Gian Lorenzo Zichi eBooks
eBooks di Gian Lorenzo Zichi di Formato Mobipocket
L'OSCE: la tutela della sicurezza europea. E-book. Formato Mobipocket Gian Lorenzo Zichi - Publisher S20109, 2015 -
Guerra civile in Ucraina, Piazza Maidan, invasione della Crimea da parte della Russia, sanzioni economiche da parte dell’Occidente contro Mosca, mobilitazione della NATO, nuova Guerra Fredda tra Stati Uniti d’America e la Federazione Russa: sono questi alcuni dei temi che da quasi due anni compaiono nelle sezioni esteri dei media nazionali ed internazionali quando si parla di Russia. Si ha l’impressione che realmente si ripeta l’antico adagio che recita: la storia si ripete. Sembra si sia ripiombati in quel clima di ostilità e diffidenza che caratterizzarono per circa mezzo secolo le relazioni diplomatiche tra l’Ovest e l’Est del mondo. Ma, la storia, non si ripropone in modo pedissequo. Lo scopo principale di questo libro è avvicinare il lettore ad aspetti meno noti della storia delle relazioni diplomatiche tra Est ed Ovest; una storia non solamente caratterizzata da astio e incomunicabilità, ma che ha vissuto fasi di reciproca collaborazione e cooperazione pacifica. Uno dei simboli di questa epoca di distensione dei rapporti, avvenuta a metà degli anni Settanta del XX secolo è la “Conferenza sulla Sicurezze e la Cooperazione in Europa” ( CSCE), che ebbe luogo nel 1975 e che caratterizzò il punto massimo della Detente. Essa rappresentò un forum unico nel suo genere, in quanto radunò al suo interno i protagonisti più rilevanti dei due Blocchi contrapposti e rese possibile una cooperazione su alcuni temi condensati attorno ai cosiddetti “3 cesti”: quello della sicurezza politico-militare; quello dell’economia e dell’ ambiente; e quello dei diritti umani. La Conferenza, per particolarità istituzionale ed organizzativa (essa non venne pensata come un unicum, ma con dei Follow Up biennali che sarebbero succeduti alla conferenza stessa) rappresentò un forum cruciale per le relazioni internazionali europee dagli anni’70 sino agli anni ’80, contribuendo con la sua azione alla conclusione stessa della Guerra Fredda. Il riconoscimento di quanto sia stata centrale l’azione della CSCE e di quanto ancora si ritenesse fondamentale il suo intervento, sono le motivazioni che sottintesero alla decisione, presa nel dicembre del 1994, di trasformare la Conferenza nella “Organizzazione sulla Sicurezza e Cooperazione in Europa” ( OSCE). Ripercorrendo le origini e la storia della CSCE/OSCE si può scorgere come in passato anche in un periodo così complicato e teso come quello della Guerra Fredda, Usa ed Urss sono riusciti a parlarsi; ed ancora oggi il monito che l’OSCE lancia è quello di non lasciar prevaricare la diffidenza, l’intransigenza e l’arroccamento all’interno di nazionalismi asfittici e sordi, ma che il dialogo è possibile oggi come lo è stato in passato.
La tragedia del sottomarino K-141 Kursk, seconda edizione. E-book. Formato Mobipocket Gian Lorenzo Zichi - Publisher S20109, 2018 -
Sabato 12 agosto 2000. Mare di Barents. Alle 11:28 una forte esplosione, registrata sin dai sismografi norvegesi e inglesi, scuote le fredde acque a largo della penisola di Kola, a circa 85 miglia dal porto di Murmansk, nella Russia nord occidentale . In quel preciso momento il destino del sottomarino nucleare K-141 Kursk – l’unità d’attacco subacquea più grande al mondo e fiore ad occhiello della Marina russa – così come quello dei 118 marinai a bordo era segnato: l’unità si inabissò nelle scure acque adagiandosi a circa cento metri di profondità. Non vi saranno sopravvissuti. A quasi vent’anni di distanza da quello che rappresenta uno dei maggiori disastri navali militari occorsi in tempo di pace, il ricordo continua a restare impresso nelle menti e nei cuori delle 118 famiglie che quel tragico giorno hanno perso un marito, un padre o un figlio, assieme ai contorni sfumati di una vicenda che continua ad essere per certi versi ancora oscura. L’affondamento del Kursk pone infatti interrogativi tecnici che chiamano in causa il grave stato di arretratezza nel quale versava la Marina militare russa, erede di una flotta sovietica elefantiaca nelle dimensioni, ed oramai decadente ed obsoleta; ma che suggerisce anche una riflessione di tipo politico più articolata, configurandosi quale primo scenario di crisi per l’allora Vladimir Putin, eletto per la prima volta appena da tre mesi quale neo presidente della Federazione Russa . Qualsiasi proposta di ricostruzione si è dovuta sino ad ora scontrare con la complessità degli eventi ed i numerosi risvolti poco chiari. Tale incertezza e nella narrazione e come realmente si svolsero i fatti permane tutt’oggi (2018) anche perché continua ad essere parziale e incompleto l’accesso alle fonti primarie e ai documenti che risultano ancora classificati e non accessibili, dal momento che sin da subito la vicenda è stata definita dal governo russo segreto di stato. Altrettanto deludente risulta la ricerca di materiale primario presso i paesi occidentali, con alcuni documenti accessibili che alludono all’incidente ma non entrano nel merito. Per un riscontro maggiore dalle fonti si dovrà dunque attendere almeno sino al 2030, ossia quando sarà trascorso il vincolo trentennale della segretezza dei documenti ed al Cremlino spetterà la decisione se prorogare la riservatezza degli stessi oppure autorizzarne una quantomeno parziale fruibilità pubblica . In merito, la speranza che un accesso ai documenti possa avvenire in tempi ancora più brevi è stata ventilata nel giugno 2017 da Igor Permyakov, direttore degli Archivi del Ministero della Difesa russi che ha dichiarato che «Fifteen years have passed since this tragedy, but a government may decide to establish a commission earlier». Tuttavia, dopo più di un anno, tale annuncio non ha avuto alcun seguito . Alla luce dei limiti che affliggono qualsivoglia ricostruzione della vicenda e per non prestare il fianco a ipotesi che certamente possono destare maggiormente la fantasia di chi legge, ma che hanno scarso riscontro nei documenti disponibili, l’obiettivo del presente saggio è quello di presentare al lettore una narrazione quanto più possibile completa e dettagliata degli eventi che accaddero in quell’agosto del 2000, inserendo la vicenda nello scenario politico interno ed internazionale nella quale venne a inserissi, e sui molteplici risvolti e conseguenze che l’affondamento del Kursk ebbe per la nuova Russia di Putin all’alba del XXI secolo.