Costantino Felice eBooks

eBooks di Costantino Felice di Formato Epub

Costantino Felice, docente di Storia economica presso l’Università D’Annunzio di Pescara, si occupa di economia e società nel Mezzogiorno, con particolare riguardo all’Abruzzo e al Molise. Ha curato il volume L’Abruzzo della collana «Storia d’Italia. Le regioni dall’Unità a oggi» (Einaudi, 2000). È autore, fra l’altro, di Dal borgo al mondo (Laterza, 2001) e, per i tipi della Donzelli, ha pubblicato Verde a Mezzogiorno. L’agricoltura abruzzese dall’Unità a oggi (2007); Il Mezzogiorno operoso. Storia dell’industria in Abruzzo (2008); Dalla Maiella alle Alpi. Guerra e Resistenza in Abruzzo (2014); Mezzogiorno tra identità e storia (2017).
EBOOK   9788855228053

Un mezzogiorno particolare: Storia dell’Abruzzo: contro i luoghi comuni e le retoriche identitarie. E-book. Formato EPUB Costantino Felice   -  Donzelli Editore, 2025  - 

Nel corso dei secoli una pervadente montuosità ha indotto le «genti d’Abruzzo» a declinare la loro storia nel difficile rapporto tra quadri ambientali e azione umana. Ma in che misura l’imponente geografia dei luoghi e le dinamiche economico-sociali che ne sono conseguite hanno forgiato il carattere degli abitanti, condizionandone scelte e comportamenti? Se ne può desumere una specifica identità regionale? L’immagine dell’Abruzzo tuttora prevalente – nell’opinione corrente ma anche in ambienti colti (o che tali si ritengono) – continua a essere quella dello slogan «forte e gentile»: un Abruzzo oleografico e di maniera, privo di sostanziali riscontri nella concretezza del divenire storico. È difficile trovare un’altra regione d’Italia così ridondante di stereotipi e luoghi comuni le cui stilizzazioni artisticamente più riuscite ed efficaci – ma le sedimentazioni culturali sono di lungo periodo – possono riassumersi nel «pastore» dannunziano e nel «cafone» siloniano. Il libro si sviluppa dunque su due piani: da un lato, nella pars destruens, si procede a uno smontaggio degli idola di matrice antropologica e letteraria (o anche geografica) – da Guinizzelli e Boccaccio fino a D’Annunzio e Silone – sui quali si fondano le mistificanti retoriche sull’«abruzzesità»; dall’altro, nella pars construens, attraverso rapide sintesi, frutto di decenni di studio e varie pubblicazioni, viene ricostruito, con ricchezza di documentazione e rigore scientifico, un profilo dell’Abruzzo che è altro – un «Mezzogiorno particolare» – rispetto a quello «in idea» delle trasfigurazioni mitologiche. Ne viene fuori non un Abruzzo sordamente inchiodato alle sue arcaiche tradizioni e rudi selvatichezze, bensì un Abruzzo intraprendente e dinamico, parte integrante di quel Mezzogiorno operoso che il nuovo meridionalismo sta progressivamente mettendo in luce, anche attraverso i suoi mutamenti economici e sociali. L’approccio dell’autore è di tipo interdisciplinare, nutrendosi costantemente di un serrato confronto con il dibattito che sul controverso tema dell’identità continua ad animare la storiografia e le scienze sociali.

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EBOOK   9788855225090

Una storia esemplare: Fucino: bonifica, riforma agraria, distretto agroindustriale. E-book. Formato EPUB Costantino Felice   -  Donzelli Editore, 2023  - 

