Friedrich Glauser eBooks
eBooks di Friedrich Glauser di Formato Mobipocket
Morfina. E-book. Formato Mobipocket Friedrich Glauser - Sem Edizioni, 2014 -
Friedrich Glauser (1896-1938), autore “maledetto”, succube della morfina, è vissuto tra un ricovero in cliniche psichiatriche e carcere, tra una disintossicazione e l’altra. Bisogna partire da qui se si vuole apprezzare questo libro. Ciò che racconta sono i capitoli di un viaggio. Il percorso di una vita disperata. Glauser è alla ricerca di sé. Non trovandosi si offre alla droga. Senza rimpianti, né autocommiserazione. Il suo è un viaggio di cui conosce le tappe. Sono una ventina i frammenti della sua vita illustrati in queste pagine. Sono scritti come se ne fosse testimone e non protagonista. Un film a episodi commentato da uno spettatore. Non c’è un ordine cronologico. Si va dal rapporto con le droghe al liceo, frequentato al Collège de Genève e da cui fu espulso, oltre che per i pessimi voti, per aver scritto un articolo che massacrava le velleità letterarie di un professore; dalla clinica psichiatrica di Burghölzli, a Zurigo, in cui fu a lungo ricoverato, al periodo vissuto nella Legione straniera, sino al soggiorno a Nervi, in Liguria, dove muore il giorno prima delle sue nozze.
I legionari. E-book. Formato Mobipocket Friedrich Glauser - Sem, 2013 -
I legionari? Una brutta razza. Fatta di ladri, assassini, stupratori e millantatori, molti millantatori. Millantano un passato che non esiste, per darsi un ruolo, un ruolo che non esiste. Perché cambia giorno dopo giorno, sotto il sole d’Africa. Sono uomini, con tutti i difetti degli uomini e nessun pregio, nemmeno quello dell’amicizia. In questo libro ci sono storie di individui che vogliono sopravvivere. Soprattutto ai loro difetti. Individui che corrompono e si lasciano corrompere, uccidono e si lasciano uccidere. Tradiscono e si lasciano tradire. Nessuno è da medaglia. Condividono poco. Qualche puttana, una borraccia di vino, storie inventate nelle notti di luna piena. Poi sono soli. Ed è la solitudine, non la paura di morire in una terra che non è la loro, che li spinge uno nelle braccia dell’altro o nelle braccia di donne che barattano affetto con un pugno di riso.