Luigi Paternoster eBooks

eBooks di Luigi Paternoster di Formato Mobipocket

EBOOK   9788866613381

Il Signore del LagoPoesie. E-book. Formato Mobipocket Luigi Paternoster   -  Scrivere, 2018  - 

Il cigno, signore del lago, è protagonista simbolico di alcuni testi di questa raccolta di Luigi Paternoster, un cigno elegante, che tesse sull'acqua "una scia di seta", che scivola, che culla i suoi nati, che vola ubriaco al suo nido, che dondola a pelo d'acqua in un lago che è per il poeta-cigno culla, letto, giaciglio e anche dolore per la perdita dell’amata compagna.. E' qui che la vita può galleggiare, sospirando verso quell'amore che "ti aspetta alla riva", verso quella vita che non deve essere bevuta in un sorso, ma corre tra ricordi, sogni, speranze. Le care figure del passato ritornano vive in questo viaggio poetico, tenerezze e nostalgie le accarezzano nei versi e nei ricordi: lune sospese in cieli puliti, conchiglie di vento, sentimenti antichi e nuovi si librano nell'alto per abbracciare "la pelle del cielo", per appendersi "alle labbra del cielo". Lo sguardo che sfiora le acque sempre da esse risale in alto. I binari del tempo corrono, 80 le candeline soffiate, ma mentre il poeta dice di "annaspare la vita" fluiscono come rugiade intatte e pure le dolcezze nuove che rendono umana e ricca la vita: l'amore per la propria meravigliosa moglie, il ricordo che legge anche la morte in funzione della vita, i cari perduti che stanno negli alberi, nell'acqua, nel vento. Cornice di tutto questo mondo è il lago che culla le onde dove dondola il cigno. Ma nella bellezza dell'universo, nella brillante presenza delle creature che lo popolano c'è lo spazio per la memoria dolorosa dei piccoli offesi e violati nella loro vita bambina per i quali il poeta chiede un capello di donna per cucire gli occhi e non vedere: Aylan, il piccolo migrante annegato sulla spiaggia turca, Omran sopravvissuto al bombardamento che ha distrutto la sua casa in Siria, Amred liberato dalla cintura esplosiva...tutti e tre sono abbracciati e consolati da un Cristo che li accarezza assieme al poeta. E ancora il barbone Romeo è in viaggio per le strade del mondo, a vendere i suoi sogni, a riordinare, a cantare alle spose, a scendere le scale di cristallo in nome della libertà. E dunque, mentre al cigno cantore vogliamo augurare "buon viaggio", possiamo leggere questi versi come un dono gentile che sempre giunge inatteso a "giocare un girotondo d'amore" per noi.

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EBOOK   9788866613374

Mughetti. E-book. Formato Mobipocket Luigi Paternoster   -  Scrivere, 2017  - 

Nei “Mughetti” di Luigi Paternoster riecheggiano i temi cari al poeta, riletti e rivissuti con l’intensità che gli anni trascorsi gli riconsegnano: il paesaggio, i ricordi, il lago, le terre d’Africa, le figure dei cari scomparsi, la violenta ferocia del mondo. Tanti colori e profumi dipingono i testi, a partire dal giallo d’autunno – presagio di una fine – alle macchie di monti presto imbiancati, al cielo “azzurro d’amore”, alla terra calda, ai mughetti che profumano i boschi dei ricordi più belli. Ma affiorano anche silenzi densi, ricchi, non in assenza di suono ma in intimità di canto: “ho afferrato le piume del vento / in un silenzio infinito di parole”. A questo nulla gravido di memoria e di bellezza, dove l’usignolo “mai stanco” cuciva “bottoni di stelle”, il poeta porge la propria anima: “la notte sono rimasto in ascolto / del nulla/ con solo le stelle / come i visi dei vecchi”. E la mattina può commuoversi ancora davanti agli uccelli che si raccolgono sui fili del davanzale, un piccolo bosco canoro allineato “sul balcone del mio cuore”. E’ questo stupore che allarga il cuore a dominare i testi, a stemperare la ferocia delle azioni umane che vi trovano luogo (Le mani legate dietro la schiena), ad accarezzare i poveri, ad animare il volo della farfalla arancione che danza. Dal “piccolo seme” ancora germoglia uno stelo che diventa grande, capace di sbocciare, di fare capolino “sull’arido terreno del cuore”. Questo è il canto dei “mughetti” di Luigi Paternoster, esile, tenace e grande come lo stelo che si fa albero, capace di crescere verso l’alto e di affondare profonde radici nel cuore. Silvia Magistrini

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