Guerrino Babbini eBooks
eBooks di Guerrino Babbini di Formato Mobipocket
Quando la fede e la lotta sono di classe. E-book. Formato Mobipocket Guerrino Babbini - Youcanprint, 2018 -
Quando, studente, non avevo nulla da dire, mi sarebbe piaciuto scrivere un libro. Quando avevo molto da dire non credevo all'utilità della scrittura, che avrebbe sottratto tempo alla lotta.Ora ho un'età che mi ributta indietro e conosco il piacere di ripercorrere con lo sguardo della memoria di volti ora nitidi, ora sbiaditi, come in un album fotografico che il tempo cancella inesorabilmente.Sono stato uomo di chiesa. Ho vestito il saio di Francesco d'Assisi. Mi accompagnavano linee diritte e precise, che spiegavano tutto.Son finito tra i cattivi delle lotte operaie.QUANDO non è un saggio, non è un memoriale e non ha altre ambizioni se non quella che, al l'ultima pagina, si abbia la certezza che questa lettura non è stata una perdita di tempo. Per me è il romanzo della mia vita così come l’ho vissuta, accompagnato da donne e uomini veri. Persone che hanno attraversato la mia vita in un lampo, altre nel tempo di stagioni ed altre ancora sono nel mio presente. E’ a questi che va un pensiero di gratitudine per essermi stati vicini. Ho suscitato aspettative. Ciascuno ha sentito questo libro anche suo, le lotte erano condivise. Ma è impossibile comunicare tutto. Vi dico che il mio racconto è un sasso gettato nello stagno, che scompiglia acqua, fango e rane .La prossima pietra, a chi tocca? Se ho scritto io possiamo scrivere tutti, Tina e altri ci aiuteranno con le correzioni.
Le sinistre hanno l'elastico. E-book. Formato Mobipocket Guerrino Babbini - Youcanprint, 2014 -
Si scrive sempre lo stesso libro. Questo ha il pregio di essere un libro bastardo, incrocio tra saggio e narrativa, che vuol ricostruire una risaia. Si vuol parlare della comunicazione. Si vuol raccontare le difficoltà che si incontrano nel comunicare tra generazioni, tra generi, tra i compagni. Il racconto è esente da fantasia, eccetto piccole porzioni, quando si auspica il cambiamento. Senza fantasia non sarebbero possibili le religioni e neanche il marxismo, che partano da presupposti scientifici e si perdono in ipotesi.I Balanta, etnia meravigliosa dell'Africa tropicale, non conoscono l'aggettivo "vecchio". Gli anziani sono /lante n'dan/, uomini grandi. Più sei in là con gli anni e più sei grande.Da noi tentano di emarginarti verso i cinquant'anni buttandoti fuori dal lavoro. Se il lavoro non lo hai mai trovato, non sei mai esistito. Chi invece con la politica o con i soldi o l'arte diventa un personaggio è più vivo degli altri.Le coordinate di questo libro:Quando: i primi anni del terzo millennioDove: sudovest a sinistra
Quello che le donne raccontano. E-book. Formato Mobipocket Guerrino Babbini - Youcanprint, 2013 -
“Quello che le donne raccontano”. Un libro che ha velleità di testimonianza e vuole essere strumento per riflettere, attraverso le storie raccolte, sul sofferto cammino verso l’ emancipazione del mondo femminile. Testimonianze toccanti raccolte dai racconti di Noemi che attraversa il secolo breve e racconta la povertà della sua infanzia e giovinezza, il lavoro di mondina e molti altri. Così come l'esperienza operaia di Vilma che documenta la trasformazione delle attività produttive industriali, con la coscienza che il valore del lavoro delle donne in fabbrica ha una valenza molto articolata. La storia di Rosaria nata in Puglia, sposa a 14 anni, che vive l’emigrazione e diventa operaia a 36 anni. Con con i suoi due bimbi si presenta alla Singer di Leinì e vivrà la lotte operaie e la cassa integrazione. Stessa storia per Graziella che parte da Caorle in Veneto e viene assunta nel 1973 in fabbrica e ricorda che, per comunicare con il marito, per seguire i bambini facevano turni di lavoro alternati, doveva scrivere bigliettini. Testimonianza vera, intensa quella di Filomena nata a San Giuseppe Vesuviano in una famiglia di sette figli. Lei impara a cucire su una macchina Singer e poi emigrata Torino con suo marito, che ha trovato lavoro alla FIAT, entra in Singer negli anni ’70 e diventa delegata. Così la storia di Agnese che ricorda la sua esperienza di emigrata dell’entroterra veneto perché stanca a 17 anni di mangiar polenta. Insomma piccole microstorie che danno valore alla macro storia del nostro Paese. Come ricordo con un bel proverbio africano: “Quello che non viene raccontato è perso”. Perdere queste storie sarebbe perdere la conoscenza di una parte importante della storia dell'umanità, che nel cammino delle donne pone grandi speranze.Il lungo cammino delle donne da una società patriarcale, attraverso una società maschilista e classista, verso una società in cui non ci si debba più preoccupare della disparità tra uomo e donna.Con il movimento operaio hanno attuato l'efficacia della lotta non violenta realizzando la coerenza tra mezzi di lotta e fini da perseguire. Ogni conquista fatta con la violenza, con la violenza deve essere difesa, questo manda in pensione ogni giustificazione sulla violenza.Vilma: “Penso con rammarico e nostalgia alle battaglie per un futuro più giusto. Non so quando una generazione di donne e di compagni prenderà in mano il nostro testimone, ma spero di esserci. La precarietà del lavoro porta povertà per tutti, ma più di tutti alle donne."