Mario Galzigna eBooks
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La genesi storico-teologica dell'«Evangelo» di Martin Lutero. E-book. Formato PDF Mario Galzignato - Edizioni Messaggero Padova, 2018 -
La pubblicazione intende inserirsi nel contesto della "Lutherdekade", ossia nel quadro delle varie iniziative atte a celebrare i cinquecento anni della Riforma protestante (1517-2017) e più precisamente della serie di pubblicazioni e studi accademici che si occupano di Lutero, del suo credo e delle sue idee. Il volume riprende il testo della dissertazione dottorale (La genesi storico-teologica dell'«Evangelo» di Lutero) difesa presso il Pontificio Ateneo Antonianum, Roma 1990. Stimolati dagli eventi ecumenici dei nostri giorni, abbiamo voluto offrire alla stampa questo lavoro, augurandoci che esso possa aiutare il lettore a conoscere il sofferto cammino che ha portato il Riformatore alla scoperta dell'«Evangelo, che egli ha difeso fino alla fine, come il lieto annuncio della "soavissima misericordia di Dio Padre, Cristo donato a noi"».
Rivolte del pensiero: Dopo Foucault, per riaprire il tempo. E-book. Formato PDF Mario Galzigna - Bollati Boringhieri, 2013 -
Tra le insegne del nostro tempo c’è la «disperanza». Neologismo che capta, meglio del lessico convenzionale dell’afflizione, un’atmosfera collettiva della mente: non tanto il tetro scoramento che impiomba il cielo sopra di noi, quanto l’idea ormai assuefatta della sottrazione di futuro. Contro questa mansuetudine arresa allo stato di cose, il pensiero può e deve tornare alla sua vocazione insorgente, spaesante e sovvertitrice. In un saggio che riparte dalla tessitura di saperi e pratiche cara a Foucault, Mario Galzigna rianima un esercizio riflessivo che sembrava ormai consegnato agli archivi, anche a quelli della rivolta. La sua prosa di passione si innerva con le invenzioni concettuali, i regimi discorsivi, le forme estetiche e le oltranze di insorti illustri. Con i «nodi» polisemici a cui ricorre poeticamente lo psichiatra Laing per condensare le ambivalenze dell’identità, innovando l’orientamento terapeutico. Con le trasgressioni libertine alla Diderot, giochi dell’intelletto poi umiliati in malattie dell’anima o ridotti a perversioni da curare. Con le disgiunzioni creative di Magritte, che fa convivere sulla stessa tela «la chiarezza dell’ombra e l’ombra della chiarezza». Con il teatro della crudeltà di Artaud, dove la parola si dilata nel gesto e rompe l’involucro che la separa dalla vita. Tutte figure affratellate dall’attitudine a destabilizzare scenari chiusi, consolidati. Forse perché – come osserva poco prima di morire un altro grande rivoltoso, l’antropologo brasiliano Darcy Ribeiro – «è meglio sbagliare ed esplodere che prepararsi per il nulla».