Franco Arminio eBooks
eBooks di Franco Arminio di Formato Mobipocket
Si occupa anche di documentari e fotografia. Come paesologo scrive da anni sui giornali e in Rete a difesa dei piccoli paesi. Attualmente è il referente tecnico del Progetto Pilota della Montagna Materana nell’ambito della Strategia Nazionale per le Aree Interne. Ha ideato e porta avanti La casa della paesologia a Trevico e il festival “La luna e i calanchi” ad Aliano.
Il suo indirizzo email è: [email protected]
Oratorio bizantino. E-book. Formato Mobipocket Franco Arminio - Ediesse, 2012 -
In questo nuovo libro, Arminio raccoglie i suoi scritti più liricamente civili, usando la parola nel tentativo di salvare un pezzo di mondo. E anche se il suo baricentro antropologico è quello di Bisaccia, l'autore non parla solo di Irpinia, di Sud o dell'Italia intera: la visione è globale, occidentale, nell'intreccio tra cultura contadina, modernità e villaggio tecnologico, la visione di un capitalismo che "a furia di espandersi è diventato piccolissimo". Sovversivo mite della parola e del pensiero, Arminio lancia un j'accuse virulento contro i politici narcisi e ciechi, specchio sensibile di un declino sociale e morale, ma con la speranza e il sogno di un nuovo umanesimo, fatto di comunità "che vadano oltre il profilo dei singoli campanili e dei singoli comuni".
Manifesto della terza medicina. E-book. Formato Mobipocket Franco Arminio - Animamundi Edizioni, 2020 -
«La modernità in medicina ha contribuito ad allungare di molto la vita media, ma molti sono insoddisfatti e cercano riparo in antichi rimedi. Assistiamo al ritorno dell’arcaico anche nel trattamento delle malattie. È evidente che una grave depressione può essere pericolosa senza l’uso di farmaci, ma è anche evidente che consigliare lunghe camminate può essere di grande aiuto per una persona depressa. Spesso si accusa la medicina allopatica di essere troppo positivista, di considerare il corpo come un contenitore di organi disgiunti l’uno con l’altro, di lavorare sulla lesione, di essere poco attenta al fondo magico in cui siamo bagnati. A queste accuse la medicina risponde accusando le terapie alternative di non aver basi scientifiche e di essere in grado di guarire solo malattie che guarirebbero da sole. Allora la questione è l’impazienza. E anche l’idea che abbiamo della malattia. L’ansia può essere spenta con gli ansiolitici, ma può essere vista come un integratore di vivacità intellettuale. Il sintomo nevrotico può essere consegnato allo psicoanalista, ma può essere anche usato come strumento di conoscenza. Noi non dobbiamo mai dimenticare che siamo corpo, dunque natura, ma siamo anche mondo interno, fantasma, fantasia incessante su noi stessi e sugli altri. Forse la prima medicina è proprio la lingua, forse l’ospedale che manca è l’ospedale della lingua. Le persone si ammalano quando reprimono le loro emozioni, quando non riescono a dare una forma linguistica a quello che sentono. E allora poesia e canto sono sicuramente da aggiungere ad agopuntura, reiki, digitopressione, feng shui, ayurveda, medicine dei vecchi indiani d’America, omeopatia, fiori di Bach, ecc. E allora i segnatori, gli omeopati, gli osteopati, i massaggiatori, gli erboristi, tutta la schiera dei guaritori dovrebbe accogliere nel proprio alveo anche i poeti e i suonatori.» (Franco Arminio)