Ermanno Rea eBooks

eBooks di Ermanno Rea di Formato Pdf

EBOOK   9788809999572

La comunista. Due storie napoletane. E-book. Formato PDF Ermanno Rea   -  Giunti, 2013  - 

Napoli e la sua gente, il presente e il passato di una città e di un’intera nazione affamate di speranza e di futuro. Ermanno Rea torna con La comunista sui suoi passi, torna a Mistero napoletano, ma il personaggio che ci presenta non è più, come in quel vecchio romanzo, una donna in carne e ossa, bensì il suo fantasma, una creatura evanescente anche se, a momenti, terribilmente reale, capace di parlare, sorridere, piangere, come quando era viva e colmava ogni possibile vuoto con la sua incontenibile esuberanza. Anche adesso, benché fantasma, Francesca riempie di sé la scena del racconto, svelando pian piano la ragione del suo «ritorno» a Napoli. Testimone e messaggera, questa presunta donna-scandalo allude a una resurrezione ancora possibile della città, che può essere salvata – ella dice – soltanto dall’utopia, da un pensiero folle, da una passione, dalla capacità collettiva di credere nell’impossibile. Una narrazione non soltanto di grande tensione emotiva, ma aperta alla speranza e alla fiducia nel genio creativo degli abitanti del pianeta «Mezzogiorno». E che si tinge anche di altri colori e riflessioni intorno alla vecchiaia, all’amore, alle macerie della politica e al potere sempre vivificante dell’amicizia e a quello necessario della memoria. Anche L’occhio del Vesuvio è una storia che ha, a sua volta, i colori e lo spessore dell’allucinazione. La trama è lineare, benché sovrastata dalla presenza minacciosa del Vesuvio, trasformato esso stesso in attore, personaggio neppure troppo secondario della vicenda. Distruggerà Napoli? La domanda è ripetutamente evocata, soprattutto dal co-protagonista del racconto, il grecista Lucio Ammenda, insaziabile e disordinato collezionista di libri, parte dei quali dedicati proprio al «formidabil monte» e ai suoi misteri. Ma a differenza del giovane polacco Tadeusz, deputato a costruire una degna biblioteca (di stile settecentesco) per questo sterminato patrimonio libresco, il professor Ammenda non teme tanto il rischio di un’eruzione quanto le conseguenze dell’accidia dei suoi concittadini e dell’inetta classe dirigente. Due racconti esemplari in cui l’autore, fedele ai suoi temi più cari, con sguardo acuto e fermo scruta il nostro presente e lo fotografa, lo mette a nudo sulla pagina in uno stile terso e pulito, «perfetto».

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EBOOK   9788858606926

Rosso Napoli. Trilogia dei ritorni e degli addii. Mistero napoletano-La dimissione-Napoli ferrovia. E-book. Formato PDF Ermanno Rea   -  Bur, 2010  - 

Rosso Napoli si può leggere come un racconto in tre tappe che si snoda lungo mezzo secolo: gli anni Cinquanta di Mistero napoletano e l'indagine su un suicidio, che a poco a poco si trasforma nel processo a un partito, il Pci, e a un'intera classe politica. Quarant'anni dopo è la dismissione dell'Ilva di Bagnoli a raccontare la fine del sogno operaio e di un'illusione di riscatto. E nella città slabbrata e contemporanea di Napoli Ferrovia, solo il quartiere più disperato può restituire un volto e un'identità ai protagonisti. Tre libri maturati in momenti diversi; più che una trilogia, come scrive l'autore, "un unico fluviale romanzo basato su tre storie di donne. Tutte belle. Tutte dannate. Tutte specchio di quella Napoli che forgiò i loro rispettivi destini a immagine e somiglianza del proprio".

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EBOOK   9788858808788

1960. Io reporter. E-book. Formato PDF Ermanno Rea   -  Feltrinelli Editore, 2012  - 

"La fotografia è stata per me una grande passione, breve ma intensa; la Leica, il mio salvagente in una stagione di disillusione politica. Era la fine degli anni cinquanta, non esisteva scollamento, allora, tra pubblico e privato: i dubbi, le contraddizioni, le domande senza risposta su quel che restava del sogno comunista segnarono la nostra generazione. In me, poco più che trentenne, il segno fu tanto profondo da spingermi a lasciare non soltanto la redazione di “Vie Nuove” (il settimanale del Pci per il quale scrivevo dopo l’esperienza all’“Unità”) ma addirittura il giornalismo, nella convinzione che continuare a praticarlo avrebbe voluto dire tradire le mie idee e trasformarmi da militante comunista nel suo opposto. Preferii partire alla volta di Berlino e trasformarmi in fotografo giramondo. Per cinque anni non feci altro che viaggiare spiando i volti delle persone nei paesi più lontani. Poi i tempi cambiarono, e con essi, un po’ alla volta, anche le mie decisioni."

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