Gianni Pittella eBooks
eBooks di Gianni Pittella di Formato Epub
Il più bello dei mari è quello che non navigammo: Per una politica autentica e appassionata. E-book. Formato EPUB Gianni Pittella - Rubbettino Editore, 2018 -
La passione politica di Gianni Pittella viene da lontano. Da quando ancora ragazzino saliva su una sedia di vimini per convincere le folle a votare a sinistra. E non è mai venuta meno. Dopo gli anni all’università, ha iniziato un percorso politico in continua ascesa, che dalla Regione Basilicata lo ha portato prima alla Camera dei Deputati e poi a ricoprire ruoli importanti al Parlamento Europeo, senza mai perdere il contatto con il territorio. Una vita passata a lottare per gli ideali socialisti, per il Sud e per i Sud del Mondo. In occasione della sua elezione a Senatore della Repubblica, Pittella ripercorre i passaggi più significanti della sua vita politica e lancia la Fondazione Attua, un nuovo strumento di azionariato popolare complementare alla sua attività politica, per rafforzare i territori e per fare da catalizzatore per le tante belle idee che animano le nostre comunità.
Scusate il ritardo: Una proposta per il Mezzogiorno d'Europa. E-book. Formato EPUB Gianni Pittella - Donzelli Editore, 2016 -
«La prima cosa è un cambiamento del punto di vista. Non più un Mezzogiorno chiuso a contemplare se stesso e i suoi difetti: al contrario, una regione cruciale per gli sviluppi storici di un’area assai più vasta, di cui si colloca ben al centro. Mezzogiorno cuore d’Europa e del Mediterraneo». Si può colmare, il «ritardo» del Sud? Si possono concepire i suoi problemi in termini di concreta ricerca delle soluzioni? O si deve pensare al «divario» come a una irremissibile condanna? Dopo decenni di discussioni stanche e ripetitive, declinatesi via via in tono minore, cui ha corrisposto una sostanziale paralisi nella elaborazione di progetti e iniziative, il dibattito sulle condizioni del nostro Mezzogiorno sta assumendo auspicabilmente, in questa fase, caratteri più concreti. Alle storiche contrapposizioni tra meridionalismo classico e neomeridionalismo, o tra intervento «dall’alto» e intervento «dal basso», sembra possibile sostituire una visione di sintesi più operativa. Si tratta di indicare i filoni fondamentali di un disegno di sviluppo che riguardi quelle dotazioni economiche e civili di cui il Sud ha più che mai bisogno. Questo volume è il frutto della collaborazione tra due personalità che hanno condotto esperienze impegnative in campi diversi, ma che si sono ritrovate in una interpretazione innovativa del Mezzogiorno, della sua evoluzione e delle sue prospettive: Gianni Pittella, forte della lunga attività svolta nel Parlamento europeo, da vicepresidente di questa istituzione e ora capogruppo del Pse; e Amedeo Lepore, storico economico e meridionalista di grande competenza, ora impegnato nella Giunta regionale della Campania. Al centro del lavoro vi è l’idea di una «convergenza attiva» del Mezzogiorno nel contesto nazionale ed europeo. Una convergenza che richiede, da parte dei meridionali, sangue e passione, e soprattutto la capacità di guidare il proprio percorso di riscatto. Al governo na-zionale e alle istituzioni europee si impone d’altro canto il compito di garantire una strategia nazionale ed europea, partendo dalla consapevolezza che «se il Sud ha bisogno di buone politiche, non è meno vero che l’Italia e l’Europa hanno bisogno del Sud». Dopo avere avanzato una diagnosi complessiva della «questione», il libro propone anche un blocco di undici progetti, in grado di contribuire al disegno di una nuova frontiera meridionale. Apre il volume una prefazione di Matteo Renzi, che delinea il quadro delle strategie con cui l’attuale governo intende operare nella prospettiva di una politica nazionale per il Mezzogiorno.
A brief history of the future of the united states of Europe. E-book. Formato EPUB Gianni Pittella - Fazi Editore, 2013 -
2012 will be remembered as a turning point in the history of European integration. Somewhat reluctantly, after flirting for years with dangerous and probably unviable alternatives, Angela Merkel’s Germany seems to have made peace with the idea that that the only way to save the euro is to create a genuine European “political union”: the United States of Europe. Following Hollande’s election in France, the grip of neoliberalism and austerity on the continent is slowly but unrelentingly easing. A fiscal and monetary union cannot survive if it is not backed by a full-blown federal state capable of (partly) assuming the debts of individual nation states; of issuing eurobonds through a federal Treasury; of spearheading a radical reform of the international monetary system; and much more. Europe cannot surrender itself, and the world, to the overwhelming power of global finance: on the contrary, it should champion an international agreement to put an end to unregulated capital and financial flows. Tightly regulating financial traffic is nowadays as crucial as controlling air traffic. Moreover, Europe needs to rapidly develop an ambitious, continent-wide employment-enhancing strategy. The neoliberal policies thus pursued – based on the principle that first comes austerity, then growth – have proven to be a colossal failure. We have to go back to Keynes, who flipped the theory over: investments create savings, income and employment.