Hafi eBooks
eBooks di Hafi di Formato Pdf
The Divan: Written in the Fourteenth Century. E-book. Formato PDF Hafiz - Forgotten Books, 2017 -
Ashamed of the lovely face of earth's moon (the beloved), the (resplendent) sun became. Necessary to all creation is the beholding Of Thy beauty and beauteousness, Nay, an enjoined duty to all angels is the viewing Of Thy face. The sun from the f0.urth heaven is the light-borrower from Thy face, Like the seventh earth left beneath the load Of death. Ever remained dead, the soul that a sacrifice fort Him became not Cutting and shearing is worthy Of the body that, captive to Him, became not.
Poems From the Divan of Hafiz. E-book. Formato PDF Hafiz - Forgotten Books, 2017 -
From this time onward the governors of the Persian provinces seem to have given a nominal allegiance now to the Sultan of Baghdad, now to the more distant Khalif. The position of Shiraz between Baghdad and Cairo must have resembled that of Venice between Rome and Constantinople, and, like Venice, she was obedient to neither lord.
Paravion. E-book. Formato PDF Hafid Bouazza - Carbonio Editore, 2020 -
'Par Avion' è solo una scritta che indica la posta aerea. Ma per gli abitanti di un villaggio sperduto della Morea, che ricevono lettere dai compatrioti emigrati, è Paravion: una città lontana, linda e ordinata, fatta di grandi parchi e donne disinibite, dove la siccità non è che un ricordo; la terra dei sogni alla cui malìa non si può resistere. Così un giorno tutti gli uomini del villaggio partono verso l’ignoto in sella ai loro tappeti volanti, lasciando le mogli incinte. E mentre nella valle di Abqar l’unico maschio della nuova stirpe, Baba Baluk, viene iniziato alla vita e al sesso da una comunità interamente femminile, a Paravion gli uomini devono fare i conti con la disillusione verso un mondo a cui sentono di non appartenere. Tra fauni, civette, riverberi di luce, scampanii lontani, si dispiega un sogno che attraversa valli incantate e ruscelli nascosti, fino a solcare le immensità dei mari. Un romanzo ironico e suadente, come una fiaba araba colma di nostalgia, che racconta il dramma intimo di chi si sente straniero. Un’esplosione sensoriale, festa di luci e colori, che si fa beffa di una mentalità misogina e retrograda, ma anche delle contraddizioni della modernità.