Delia Benco eBooks
eBooks di Delia Benco di Formato Epub
Ieri. E-book. Formato EPUB Delia Benco - Decima Musa Edizioni, 2024 -
La fotografia che mi sta dinanzi sembrerebbe fatta di recente, tanto bene si è conservata sotto vetro, nella larga cornice nera. Ma è proprio la sua verniciatura fuori moda che la fa retrocedere nel tempo, assegnandole l’età che non dimostra. Rappresenta due bimbi: fratello e sorella che si tengono per mano, appoggiando i gomiti sopra una ringhiera.Luminosi occhi di cerbiatta ha la bimba, il naso breve, la bocca a labbra sottili, salienti come due ali, un fiume di capelli che allaga tutto lo sfondo, e le si rovescia sulla spalla un po’ alta. Il vestitino è grigio, chiuso al collo e ai polsi. Tiene una mano afferrata alla ringhiera, l’altra sottomessa, vibrante come gli occhi, nella mano del fratello che vi preme su il pollice: vestito di nero, con cravatta incrociata sotto il mento gracile. Due pozzette gli stirano in giù la bocca, e tutta la luce gli si adagia sulla fronte.Si chiamano Tita e Tito.
Ieri. E-book. Formato EPUB Delia Benco - E-Text, 2024 -
Novella autobiografica che può essere vista come “romanzo di formazione” permeato di amara disillusione. Si snoda dall’infanzia di fratello e sorella sulla quale incombe la tragedia familiare della morte della madre; infanzia scandita dai colpi incessanti di tosse. Prosegue con la invadente presenza della nuova compagna del padre e la nuova tragedia della morte del neonato fratellastro.
Creature. E-book. Formato EPUB Delia Benco - Decima Musa Edizioni, 2024 -
Dopo la benedizione, ogni domenica, la vecchia Barbara riscalda sulle ceneri una pignattella di caffè, che sorbe in piedi nella cucina non sua, dove frignano e chiassano una mezza dozzina di bimbi; e anziché salire la scala per raggiungere la sua stanza attigua al fienile, sguscia dalla porta come un’ombra, tanto è piccola e magra, e va a trovare mamma Rigoc: mezz’ora di salita tra campi di patate e di segala.Di solito, le due vecchie siedono sulla panchina a ridosso della casa piantata solidamente nel cuore dell’orto, a due piani sormontati da un’altana, con un portale che fa un gran buco nella facciata.Ci vuole proprio che il freddo scivoli dentro i fazzoletti annodati sulle due teste e vinca il grosso frustagno delle giacche e lo spessore delle tante gonne sovrapposte, per deciderle a rifugiarsi vicino al focolaio su cui i fascetti umidi borbottano e scoppiettano finché riescono a curiosare, allungando lingue di fuoco, nel mistero fuligginoso della cappa.Mamma Rigoc è parca di parole; poiché a voler gettare fuori tutto il veleno che accumula in settimana, sarebbe un guastarsi anche la domenica in cui può tenere le mani in croce. Del resto, usa vuotarsi l’anima nel momento buono, dove capita, e sul muso di chiunque: che per dire il fatto proprio non si ha da avere soggezione.Bella novità raccontare che la nuora poltrisce nel far merletti, nell’aggiustare nastri sulle cuffie e nel lucidarsi le unghie come le maniglie, quando son cose che le sanno tutti.