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eBooks di Emanuela Medoro di Formato Mobipocket
Mario Fratti fra italiano e ingleseLaboratorio linguistico. E-book. Formato Mobipocket Emanuela Medoro - Rea Multimedia, 2015 -
Mario Fratti, professore emerito di letteratura italiana presso l’Hunter College, è un drammaturgo e critico teatrale di fama internazionale. Autore di oltre ottanta opere per il teatro, commedie e drammi, tradotte in una ventina di lingue e rappresentate in seicento teatri di tutto il mondo, è meglio conosciuto per il suo musical Nine (ispirato dal famoso film di Fellini, 8 e mezzo), che nella sua produzione originale del 1982 e in quelle successive ha vinto numerosi premi, tra cui 7 Tony Award, che per il teatro è come l’oscar per il cinema. Mario Fratti è nato a L’Aquila, il 5 luglio 1927. Vive a New York dal 1963. Oltre ai suoi scritti drammaturgici, di recente Fratti ha pubblicato il romanzo “Diario proibito”, ambientato nella sua città natale, e la silloge poetica “Volti”. Scrive note di critica teatrale per America Oggi, il più diffuso quotidiano italiano negli Stati Uniti, e per nove giornali europei.
Dopo il sisma. Cronache da L'Aquila: 6 aprile 2009 - 2014. E-book. Formato Mobipocket Emanuela Medoro - Rea Multimedia, 2014 -
Leggere le riflessioni di Emanuela Medoro è come muoversi rapidamente in una pinacoteca, fermarsi e poi fare un passo indietro per mettere a fuoco un dipinto osservato troppo in fretta, e dei particolari dai significati troppo profondi per essere compresi a prima vista.Un pittore non ha bisogno di gridare per far sentire forte la sua voce, lo fanno le sue immagini con i colori, le sfumare dei tratti, le infinite letture che sa dare ai suoi personaggi, ai paesaggi, alle nature morte.Gli scritti su L’Aquila hanno la raffinatezza e l’eleganza dei dipinti del cinquecento, meno sacri di quelli medievali, meno opulenti di quelli del barocco.Nelle sue immagini sono raffigurate in secondo piano volgarità come le false aspettative, i padroni dell’informazione, gli interessati incoraggiamenti alla ricostruzione.E a differenza dei molti che raccontano forzatamente la sciagura come una opportunità di rinnovamento, si invita all’ascolto di ciò che le macerie hanno da raccontare, da insegnare, da tramandare: un monito intriso di dolcezza, un monito imponente che viene prima di ogni scelta innovativa per la ricostruzione, capace di destare le coscienze indifferenti perfino di fronte a quelle scellerate rotaie metropolitane che stavano per flagellare una schiena così fiera da non inchinarsi neanche di fronte alle truppe di occupazione.