Daniela Montanari eBooks
eBooks di Daniela Montanari di Formato Mobipocket
L'innocenza degli alberi. E-book. Formato Mobipocket Daniela Montanari - Temperino Rosso Edizioni, 2015 -
Viaggiare, riflettere sul senso della nostra esistenza. Protagonisti gli alberi. Da loro l'autrice attinge forza, eleganza, ma pure coraggio e distacco. Nell'osservare un giardino, un vivaio, un bosco, ecco apparire o scomparire l'amicizia, l'amore, il dolore, per giungere sino al cospetto di Sua Maestà: la salute. Un romanzo in cui invenzione e vissuto personale si confondono, aprendo la porta al lettore, il quale con la sua immaginazione può far nascere in sé, assieme all'innocenza degli alberi, il variegato mondo delle proprie emozioni.
Prima che c'incontrassimo. E-book. Formato Mobipocket Daniela Montanari - Temperino Rosso Edizioni, 2015 -
"I déjà-vu sono ricordi di altre vite? E soprattutto, è possibile aver già vissuto prima di nascere? Una donna eterea dalle sembianze normali, fiduciosa del fatto che rivivendo situazioni di vite passate possa giovare al suo futuro ma soprattutto al suo presente, prende parte a un seminario del famoso psichiatria Brian Weiss. Chi ha incontrato e incontrerà sempre? Chi non potrà più incontrare? Interrogativi, perplessità, questioni, dubbi, che permettono di creare nel lettore quelle domande che vanno all'essenza del vivere, al significato più nascosto e misterioso della vita stessa, e del come viverla nella sua autenticità."
Sono una di loro. E-book. Formato Mobipocket Daniela Montanari - Edizioni Del Faro, 2017 -
Una narrazione che ha inizio ai tempi di Garibaldi, passando per la bonifica dell’Agro-Pontino fino ai giorni nostri. Cosa hanno in comune i personaggi? Sono tutti Montanari. Un cognome, un’assonanza, una stirpe. Il racconto fa rivivere molti sillogismi dialettali della terra d’origine, Ferrara, ed è nella forza dell’idioma che si cela l’autenticità della storia. Il dialetto non sempre è sinonimo di ignoranza o povertà ma diventa, nella sua accezione, la ricerca di come veniva intesa la vita prima; di quali valori avevano una stretta di mano, la puntualità, oppure offrire un piatto di minestra. Camminando affiancati tra la modernità e ciò che è già stato, si assiste a una partenza, per quella Terra Promessa, in cerca di fortuna e pane. Attraverso la storia dei coloni che hanno abbandonato le loro terre, si ripercorre l’edificazione di quell’opera immane che gli uomini e le donne insieme hanno permesso, in così pochi anni. Nella storia di ogni famiglia, così come in quella dei Montanari, c’è un qualcosa che da sempre si tramanda di padre in figlio, vita dopo vita, e che finalmente – a un certo punto – colma e sazia, ristora e disseta, illude ed eleva: il dono.La domanda viene ufficialmente accolta e quel timbro pone fine alle titubanze. In una penombra che trasuda presagio, un po’ come fosse quell’ultima cena, riuniti attorno al tavolo della spaziosa e modesta cucina, il papà Luigi, senza nemmeno toccare la mezza patata che ha nel piatto, prega: Alora, ragazit, sa fegna? A n’aven gnent da magnar, pero aven al brazz fortj. Nu a se? onesti, con dal curagg e dla voja ad far: andegna tutt’i assiem a star a Roma? (Allora, ragazzi miei, che si fa? Non abbiamo da mangiare, però abbiamo le braccia forti e siamo onesti, coraggiosi e con la voglia di fare: andiamo tutti insieme a vivere nei pressi di Roma?). Stazione di Ferrara, dicembre 1933: papà Luigi, mamma Argia assieme ai figli Giovanni, Vittorio, Pasquino, Nevio e Gina. Le note di quella banda che dovrebbe galvanizzare in realtà fanno scendere le ultime lacrime fino a bagnare la terra che stanno per lasciare.