Eraldo Pecci eBooks

eBooks di Eraldo Pecci di Formato Pdf

EBOOK   9788858675830

Il Toro non può perdere. La magica stagione '75-'76. E-book. Formato PDF Eraldo Pecci   -  Bur Biblioteca Univ. Rizzoli, 2014  - 

Un'alchimia magica, quella nata tra il Toro ed Eraldo Pecci: la sua storia coincide con la stagione della rinascita per i granata, che tornavano finalmente a vincere dopo la tragedia di Superga, dove il Grande Torino aveva perso i suoi Invincibili, conquistatori di cinque titoli consecutivi tra 1943 e 1949. Pecci era un giovane centrocampista di belle speranze appena arrivato dal Bologna: calciatore dalla fisicità atipica, tanto che i compagni lo chiamavano Barattolo, baciato da uno spirito romagnolo ironico e allegro, con i piedi ci sapeva fare parecchio. Insieme ai fuoriclasse di quel tempo, Ciccio Graziani, Paolo Pulici, Renato Zaccarelli, Claudio Sala, l'allenatore Gigi Radice e tutti gli altri, ha costruito il gioco fantasioso e intelligente che ha condotto il Toro fino all'entusiasmante conquista dello scudetto nel campionato '75-76. In questo memoir, in bilico tra nostalgia e ironia, Pecci racconta scherzi e scaramanzie di squadra esilaranti e commoventi, aneddoti irresistibili dentro e fuori del campo, in un ritratto privato dei protagonisti di un calcio d'altri tempi, umano, leale, poetico.

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EBOOK   9788858644966

Il Toro non può perdere. La magica stagione '75-'76. E-book. Formato PDF Eraldo Pecci   -  Rizzoli, 2013  - 

Castellini, Santin, Salvadori, Patrizio Sala, Mozzini, Caporale, Claudio Sala, Pecci, Graziani, Zaccarelli, Pulici. I tifosi del Toro snocciolano questa formazione come un rosario, come un mantra propiziatorio da ripetersi a mezza voce davanti a una prova difficile, come una di quelle canzoncine che impari da bambino e che quindi amerai per sempre. Il 16 maggio 1976, mentre la gioia dei sessantacinquemila cuori granata dilaga sugli spalti del Comunale e l'allenatore Radice cerca disperatamente nella folla il suo portiere e il suo stopper per chiedere loro come abbiano fatto a prendere quell'autogol assurdo, il Toro vince il suo settimo Scudetto, il primo dopo la tragedia di Superga che si è portata via la squadra capace di vincere cinque titoli consecutivi tra 1943 e 1949. Uno dei motori di centrocampo di quella squadra è un giovane di belle speranze. Si chiama Eraldo Pecci e arriva a Torino dal "suo" Bologna che, per la verità, lascia abbastanza controvoglia: non è bello scoprire di essere stato ceduto ascoltando il telegiornale da una finestra aperta, ancora meno se lo scopri la stessa sera in cui fai un'improvvisata alla tua ragazza e la becchi che balla stretta a qualcun altro. Al Toro, però, Eraldo trova un gruppo di fuoriclasse del pallone e dello scherzo, ragazzi terribili che hanno voglia di scrivere la storia in campo e divertirsi fuori... In Il Toro non può perdere Pecci ricostruisce l'alchimia irripetibile nata in quella squadra, i gol, i riti scaramantici, gli episodi esilaranti. Ma tratteggia anche la Torino dell'epoca, una città in cui c'erano ancora la nebbia e la voglia di trovarsi la sera al tavolone di un ristorante fianco a fianco con degli sconosciuti, il calciatore accanto all'operaio. E, sempre in equilibrio tra ironia e una nostalgia lieve per il calcio che fu, scrive un libro dedicato non solo ai tifosi del Toro ma a tutti quelli che, almeno una volta nella vita, hanno pianto di gioia o di dolore per un pallone che finisce in fondo alla rete.

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