È difficile trovare, non solo nel Mezzogiorno ma nell’Italia intera, una conca intermontana così densa di storia come il Fucino. Da qualunque versante dell’agire umano lo si consideri: tecnico-ingegneristico, artistico-letterario, politico-sociale, agri colo-industriale. Al centro di progettazioni ardite e avveniristiche fin dall’antichità, l’ingegneria idraulica del XIX secolo ne ha fatto infine oggetto – con il prosciugamento del grande lago e la messa a coltura del fertilissimo limo sottostante – di una discussa opera di manomissione, alterandone radicalmente l’equilibrio ambientale. Per secoli in balia dei vincoli e delle forze naturali, la piana fucense diventa, con i suoi numerosi manufatti e le sue geometriche squadrature, uno dei luoghi maggiormente costruiti e artificiali. A dispetto della consueta immagine di atavico immobilismo meridionale – desunta in particolare dallo stereotipato «cafone» siloniano – il Fucino nel secondo dopoguerra è lo scenario grandioso e palpitante di un protagonismo sociale e politico che travalica la dimensione locale. Intorno alle sue spettacolari vicende – non a caso pervase da un alone di epicità e leggenda – si sono consolidati interessi e aspettative, si sono aggregati ceti e corporazioni, è cresciuto un associazionismo tanto contadino che proprietario dai tratti talora originali, oltre che vigoroso e continuo nel tempo, specie dopo la riforma agraria del 1950, di cui proprio il Fucino è stato l’epicentro. Spiccate peculiarità hanno focalizzato sul Fucino attenzioni di tipo prettamente economico: per tecniche colturali, ordinamenti agrari, assetti gestionali, fino allo straordinario distretto ortofrutticolo e agroindustriale di oggi. Nelle sue forme di produzione e di organizzazione si esprimevano – come accade tuttora – modalità imprenditoriali il cui significato andava ben oltre l’ambito regionale e l’orizzonte familiare di un potente casato romano. Vi si riflettevano, con forte impatto sulle strategie generali, equilibri del mercato interno ed estero, indirizzi governativi, umori e orientamenti di classi e ceti sociali. Il Fucino consente pertanto di ragionare ancora su una serie di nodi tematici – nobiltà/borghesia, economia/contesto, centro/periferia, Stato/mercato – che da sempre impegnano le riflessioni della migliore storiografia meridionalistica e nazionale.

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EBOOK   9788868437404

Mezzogiorno tra identità e storia: Catastrofi, retoriche, luoghi comuni. E-book. Formato EPUB Costantino Felice   -  Donzelli Editore, 2017  - 

«Come suole dirsi della disgrazia per un individuo, così della catastrofe per una comunità: è allora che se ne disvela la vera tempra umana. Questo adagio sembra trovare ampio riscontro con lo spaventoso terremoto che ha colpito L’Aquila nel 2009. È quanto di solito accade di fronte a ogni sventura, che si tratti di scuotimenti tellurici o di guerre. Ma non si era mai assistito, nel sistema mediatico su scala globale, a un’esplosione così enfatica e insistita di stereotipi identitari». È di fronte a catastrofi come la guerra e i terremoti che massimamente esplodono le retoriche identitarie. L’Abruzzo e il Molise, con le loro peculiarità storiche, ne forniscono lo scenario più spettacolare e rappresentativo. Soprattutto con il sisma aquilano del l’aprile 2009 la loro notorietà si proietta su scala globale. Ma con quale immagine? Quali le trame narrative – il discorso pubblico – che vi hanno intessuto sopra il potere politico e il sistema mediatico? Non si era mai assistito, né qui né altrove, a un’enfatizzazione così insistita di certi stereotipi: non solo lo stucchevole «Abruzzo forte e gentile», ma anche il «pastore» dannunziano e il «cafone» di Silone e Jovine. Nel corso dei secoli una natura particolarmente aspra e ostile ha indotto queste regioni, come il Sud Italia in genere, a declinare la loro storia in base ai difficili processi d’interazione tra uomo e ambiente, nel quadro complessivo dei mutamenti che nel tempo hanno investito la penisola italiana e il Mediterraneo nel suo insieme. Ma in che misura l’imponente geografia dei luoghi e le dinamiche economico-sociali che ne sono derivate hanno forgiato il carattere degli abitanti, condizionandone scelte e comportamenti? Se ne possono desumere specifiche identità? L’autore ripercorre criticamente le principali tappe del lungo e tormentato dibattito intorno a un nodo cruciale: i presunti tratti identitari di una comunità quale retaggio dei quadri ambientali e delle sedimentazioni culturali. E lo fa con un approccio interdisciplinare che, evidenziando la complessità e le insidie di proiezioni idealtipiche maturate per lo più sui terreni della letteratura e del folklore, mette a nudo banalizzazioni e luoghi comuni, in un confronto serrato con le vicissitudini non sempre esaltanti della storiografia contemporanea.

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