il Mezzogiorno ispirata allo sviluppo e non all’assistenza, ad una visione strategica di medio-lungo periodo e non soltanto alla risposta precipitosa a bisogni emergenti, alla netta separazione anziché alla confusione tra potere politico e responsabilità gestionale, significherebbe battere il blocco sociale di cui s’è detto e dar vita alla formazione di un nuovo blocco sociale, orientato al progresso: di questo il fulcro non può essere che la moderna impresa concorrenziale.

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